La maschera è importante … non solo a Carnevale!

Il linguaggio del corpo ha sempre un senso, attraverso i suoi sintomi fisici il corpo ci avverte che abbiamo indossato inconsapevolmente una maschera:

“Weilà! Non mi hai ascoltato!
ti svegli e torni a riallinearti con la tua Essenza?”

Continuiamo a “credere” che i dolori siano causati dalla borsa della spesa, dal mouse del pc, da un bambino da prendere in braccio, i virus ci attaccano, le cellule impazziscono (che sfiga ragazzi)… sono meravigliosi alibi che sostengono la “maschera” di cui il sintomo ci avvisa.

Tutte maschere che finchè saranno utili per proteggerci dal dolore di avere gli occhi aperti di fronte agli accadimenti della nostra vita, avranno ragione di esistere.

Benedetta sia la maschera inconsapevole che ci protegge perchè se venisse tolta prima del tempo non servirebbe a nessuno.

Il carnevale è un’esposizione di maschere, utilissime maschere che stranamente, sempre meno gente ha voglia di indossare…
Perchè le maschere sono importanti e fanno parte di noi.
Ma ci dicono che non va bene, ormai lo sanno tutti che le maschere sono da condannare. Solo quelle di dolore sono più ammissibili di altre.

Quando siamo mascherati siamo protetti e siamo noi stessi esattamente allo stesso modo in cui lo siamo quando siamo senza. E’ un’espressione di noi in quel momento.
La maschera sei tu in un certo momento, non è falsità.

Ci pensavo in questi giorni, dove osservo che tutti sono disposti a mascherarsi di sangue e di morte ad Halloween forse perchè rappresenta una sorta di condizione reale interiore di massa …
ma a Carnevale, mascherarsi per ridere e divertirsi è come se non fosse più permesso, nemmeno tra gli adolescenti.

Dov’è finito il cuore che ha voglia di ridere e divertirsi sdrammatizzando con un travestimento?
Quali saranno i sintomi di questa assenza di gioia nel tempo?

Mascherarsi è un gesto simbolico e catartico di enorme importanza e ci siamo tolti il permesso di farlo, coprendolo con lo scherno, con la scusa dell’assenza di tempo, togliendoci l’opportunità di giocare e di darci il permesso di essere qualcun altro almeno una volta l’anno.

Son cose solo da bambini gli scherzi di carnevale, le maschere per ridere e scherzare da adulti non servono più.
#mainagioia

Vi piace, vero?

A me no.

SaraMaite


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Innamorarsi e amare

Innamorarsi è frutto di uno specchio, di una proiezione.

Ci innamoriamo di noi stessi guardando l’altro.

La base di partenza, per una relazione.

La base di partenza per arrivare alla fatidica frase: “non sei più quella/o di una volta!”

L’innamoramento è solo l’inizio di un’avventura che potrà essere duratura quando potremo andare oltre quello strato di immagini proiettate sullo schermo degli occhi dell’altro.

Un movimento collettivo “a due” (cit. Alberoni), innamorarsi, se solo lo sapessimo, tutto sarebbe molto più semplice e chiaro.

Puoi accogliere l’altro se non vedi e accogli “tutto ciò che è”?

Puoi relazionarti con l’altro se non ti accorgi di chi è dopo tanti anni di vissuto personale?

Puoi amarlo se non ami ciò che è stato prima di incontrarlo?

Puoi stare nel sentire e mollare il cervello che tende a dare nomi a ogni cosa e a dar voce alle paure più profonde, quelle del bambino ferito?

Il vero amore è forse questo: non cambiare l’altro ma osservare, percepire e scambiare.

Così si può crescere insieme.

Smettere di aggredire l’altro per avere ciò che il nostro sistema familiare non ci ha dato. Smettere di punire l’altro per ciò che da bambini abbiamo vissuto.

Iniziare a vivere momento dopo momento, istante dopo istante, se stessi e la relazione lasciando andare il controllo di ogni cosa, lasciando andare la paura di provare un’emozione, qualunque essa sia.

Fluire insieme ❤

SaraMaite

Mater

Una Donna trova se stessa quando si interfaccia intimamente con l’intrinseca legge della “mater”, matrice, di cui è simbolo.

La comprensione è il primo passo, il sentirla vibrare dentro è il momento zero.

Così cadono i ruoli e le identificazioni, così si apre lo spazio a una nuova vita,

così si rende terra fertile alla semina della Crescita.

SaraMaite

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Dal mandala “la mia libertà”, 2017, tecniche miste

Sei tutto tuo padre!

“sei uguale a tuo padre”

“sei uguale a tua madre”

“sei come tuo nonno”

“sei uguale a tua zia”

Ci si tenesse la lingua in bocca ogni tanto!

I rinforzi dell’imprinting attraverso i paragoni con i membri della famiglia – in positivo o in negativo poco cambia – potrebbero essere risparmiati a un figlio/a, riconoscendogli la libertà di essere se stesso/a, osservandolo e amandolo per ciò che è, non per una somiglianza vera o presunta.

Chè spesso identificare quella somiglianza è solo una nostra necessità.

