Ciaone agli “haters”

In Italia il fenomeno degli “haters” raggiunge proporzioni impressionanti. Inquinanti.
Si può ovviare.
Che fare?
Ascolta solo chi ha qualcosa da raccontarti di utile e sano, ascolta solo chi non giudica, ma ti offre “osservazioni” della/sulla realtà e… regala il tuo tempo esclusivamente alla crescita e alla pulizia:

“se ti inquinano dicendo o facendo porcherie, spostati”.

Paga.

Ci vuol tempo, ma paga.

Sempre.
E se hai tempo, ascoltati questa meravigliosa “talk” di Rudy Bandiera, perché è davvero eccezionale nella sua esposizione e ci fornisce un punto di vista chiarissimo ed efficace.

Buon pranzo!

SaraMaite

#rudybandiera

Immagine da FB appartenente al legittimo proprietario.

Amore e Coscienza Spirituale

Amore a seconda vista, Amore e Coscienza Spirituale, amore a prima vista, amore e coscienza di sistema

L’Amore di coppia non ha bisogno di “sapere tutto” dell’altro:
l’Amore si affida per sua natura ad un sentire più alto.
L’amore cieco appartiene alla coscienza di sistema, è un’altra forma di Amore, la prima che normalmente, si manifesta, è l’amore “a prima vista”: necessita di conferme, rassicurazione continua e si nutre di proiezioni.
A “seconda vista”, rispetta i percorsi personali, l’Amore.
Rispetta la vita e le caratteristiche di entrambi. Accoglie la diversità come un pregio per portare crescita ad entrambi e alla coppia.
L’Amore che si connette alla Coscienza Spirituale è totalmente libero da qualsiasi pretesa, dipendenza e condizionamento, e restituisce alla vita e al mondo l’Amore cresciuto nella coppia, moltiplicato, mettendosi al servizio di tutti.
#costellazionifamiliari #coscienzaspirituale #amore #amoreasecondavista #amoreaprimavista #verona #padova #mantova
Foto: Tomasz Alen Kopera Art

Ode alla pioggia – Autunno, stagione (meta)fisica di Polmone e Grosso Intestino

ANTEPRIMA: autunno, polmoni, grosso intestino, aria, metallo, movimento metallo, tristezza, pianto, pulizia, purificazione


  1. Ode alla pioggia
  2. E’ importante la pioggia, anche dentro di noi.
    E’ molto più di una metafora.

  1. L’autunno è la stagione del polmone e del grosso intestino.
    Il loro elemento è l’aria.
    Una stagione di pulizia e riordino.
  2. Per mantenersi puliti, organo e viscere, necessitano di acqua, poiché l’acqua è veicolo di purificazione, di ossigenazione e di nutrimento energetico cellulare, di rigenerazione di memorie emotive e fisiologiche.
  3. L’emozione di questo momento è la tristezza, utile e non negativa, come ogni emozione primaria, utile perché asseconda il processo di pulizia interiore.
  4. Utile perché ci dona il gioco dei movimenti della vita insieme alle altre.
  5. Quando assecondi il pianto e accogli il tuo lamento di dolore, consenti al tuo corpo di ripulirsi attraverso le lacrime e la peristalsi.
    L’acqua è fondamentale in questo processo, è il veicolo che consente il lavaggio e l’irrigazione.
  6. Quando reprimi questo processo trattenendo la scarica, le secrezioni si bloccano e si sporca il corpo, che spurgherà al posto tuo. E meno male!
  7. La Creazione usa la pioggia per fare altrettanto:
    per pulire l’aria e per pulire la terra, per restituire ciò che ha accumulato durante le stagioni del piccolo e del grande yang: primavera ed estate.
    Dissipare il calore, nutrire il secco in eccesso, pulire gli umori… calmare.
    Per prepararci al riposo. (Riposo? ma quando mai)
  8. Tutto è strutturato in modo perfetto in natura.
    (e noi umani, se invece di contrastarla ci ricordassimo umilmente di farne parte come tutti gli altri esseri, risuoneremmo in armonia con essa e con le sue stagioni ed emozioni, vivendo una vita emotivamente e fisicamente più sana).
  9. Amen.