Surfare tra queste onde… è un’arte.

E oggi la si può imparare.

L’Amore è il segreto.

“Armonizzarci con le origini” significa includere in noi il potenziale transgenerazionale dei familiari che ci hanno preceduto, memorie cellulari e avvenimenti, ricordandoci di chi siamo, osservandoci come identità unica, oltre tutto questo, pronti a perderci nuovamente nel Tutto, solidi nella nostra Essenza.

#costellazionifamiliari

#costellazionimultidimensionali

#costellazionispirituali

Sara Maite

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PRO-blemi ne abbiamo?

Fin da bambini ci facevano “risolvere i pro-blemi”.
Etimologicamente:
“ciò che ci si getta davanti, ciò che si presenta”.
http://www.etimo.it/?term=problema

Metaforico che accadesse sin dalle elementari:
“caro bambino, ti avviso, nella vita ci sono ostacoli da superare, questioni che ti capitano e che vanno affrontate”.
(E giù a detestare la matematica, per molti è stato così… a me è sempre piaciuta un sacco, lo confesso).

… poi scopri che i “pro-blemi” non sono solo le mele che compri dal fruttivendolo e che vanno pesate con e senza cassetta per sapere se stai facendo un affare, o il costo chilometrico di un viaggio, percorso con un’auto piuttosto che con una moto.
Oggi ci ripensavo guardando alcuni ormai “antichi” quaderni.

Smettere di accantonare ciò che in qualche modo ci si pone innanzi come ostacolo o come questione da comprendere e risolvere, tiene pulita la nostra esistenza e aiuta a mantenere alta l’energia.

Inoltre, l’allenamento a vedere gli avvenimenti della vita come una occasione di crescita e di apprendimento e non come una questione negativa che ci impedisce di avanzare, giacchè forse, prima di lì si deve passare, è un altro punto di vista da tenere in considerazione.

Spesso i nostri “pro-blemi” li lanciamo a qualcun altro, spesso qualcun altro li lancia a noi.
Ci si può aiutare, questo è certo, ma a volte accade in modo poco consapevole e affatto ecologico, creando o mantenendo dipendenze affettive che nel tempo logorano.
Spostamenti di asse, scambi di posto, ruoli non rispettati…

Non dico altro.
Mi piaceva molto questa GIF perchè lascia aperto il campo a molte interpretazioni personali.

Sara Maite
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#costellazionifamiliari

Le costellazioni familiari? sono per tutti al servizio di tutti

Le costellazioni familiari si evolvono in continuazione:
sono esperienziali ed agiscono su più livelli di coscienza – multidimensionalità – ricordiamolo sempre.
A mio avviso erano già spirituali e multidimensionali e modali ed evoluzionali e power e stacippa…
anche quando erano solo sistemiche, giacchè
“non esiste un lavoro che agisca su un piano senza risuonare con un altro”.
La risonanza dona un effetto domino.

Le sentirete vendere come rinnovate e diverse, le sentirete chiamare in millemila modi diversi ma sempre quelle saranno, perchè chi decide è il CAMPO.
 
Sempre, come sempre, nella vita… che lo si voglia o meno, il brodo primordiale in cui siamo immersi è più grande di noi e siamo noi e non siamo solo noi.
 
Le costellazioni non sono del costellatore, e non sono dei rappresentanti nè dei convenuti al gruppo, e lo sono:
le costellazioni non appartengono a nessuno e appartengono a tutti.
 
Il costellatore facilita, non dirige e non interpreta, ma ascolta e osserva rimandando ciò che è.
E anche quando pensa di dirigere non sta dirigendo, è solo una pedina nelle mani del campo.
Le costellazioni allenano l’ego: “ridimensionati”, dicono.
E lo dicono a tutti, ad ogni convenuto, anche ai rappresentanti, che come sempre, insieme a coloro che restan sulla sedia a guardare, sono pervasi dalla stessa energia e potenzialità di cambiamento e rinnovamento.
 
Un fatto a mio avviso è sempre vero:
sono in evoluzione continua negli anni, le costellazioni – ormai 11 per me di esperienza diretta – sono infinite nelle loro possibilità di manifestazione.
Le ho viste cambiare in continuazione, elevarsi, strutturarsi, destrutturarsi, mutare di energia, nella loro multidimensionalità, prestarsi ad ogni esigenza, ad ogni richiesta di aiuto dalla più umile alla più pretenziosa, restituendo ciò che è, con chiarezza disarmante.
 
Esse rispecchiano quel campo di coscienza più alto che di volta in volta negli anni, nei mesi, nei giorni, in ogni istante, si riaggiorna grazie alle esperienze di tutti e alla crescita di coscienza di tutti.
 
L’esperienza costellativa null’altro è che esperienza di vita riprodotta in un ambiente “protetto”:
tutto ciò che accade è vita di ogni giorno, che se apriamo gli occhi può essere la chiave per vivere nel mondo con coscienza costante e in altrettanta protezione:
 
L'”affidarsi” al Campo, non è per pochi, non lasciatevelo dire mai!
L’affidarsi al Campo è per tutti ed è eterno.
 