SaraMaite

Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari


 

Competizione, successo e sguardo al cliente

 

 

La competizione professionale se proprio dovesse esserci, dovrebbe essere sana: osserva, ammira e impara dai potenziali “avversari”.
competitionE soprattutto…
Cara Azienda, se vuoi risultati, guarda con amore e riconoscenza la clientela e i tuoi collaboratori.
Se non c’è attenzione al cliente, a ciò che al cliente è utile veramente, non c’è successo.
Quando vuoi che il lavoro funzioni, bada bene a dove metti la tua intenzione e la tua attenzione: lì va la tua energia.
E poi… lasciar andare!


(Parola di lupetta…)

SaraMaite

#costellazionifamiliari #costellazioniaziendali
www.naturenatura.com


foto: https://www.worldphoto.org/…/…/2017-open-competition-winners

Oh rana, muovi il culo!

  • Ogni tanto penso alla storia della #rana bollita, la conoscete?

    La raccontavo tempo fa ma non ricordo più a chi.
    Portate pazienza, che inizio ad essere vicina ai 50.

Probabilmente la rana quando ce l’hanno lanciata, in pentola, ci si era pure messa comoda, col suo bel materassino gonfiabile, convinta di ronfare beata al calduccio nella zona di confort, manco doveva più nuotare.
  • Senza sforzo, adattandoti sempre, non senti più la tua #forza.
Troppo difficile provare ad uscire dalla pentola, si sa mai che sia difficile, faticoso, doloroso? Meglio #dormire. Più comodo.
MA… forse la rana stava bene e punto, in quel piccolo recinto, la pentola.
Possibile? certo che sì, possibile!!!
Magari Ranocchia da piccola non aveva avuto grandi spazi per muoversi, giusto una pozzanghera, qualcuno le aveva dato #confini di movimento molto restrittivi, proiettando su di lei paure e #preoccupazioni personali eccessive:
“non stare troppo fuori dall’acqua che poi ti si secca la pelle!”,
“mi raccomando non saltare troppo che ti viene mal di schiena!”,
“non saltare con ranocchi sconosciuti e troppo agitati che poi non sai cosa ti può accadere di male”,
“non saltare troppo che sudi” e…
E lei si è abituata a star ferma, dimenticandosi il piacere dell’Essere in Sé.
Era una rana così tranquilla, la mia piccolina, diceva la mamma … fa sempre la brava, non la si sente nemmeno.
A volte è indole, l’essere tranquilli, a volte lo si confonde con l’assuefazione a uno status.
L’abitudine al limite altrui, diventa alla lunga un nostro limite:
la paura limita, la paura a lungo andare ci toglie la sensibilità al #coraggio, il nostro coraggio.
A un certo punto ti trovi anestetizzato, identificato, pensi anche di essere così come sei diventato.
La tua postura fisica sei tu ed è una postura mentale.
E forse è vero, lo sei. Ora sì. Sei veramente diventato così.
La senti ancora la #Voce?
#muovilculo, che non succede niente di grave, va…
Io per esempio vado a letto. ‘Notte! :*
SaraMaite
  1. #costellazionifamiliari
  2. immagine: http://www.curejoy.com

 

Fare o non fare, non esiste “tentare”.

Mi piace osservare come all’interno di un gruppo di costellazioni familiari, la realtà e la verità siano disarmanti.
Quando si dice: “se ci metti intento ed energia. E lasci andare la paura, funziona”.
Capita di avere gruppi, anche molto numerosi, formati di persone che vengono per provare, per vedere come va, perché non credono veramente nella loro scelta, ma sono lì per mettere alla prova il metodo, e quando accade, l’energia del campo è debole, si sente la fatica nel sostenere le rappresentazioni, da parte di tutti.

Esattamente come quando un cliente fa una domanda poco potente. La rappresentazione si accascia.

E poi ci sono i gruppi che si compongono di persone che vogliono andare fino in fondo, che si affidano come ci si affida alla vita, e anche quando si è in pochi, il lavoro che emerge è di una preziosità ed efficacia senza pari. Risuonerà in tutti per mesi, come ieri sera.

Come diceva il Maestro Yoda: “fare non provare”.

Le costellazioni sono esattamente questo:

un formidabile specchio.

Un mandala che vi fotografa senza alcuna pietà. Lo create voi, quel disegno.

Perchè se pietà ci fosse, non si scoprirebbe l’immagine nascosta sotto il tappeto. E allora, meglio rimanere a casa, provare non è utile. È solo una perdita di tempo.

Grazie,

SaraMaite
#costellazionifamiliari #starwars #yoda

#voltamantovana #verona #padova
Se vuoi organizzare un gruppo, contattami via wa o sms al 3931159019

Prevaricazione e valore personale 

La violenza e la prevaricazione subite da bambini, possono portarci ad essere adulti che usano violenza e prevaricazione per raggiungere gli obiettivi della vita.

 

Quando osserviamo la loro origine dentro di noi e accogliamo con amore il bambino che non è stato in grado di agire per difendersi da tutto questo, accogliendo la vergogna per l’accaduto, vedendo quanto è stato grande il peso che ci siamo portati dentro, trasformiamo l’accaduto in VALORE PERSONALE, acquisendolo e convertendoci in adulti pronti ad andare nel mondo con un’energia pulita, intensa e gioiosa.
Grazie,

SaraMaite

#costellazionifamiliari #voltamantovana
Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari.
(Vuoi organizzare un gruppo? Contattami via sms o wa su 3931159019)

Mi scusi… com’è umano lei… 

Prenderci colpe non nostre, chiedere scusa inutilmente, ci avvilisce, ci fa chiudere le spalle e ci rende deboli.

È come porsi in ruolo di colpevole senza esser responsabili di un accaduto reale.

Questi atteggiamenti sono figli inconsapevoli del desiderio di essere accettati.

Figli della paura, del rifiuto e dell’abbandono.

Possiamo osservarli quotidianamente, nelle relazioni affettive e nelle relazioni di lavoro, e nella vita di ogni giorno.


Ciò che spesso non vediamo, ma la nostra ombra lo sa, è che il destinatario di questo nostro comportamento tende ad irritarsi, perché lo pone in posizione di superiorità non richiesta e gli toglie la possibilità di vivere una relazione (anche momentanea) alla pari.
Al contrario, chi si assume la responsabilità di un comportamento dannoso effettivamente esperito, ripristina equilibrio, giustizia e rispetto nel sistema.

SaraMaite

#costellazionifamiliari #naturenatura


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Un pensiero di cuore a Paolo Villaggio

Amore e ordine

L’amore è una parte dell’ordine. L’ordine precede l’amore e l’amore può svilupparsi solo in base all’ordine. L’ordine è preposto. Se capovolgo questo rapporto e voglio trasformare l’ordine attraverso l’amore, sono destinato a fallire.

L’amore è subordinato a un ordine, e dopo si può crescere.

Così come il seme è subordinato al terreno e lí cresce e fiorisce.
(B. Hellinger)

Tratto da “Ordini dell’amore”, Bert Hellinger

Collage con immagini di proprietà del web

Ri-esci? Ri-nasci!

Come mai non RI-ESCI?

Paura, vergogna, senso di colpa, ostacoli, che cosa senti?

Il primo SUCCESSO (venire dopo) nella vita è la nascita, il secondo è accettare la madre così com’è, come donatrice di vita. La mater, la donna che per metterci al mondo ha accolto in sè il mistero della vita e della morte, che più o meno coscientemente, si è fatta veicolo per noi, mettendo a disposizione il suo corpo.
Io, figlio, vengo dopo: SUCCEDO.
Quando da figlio/a accetto la vita da mia madre, sono pronto per RIUSCIRE.
USCIRE (ex-ire = andare fuori, andare nel mondo, Os = bocca, apertura)

RI-USCIRE = RI-NASCERE

(NASCERE dal sanscrito g’an, trasposto in “gna”, di “gnascita”, venire alla luce, generare)

SaraMaite




Photo: property of https://marketplace.secondlife.com/p/Reborn-art-framed-1-prim/3755798?id=3755798&slug=Reborn-art-framed-1-prim

L’amore bugiardo

L’amore è bugiardo soltanto quando non sappiamo esser veri,

l’amore mente quando noi per primi mentiamo (a noi stessi?).