Sara Maite

Accetto la Vita?

Accetto la Vita?

Se la accetto, me la gioco fino in fondo, la partita.

Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformaz…

Ci pensavo stanotte, sotto la Luna Piena e percorrendo la strada che luccicava per il ghiaccio.

Buio, silenzio, respiro.

L’Universo è mio se lo voglio.

E’ a mia disposizione.

Se ti armonizzi, si armonizza.

Se lo accetti, ti accetta.

Se lo prendi, ti prende.

Se gli dai, ti dá.

Se accetti di vivere, a occhi aperti, senza riserve, lui vive in te, a occhi aperti, senza riserve.

Osservo, mi accorgo, mi affido.

❤️️

SaraMaite

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Oooohhhh non è la gelosiiiiaaaaaaaaa!!! (prima o poi ti perderò)

Gelosia: “prima o poi ti perderò!”
 
La natura sistemica della gelosia risulta evidente se osserviamo con attenzione ciò che effettivamente riesce ad ottenere.
A volte la gelosia può rendere una coppia più affiatata. Questo accade, per esempio, quando la gelosia di una donna protegge i figli e il marito dal capriccio di un’avventura, o dall’interferenza di un’altra donna nella vita familiare.
 
In generale, però, questo sentimento ottiene l’effetto contrario di quello prefisso, creando tra i partner una distanza ancora maggiore.
Se hai degli attacchi di gelosia, considera la situazione in tutta onestà e probabilmente scoprirai una pressione sistemica segreta che ti allontana dal tuo partner, perchè la persona gelosa desidera inconsciamente che l’altro se ne vada.
 
Spesso, quando uno dei partner è geloso, la coppia è già arrivata al capolinea, anche se le persone che la costituiscono ancora non l’hanno ammesso, o non vogliono rendersene conto.
Se entrambi i partner lo desiderano, talvolta è possibile rimettere in sesto un rapporto anche dopo che è esplosa la gelosia, ma questo comporta che essi affrontino le pressioni sistemiche che li stanno allontanando l’uno dall’altra.
 
Di solito dovranno affrontare un’esperienza dolorosa, magari dei sensi di colpa, la solitudine, o la paura della perdita o un senso di inadeguatezza.
 
I partner potranno dirsi: “prima o poi ti perderò”.
Questa è una frase che, se detta sinceramente, fa davvero male, ma può anche ristabilire l’ordine in un rapporto di coppia.
 
Spesso quando in una coppia affiora la gelosia, diventa impossibile ritrovare l’equilibrio. Allora si dovrà scegliere tra due tipi di dolore: quello della separazione o quello di continuare a vivere un rapporto infelice.
 
Se si sceglie di rimanere insieme, è meglio accettare di continuare la relazione così come è e rinunciare a sperare o ad aspettarsi che cambierà.
La scelta peggiore è quella di portare avanti un rapporto insoddisfacente continuando a sperare che le cose prima o poi andranno diversamente.
 
Tuttavia, è proprio questa la scelta di gran parte le coppie.
 
(tratto da: “I due volti dell’amore – B. Hellinger
immagine: E. Munch, Gelosia 1896)
 
Se stai, accetta.
Se accetti, stai.
Sara Maite
 
#costellazionifamiliari #padova #verona #voltamantovana #roma #forlì
#naturenatura

Allontanare il partner

Molte sono le dinamiche inconsce che ci spingono ad ALLONTANARE IL PARTNER:

  • Vogliamo confermare una precedente convinzione che non siamo degni di essere amati, per esempio, oppure che causeremo infelicità.
    Alcune persone temono di essere abbandonate e inconsciamente fanno di tutto per indurre il partner ad andarsene. Creano cioè proprio quello che temono, come se l’abbandono fosse preferibile a una separazione consensuale

– Vogliamo rimanere fedeli ai valori della nostra famiglia e seguire l’esempio dei nostri genitori che non si sono presi fino in fondo, che si sono separati, o la cui relazione è finita presto perchè uno dei due è morto prematuramente.

– Vogliamo esprimere un’inconscia identificazione con un’altra persona alla quale il sistema deve qualcosa.
Per esempio, una donna non si è sposata perchè si prendeva cura degli anziani genitori. La sua nipote più giovane, essendosi inconsciamente identificata in lei, non si è mai sposata.

– Vogliamo compensare qualche obbligo personale.
Per esempio, un uomo aveva abbandonato la sua famiglia precedente per vivere la sua attuale relazione.
La seconda moglie divenne molto gelosa di lui e voleva lasciarlo. Nella costellazione familiare, divenne chiaro che si sentiva solidale e in debito verso la sua prima famiglia.

(tratto da “I due volti dell’amore” – B. Hellinger, Ed. Crisalide)
immagine: Dalì y Gala  appartenente al legittimo proprietario)

#costellazionifamiliari #verona #padova #roma #forlì #voltamantovana
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Ciaone agli “haters”

In Italia il fenomeno degli “haters” raggiunge proporzioni impressionanti. Inquinanti.
Si può ovviare.
Che fare?
Ascolta solo chi ha qualcosa da raccontarti di utile e sano, ascolta solo chi non giudica, ma ti offre “osservazioni” della/sulla realtà e… regala il tuo tempo esclusivamente alla crescita e alla pulizia:

“se ti inquinano dicendo o facendo porcherie, spostati”.

Paga.

Ci vuol tempo, ma paga.

Sempre.
E se hai tempo, ascoltati questa meravigliosa “talk” di Rudy Bandiera, perché è davvero eccezionale nella sua esposizione e ci fornisce un punto di vista chiarissimo ed efficace.

Buon pranzo!

SaraMaite

#rudybandiera

Immagine da FB appartenente al legittimo proprietario.

Amore e Coscienza Spirituale

Amore a seconda vista, Amore e Coscienza Spirituale, amore a prima vista, amore e coscienza di sistema

L’Amore di coppia non ha bisogno di “sapere tutto” dell’altro:
l’Amore si affida per sua natura ad un sentire più alto.
L’amore cieco appartiene alla coscienza di sistema, è un’altra forma di Amore, la prima che normalmente, si manifesta, è l’amore “a prima vista”: necessita di conferme, rassicurazione continua e si nutre di proiezioni.
A “seconda vista”, rispetta i percorsi personali, l’Amore.
Rispetta la vita e le caratteristiche di entrambi. Accoglie la diversità come un pregio per portare crescita ad entrambi e alla coppia.
L’Amore che si connette alla Coscienza Spirituale è totalmente libero da qualsiasi pretesa, dipendenza e condizionamento, e restituisce alla vita e al mondo l’Amore cresciuto nella coppia, moltiplicato, mettendosi al servizio di tutti.
#costellazionifamiliari #coscienzaspirituale #amore #amoreasecondavista #amoreaprimavista #verona #padova #mantova
Foto: Tomasz Alen Kopera Art

Ode alla pioggia – Autunno, stagione (meta)fisica di Polmone e Grosso Intestino

ANTEPRIMA: autunno, polmoni, grosso intestino, aria, metallo, movimento metallo, tristezza, pianto, pulizia, purificazione


  1. Ode alla pioggia
  2. E’ importante la pioggia, anche dentro di noi.
    E’ molto più di una metafora.

  1. L’autunno è la stagione del polmone e del grosso intestino.
    Il loro elemento è l’aria.
    Una stagione di pulizia e riordino.
  2. Per mantenersi puliti, organo e viscere, necessitano di acqua, poiché l’acqua è veicolo di purificazione, di ossigenazione e di nutrimento energetico cellulare, di rigenerazione di memorie emotive e fisiologiche.
  3. L’emozione di questo momento è la tristezza, utile e non negativa, come ogni emozione primaria, utile perché asseconda il processo di pulizia interiore.
  4. Utile perché ci dona il gioco dei movimenti della vita insieme alle altre.
  5. Quando assecondi il pianto e accogli il tuo lamento di dolore, consenti al tuo corpo di ripulirsi attraverso le lacrime e la peristalsi.
    L’acqua è fondamentale in questo processo, è il veicolo che consente il lavaggio e l’irrigazione.
  6. Quando reprimi questo processo trattenendo la scarica, le secrezioni si bloccano e si sporca il corpo, che spurgherà al posto tuo. E meno male!
  7. La Creazione usa la pioggia per fare altrettanto:
    per pulire l’aria e per pulire la terra, per restituire ciò che ha accumulato durante le stagioni del piccolo e del grande yang: primavera ed estate.
    Dissipare il calore, nutrire il secco in eccesso, pulire gli umori… calmare.
    Per prepararci al riposo. (Riposo? ma quando mai)
  8. Tutto è strutturato in modo perfetto in natura.
    (e noi umani, se invece di contrastarla ci ricordassimo umilmente di farne parte come tutti gli altri esseri, risuoneremmo in armonia con essa e con le sue stagioni ed emozioni, vivendo una vita emotivamente e fisicamente più sana).
  9. Amen.

SaraMaite

Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari


 

Competizione, successo e sguardo al cliente

 

 

La competizione professionale se proprio dovesse esserci, dovrebbe essere sana: osserva, ammira e impara dai potenziali “avversari”.
competitionE soprattutto…
Cara Azienda, se vuoi risultati, guarda con amore e riconoscenza la clientela e i tuoi collaboratori.
Se non c’è attenzione al cliente, a ciò che al cliente è utile veramente, non c’è successo.
Quando vuoi che il lavoro funzioni, bada bene a dove metti la tua intenzione e la tua attenzione: lì va la tua energia.
E poi… lasciar andare!


(Parola di lupetta…)

SaraMaite

#costellazionifamiliari #costellazioniaziendali
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foto: https://www.worldphoto.org/…/…/2017-open-competition-winners

Oh rana, muovi il culo!

  • Ogni tanto penso alla storia della #rana bollita, la conoscete?

    La raccontavo tempo fa ma non ricordo più a chi.
    Portate pazienza, che inizio ad essere vicina ai 50.

Probabilmente la rana quando ce l’hanno lanciata, in pentola, ci si era pure messa comoda, col suo bel materassino gonfiabile, convinta di ronfare beata al calduccio nella zona di confort, manco doveva più nuotare.
  • Senza sforzo, adattandoti sempre, non senti più la tua #forza.
Troppo difficile provare ad uscire dalla pentola, si sa mai che sia difficile, faticoso, doloroso? Meglio #dormire. Più comodo.
MA… forse la rana stava bene e punto, in quel piccolo recinto, la pentola.
Possibile? certo che sì, possibile!!!
Magari Ranocchia da piccola non aveva avuto grandi spazi per muoversi, giusto una pozzanghera, qualcuno le aveva dato #confini di movimento molto restrittivi, proiettando su di lei paure e #preoccupazioni personali eccessive:
“non stare troppo fuori dall’acqua che poi ti si secca la pelle!”,
“mi raccomando non saltare troppo che ti viene mal di schiena!”,
“non saltare con ranocchi sconosciuti e troppo agitati che poi non sai cosa ti può accadere di male”,
“non saltare troppo che sudi” e…
E lei si è abituata a star ferma, dimenticandosi il piacere dell’Essere in Sé.
Era una rana così tranquilla, la mia piccolina, diceva la mamma … fa sempre la brava, non la si sente nemmeno.
A volte è indole, l’essere tranquilli, a volte lo si confonde con l’assuefazione a uno status.
L’abitudine al limite altrui, diventa alla lunga un nostro limite:
la paura limita, la paura a lungo andare ci toglie la sensibilità al #coraggio, il nostro coraggio.
A un certo punto ti trovi anestetizzato, identificato, pensi anche di essere così come sei diventato.
La tua postura fisica sei tu ed è una postura mentale.
E forse è vero, lo sei. Ora sì. Sei veramente diventato così.
La senti ancora la #Voce?
#muovilculo, che non succede niente di grave, va…
Io per esempio vado a letto. ‘Notte! :*
SaraMaite
  1. #costellazionifamiliari
  2. immagine: http://www.curejoy.com

 

Fare o non fare, non esiste “tentare”.

Mi piace osservare come all’interno di un gruppo di costellazioni familiari, la realtà e la verità siano disarmanti.
Quando si dice: “se ci metti intento ed energia. E lasci andare la paura, funziona”.
Capita di avere gruppi, anche molto numerosi, formati di persone che vengono per provare, per vedere come va, perché non credono veramente nella loro scelta, ma sono lì per mettere alla prova il metodo, e quando accade, l’energia del campo è debole, si sente la fatica nel sostenere le rappresentazioni, da parte di tutti.

Esattamente come quando un cliente fa una domanda poco potente. La rappresentazione si accascia.

E poi ci sono i gruppi che si compongono di persone che vogliono andare fino in fondo, che si affidano come ci si affida alla vita, e anche quando si è in pochi, il lavoro che emerge è di una preziosità ed efficacia senza pari. Risuonerà in tutti per mesi, come ieri sera.

Come diceva il Maestro Yoda: “fare non provare”.

Le costellazioni sono esattamente questo:

un formidabile specchio.

Un mandala che vi fotografa senza alcuna pietà. Lo create voi, quel disegno.

Perchè se pietà ci fosse, non si scoprirebbe l’immagine nascosta sotto il tappeto. E allora, meglio rimanere a casa, provare non è utile. È solo una perdita di tempo.

Grazie,

SaraMaite
#costellazionifamiliari #starwars #yoda

#voltamantovana #verona #padova
Se vuoi organizzare un gruppo, contattami via wa o sms al 3931159019

Prevaricazione e valore personale 

La violenza e la prevaricazione subite da bambini, possono portarci ad essere adulti che usano violenza e prevaricazione per raggiungere gli obiettivi della vita.

 

Quando osserviamo la loro origine dentro di noi e accogliamo con amore il bambino che non è stato in grado di agire per difendersi da tutto questo, accogliendo la vergogna per l’accaduto, vedendo quanto è stato grande il peso che ci siamo portati dentro, trasformiamo l’accaduto in VALORE PERSONALE, acquisendolo e convertendoci in adulti pronti ad andare nel mondo con un’energia pulita, intensa e gioiosa.
Grazie,

SaraMaite

#costellazionifamiliari #voltamantovana
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Mi scusi… com’è umano lei… 

Prenderci colpe non nostre, chiedere scusa inutilmente, ci avvilisce, ci fa chiudere le spalle e ci rende deboli.

È come porsi in ruolo di colpevole senza esser responsabili di un accaduto reale.

Questi atteggiamenti sono figli inconsapevoli del desiderio di essere accettati.

Figli della paura, del rifiuto e dell’abbandono.

Possiamo osservarli quotidianamente, nelle relazioni affettive e nelle relazioni di lavoro, e nella vita di ogni giorno.


Ciò che spesso non vediamo, ma la nostra ombra lo sa, è che il destinatario di questo nostro comportamento tende ad irritarsi, perché lo pone in posizione di superiorità non richiesta e gli toglie la possibilità di vivere una relazione (anche momentanea) alla pari.
Al contrario, chi si assume la responsabilità di un comportamento dannoso effettivamente esperito, ripristina equilibrio, giustizia e rispetto nel sistema.

SaraMaite

#costellazionifamiliari #naturenatura


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Un pensiero di cuore a Paolo Villaggio

Amore e ordine

L’amore è una parte dell’ordine. L’ordine precede l’amore e l’amore può svilupparsi solo in base all’ordine. L’ordine è preposto. Se capovolgo questo rapporto e voglio trasformare l’ordine attraverso l’amore, sono destinato a fallire.

L’amore è subordinato a un ordine, e dopo si può crescere.

Così come il seme è subordinato al terreno e lí cresce e fiorisce.
(B. Hellinger)

Tratto da “Ordini dell’amore”, Bert Hellinger

Collage con immagini di proprietà del web

Ri-esci? Ri-nasci!

Come mai non RI-ESCI?

Paura, vergogna, senso di colpa, ostacoli, che cosa senti?

Il primo SUCCESSO (venire dopo) nella vita è la nascita, il secondo è accettare la madre così com’è, come donatrice di vita. La mater, la donna che per metterci al mondo ha accolto in sè il mistero della vita e della morte, che più o meno coscientemente, si è fatta veicolo per noi, mettendo a disposizione il suo corpo.
Io, figlio, vengo dopo: SUCCEDO.
Quando da figlio/a accetto la vita da mia madre, sono pronto per RIUSCIRE.
USCIRE (ex-ire = andare fuori, andare nel mondo, Os = bocca, apertura)

RI-USCIRE = RI-NASCERE

(NASCERE dal sanscrito g’an, trasposto in “gna”, di “gnascita”, venire alla luce, generare)

SaraMaite




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L’amore bugiardo

L’amore è bugiardo soltanto quando non sappiamo esser veri,

l’amore mente quando noi per primi mentiamo (a noi stessi?).

SaraMaite

(© naturenatura.com)

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La fedelta’ di/alla coppia, la fedelta’ a noi stessi: il punto di vista di Bert Hellinger

“Fedele alla coppia o fedele al tuo destino?”
Ho letto questo pezzo durante il mio ultimo gruppo, il 10 dicembre scorso… sento di volerlo riportare e fissare sul blog, perchè molto si dibatte sull’argomento e il punto di vista di Bert Hellinger è quello che sposo fino in fondo per risonanza interiore.

Lascio a ognuno le personali considerazioni naturalmente, l’obiettivo è che il post faccia riflettere.
“Vorrei dire qualche altra cosa.
Ognuno ha un suo destino particolare, che gli corrisponde.

Qualche volta, in una relazione di coppia si manifesta dopo anni, dopo anni in cui hanno percorso insieme una via che era consona ad entrambe.
Dopo un po’ di tempo uno viene attratto in un’altra direzione, perchè ha un’altra destinazione.
L’altro poi lo vuole trattenere, in modo che possa ancora condividere con lui il suo destino e per far sì che l’altro rinunci al suo destino e al suo compimento per il partner.
Per esempio potrebbe dire: “tu mi devi essere fedele”.

Ma esiste una fedeltà doppia: la fedeltà ad un partner e la fedeltà alla destinazione. Chi dà precedenza al partner e non alla propria destinazione fa danni ad entrambe. Nessuno potrà più crescere.
In questa situazione esiste una frase che entrambi possono ripetersi nel loro intimo.
E’ una frase d’amore:

“Io ti amo e amo quello che guida te e me in modo speciale”.

In quell’attimo io prendo in considerazione la mia destinazione e metto a confronto con essa l’altro.
Quando l’altro dice la stessa cosa, entrambi restano nel rispetto ed amore reciproco, anche quando si separano.
(…)
Quando lavoriamo con una coppia, dobbiamo tener conto di queste riflessioni. Spesso c’è l’immagine che si deve tentare tutto per tenerli insieme, provare ogni cosa per unirli, senza considerare che sono i destini a separarli.
Quando  noi teniamo sott’occhio questo aspetto, possiamo aiutarli in modo ottimale consentendo ad entrambe di evolversi ancora.”

A voi le riflessioni, a presto!

SaraMaite


Testo tratto da “Scritti inediti di Bert Hellinger” – vol. 3 – Casa Editrice Accademia – Roma 2010

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Emozioni negative? … finiamola di giudicare le emozioni! Ringraziamole!

Le emozioni sono segnali di allarme, pertanto utili per il nostro corpo, nè positive, nè negative.
A cosa servono se non ad avvisarci che qualcosa non va (o va!) nella nostra vita?

Vogliamo diventare maschere di noi stessi?

Bene, avanti così… giudichiamo ciò che emerge da dentro di noi e saremo sulla perfetta strada.

Lo leggiamo ovunque, è una costante: “emozioni negative”.
Quali sarebbero? rabbia? tristezza? paura?
Dove sta il negativo, se non nel giudizio pre-espressione e post espressione?

Tanto lo leggiamo, tanto sentiamo di volerci opporre a questo punto di vista che conduce al giudizio e alla repressione emozionale e alla predisposizione alla nascita, di un disturbo di tipo fisico.
Lo stress non è l’avvenimento che ci crea disagio, lo stress lo creiamo noi, con le nostre reazioni!
La negazione ed il giudizio sulle emozioni contribuiscono ad ingigantire questo benedetto stress, che ha un nome e un cognome: quello delle emozioni che non sappiamo gestire perchè ci rifiutiamo di accoglierle ed osservarle.

Ormai siamo abituati a giudicare qualsiasi cosa ci appartenga e venga dal nostro profondo, e che possa essere in qualche modo socialmente poco “conveniente”, a colpevolizzare senza approfondire, ogni evento interiore che ci riguardi.

Le emozioni sono parte di noi, dentro di noi, nostre, fisiologiche, vengono da noi, le produciamo NOI!
Siamo noi, sono i messaggeri del nostro corpo fisico e psichico, sono il loro collegamento.

Sapete cosa c’è di negativo?
… il voler respingere un’emozione, decidere di non manifestarla, ricacciarla in gola, rispedirla in pancia… perchè così sì, che ci facciamo male!
O il volerla vivere in eccesso continuamente, senza comprenderne l’origine, e senza osservare che sta esprimendo un disagio ben più grande di quello che l’ha scatenata.

E-MOZIONE –> emovere, portare fuori, esternare
EMO-AZIONE –> sangue in movimento

Non è l’emozione a farci male, ma è la sua negazione espressiva, o il suo eccesso, che si trasforma in un piccolo danno fisiologico, goccia dopo goccia…

Dove finiscono tutti gli urli che non abbiamo espresso? Dove finiscono tutte le incazzature (francesismo ormai lecito) senza controllo che ci partono, al posto di parole di chiarimento o lacrime di dolore?
Dove si nascondono le lacrime che volevamo piangere e abbiamo ricacciato nei dotti lacrimali?
E dove si infilano, tutte le nostre voglie di scappare dalle situazioni difficili in cui ci costringiamo a restare?
Dove le mettiamo, le parole di commozione che non riusciamo a far emergere perché qualcuno potrebbe scoprirci nella nostra tenerezza?

Le emozioni nutrono il corpo e il corpo nutre le emozioni.

Cosa ci ha suscitato quell’emozione? perché?
Perché la reprimiamo? perché la viviamo in eccesso?

Quale parte del corpo sarà colpita dal difetto o dall’eccesso della nostra espressione emotiva? l’energetica cinese può venirci in aiuto … fegato/rabbia, rene/paura, stomaco/ansia, … e così via …

Pensate a quanta crescita rinunciamo giudicando un’emozione, ci precludiamo la possibilità di osservarla, di entrarci, di viverla appieno accogliendola col cuore.

Nel cuore sta l’accettazione delle nostre emozioni e la capacità di accoglierle ed amarle tutte, di ascoltarle e di viverle con amore e ringraziarle dal profondo.

Niente è negativo, niente è positivo, tutto è per noi, se vogliamo vederlo!

By SaraMaite

Nutrire e liberare gli strati della nostra “cipolla” attraverso le costellazioni familiari

TAKEAWAY: siamo come una cipolla, liberazione da strati di zavorra psicoenergetica e costellazioni familiari, nutrire gli strati energetici, chakra bloccati e consapevolezza, arrivare al centro di noi stessi con le costellazioni familiari e stare bene, counseling energetico, nutrire i chakra con le costellazioni familiari.


Desidero raccontarvi oggi, di come ho potuto osservare nella mia esperienza diretta e personale di questi anni, le costellazioni familiari all’opera nel consentire all’individuo di liberarsi dei vari strati di zavorra energetica presenti da tempi spesso  incredibilmente lontani, con amore e consapevolezza e rispetto delle necessità di elaborazione interiore di ognuno.

Lo “strumento costellazioni”, consente di navigare interiormente proponendoci l’osservazione di immagini spesso mai percepite, immagini che sciolgono l’amore ferito dentro di noi, le insicurezze cristallizzate, le credenze relativamente a determinate situazioni, iniziando a togliere i veli che ci coprono gli occhi della mente e del cuore.

Possiamo vedere raffigurata la loro funzione attraverso il percorso dei chakra ed immaginare noi stessi la nostra vera essenza, al centro di questa cipolla, proiettati verso l’alto, verso nuovi traguardi di conoscenza di noi.

Immaginiamo la nostra pulizia interiore come fosse un viaggio per raggiungere il nostro centro, dove staremo finalmente bene in nostra compagnia e saremo in grado di liberare energie nuove e molto più Alte.

La cipolla come simbolo, quella che ho disegnato per voi (non ridete!!!), a questo fine ci fornisce una rappresentazione decisamente calzante e di immediata comprensione.

Sottolineo inoltre ancora una volta, come questo processo sia sempre graduale e ben rapportato alla capacità dell’individuo di affrontare se stesso.

Come si evince dall’immagine, nessuno strato è nettamente separato dall’altro dentro di noi, ogni strato compenetra e nutre l’altro e di volta in volta il lavoro che operiamo ripulisce e dona energia ad una parte, uno strato, di noi che prima era intaccata da credenze e irretimenti.

Liberare uno strato significa liberare nutrimento per gli strati adiacenti, innescare un meccanismo virtuoso che porta alla ricerca della nostra essenza, alla crescita continua e a una vita vissuta con consapevolezza sempre maggiore e in apertura verso gli altri.

by SaraMaite

Ritroviamoci, specchiamoci, chi siamo? Ovvero “luce ed ombra nella nostra esistenza”.

Vi trascrivo con tutto il cuore uno splendido pezzo tratto da “Il piccolo libro dell’ombra” di Robert Bly, che citando la splendida Alice Miller, riporta a proposito della difficoltà di esser bambini e di mantenerci integri nel corso della nostra esistenza.

“Il dramma è questo.
Siamo entrati in questo mondo portandoci dietro nuvole di gloria provenienti dalle profondità dell’Universo;
portando con noi appetiti ben conservati della nostra eredità di mammiferi,
la spontaneità meravigliosamente conservata di 150.000 di vita arborea e le ben conservate ire funeste di 5000 anni di vita tribale.

In breve siamo arrivati con tutta la nostra radiosità a 360 gradi;
e abbiamo porto questo dono ai nostri genitori.
Loro non l’hanno voluto. Loro volevano una brava bambina o un bravo bambino.

Questo è il primo atto del dramma.
Non significa che i nostri genitori fossero cattivi: solo che avevano bisogno di noi per qualche loro scopo.

Mia madre, immigrata di seconda generazione, aveva bisogno di mio fratello e di me per dare alla famiglia un’immagine di classe superiore.
Anche noi facciamo lo stesso con i nostri figli: fa parte della vita su questo pianeta.
I nostri genitori hanno rifiutato il nostro essere prima ancora che fossimo in grado di parlare;
perciò il dolore di quel rifiuto è probabilmente registrato in qualche angolo preverbale della nostra psiche.

Quando ho letto il libro di Alice Miller sono caduto in depressione per tre settimane.
Avendo perduto una parte tanto grande di noi stessi, che cosa possiamo fare?
Possiamo costruirci una personalità più accettabile per i nostri genitori.

Alice Miller dice che è vero che abbiamo tradito noi stessi, ma aggiunge:
“non biasimarti per questo. Non c’era altro che tu potessi fare”. ”


Eccomi.

Oggi, dopo tanta vita e tanti percorsi mi sono chiesta: davvero tutto ciò cui abbiamo rinunziato è perduto?
La mia risposta è stata NO. NO!!!

Ogni dolore, ogni rinuncia, ogni pezzo di cui mi sono privata o di cui mi hanno privato, mi è stato restituito triplicato.
Quando riusciamo finalmente a specchiarci, ciò che abbiamo messo nello zaino dell’ombra, riemerge e riprende vita, danzando meravigliosamente… certo non è semplice, non è facile, nessuno lo mette in dubbio… ma si rinasce, e voltandosi a guardare indietro, arriva il sorriso ed arriva il ringraziamento.

Le difficoltà che la vita ci ha posto innanzi anche grazie a quegli strumenti – più o meno inconsapevoli – che sono stati i nostri genitori, ci hanno reso persone con potenzialità davvero senza eguali… specchiamoci e le troveremo!

(In copertina Mary Pickford allo specchio, di proprietà del web)

Grazie e un abbraccio!
SaraMaite

Amore Incondizionato – Amore e Utilità

I miei genitori mi hanno amato perchè ero utile.
Messaggio inconsapevole. Messaggio chiaro.
Ti amo perchè mi servi.
Ti amo perchè mi consoli.
Ti amo perchè mi ascolti.
Ti amo perchè ci sei anche quando non c’è la mamma o quando non c’è il papà.

Questo ho imparato dal loro comportamento automatico: Amore condizionato.

Se fai arrabbiare non ti voglio più bene.
Questo mi hanno insegnato, più o meno coscientemente, con il loro comportamento.

Quando non servo più,
perchè tornano al loro posto, mamma e papà, alla bisogna,
addirittura non mi si crede più, divento bugiardo ai loro occhi.
Mi mettono da parte. Sono arrabbiati con me.

E io torno a fare il bambino. Quando serve.
Bugiardo ed in malafede.

Mi vergogno di me stesso per quello che do.
Perchè viene sempre frainteso.

Mi sono dato per te, perché volevo amore.
Anche quando non chiedevi.
Ma se non ti davo non mi volevi più bene.
Per avere e dare amore non c’è bisogno di essere utile, nè di dare la felicità agli altri.

Dipende veramente da noi la felicità degli altri?

terramare1

A nessuno dobbiamo essere utili.
L’amore non ha alcun prezzo.
L’amore è amore. Si autoalimenta.
Nulla di più.

L’amore è libero e non ha motivi per legare.

Il vero amore terreno avverrà quando incontrerò una persona per cui essere di totale inutilità, senza bisogno, senza attaccamenti materiali che possano mediare la nostra unione.
Solo la gioia del cuore, la gioia della coerenza che distrugge ogni rigidità.
Restando vicini come due bambini che giocano sulla spiaggia, saremo felici insieme.

By SaraMaite