SaraMaite

(© naturenatura.com)

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La fedelta’ di/alla coppia, la fedelta’ a noi stessi: il punto di vista di Bert Hellinger

“Fedele alla coppia o fedele al tuo destino?”
Ho letto questo pezzo durante il mio ultimo gruppo, il 10 dicembre scorso… sento di volerlo riportare e fissare sul blog, perchè molto si dibatte sull’argomento e il punto di vista di Bert Hellinger è quello che sposo fino in fondo per risonanza interiore.

Lascio a ognuno le personali considerazioni naturalmente, l’obiettivo è che il post faccia riflettere.
“Vorrei dire qualche altra cosa.
Ognuno ha un suo destino particolare, che gli corrisponde.

Qualche volta, in una relazione di coppia si manifesta dopo anni, dopo anni in cui hanno percorso insieme una via che era consona ad entrambe.
Dopo un po’ di tempo uno viene attratto in un’altra direzione, perchè ha un’altra destinazione.
L’altro poi lo vuole trattenere, in modo che possa ancora condividere con lui il suo destino e per far sì che l’altro rinunci al suo destino e al suo compimento per il partner.
Per esempio potrebbe dire: “tu mi devi essere fedele”.

Ma esiste una fedeltà doppia: la fedeltà ad un partner e la fedeltà alla destinazione. Chi dà precedenza al partner e non alla propria destinazione fa danni ad entrambe. Nessuno potrà più crescere.
In questa situazione esiste una frase che entrambi possono ripetersi nel loro intimo.
E’ una frase d’amore:

“Io ti amo e amo quello che guida te e me in modo speciale”.

In quell’attimo io prendo in considerazione la mia destinazione e metto a confronto con essa l’altro.
Quando l’altro dice la stessa cosa, entrambi restano nel rispetto ed amore reciproco, anche quando si separano.
(…)
Quando lavoriamo con una coppia, dobbiamo tener conto di queste riflessioni. Spesso c’è l’immagine che si deve tentare tutto per tenerli insieme, provare ogni cosa per unirli, senza considerare che sono i destini a separarli.
Quando  noi teniamo sott’occhio questo aspetto, possiamo aiutarli in modo ottimale consentendo ad entrambe di evolversi ancora.”

A voi le riflessioni, a presto!

SaraMaite


Testo tratto da “Scritti inediti di Bert Hellinger” – vol. 3 – Casa Editrice Accademia – Roma 2010

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Emozioni negative? … finiamola di giudicare le emozioni! Ringraziamole!

Le emozioni sono segnali di allarme, pertanto utili per il nostro corpo, nè positive, nè negative.
A cosa servono se non ad avvisarci che qualcosa non va (o va!) nella nostra vita?

Vogliamo diventare maschere di noi stessi?

Bene, avanti così… giudichiamo ciò che emerge da dentro di noi e saremo sulla perfetta strada.

Lo leggiamo ovunque, è una costante: “emozioni negative”.
Quali sarebbero? rabbia? tristezza? paura?
Dove sta il negativo, se non nel giudizio pre-espressione e post espressione?

Tanto lo leggiamo, tanto sentiamo di volerci opporre a questo punto di vista che conduce al giudizio e alla repressione emozionale e alla predisposizione alla nascita, di un disturbo di tipo fisico.
Lo stress non è l’avvenimento che ci crea disagio, lo stress lo creiamo noi, con le nostre reazioni!
La negazione ed il giudizio sulle emozioni contribuiscono ad ingigantire questo benedetto stress, che ha un nome e un cognome: quello delle emozioni che non sappiamo gestire perchè ci rifiutiamo di accoglierle ed osservarle.

Ormai siamo abituati a giudicare qualsiasi cosa ci appartenga e venga dal nostro profondo, e che possa essere in qualche modo socialmente poco “conveniente”, a colpevolizzare senza approfondire, ogni evento interiore che ci riguardi.

Le emozioni sono parte di noi, dentro di noi, nostre, fisiologiche, vengono da noi, le produciamo NOI!
Siamo noi, sono i messaggeri del nostro corpo fisico e psichico, sono il loro collegamento.

Sapete cosa c’è di negativo?
… il voler respingere un’emozione, decidere di non manifestarla, ricacciarla in gola, rispedirla in pancia… perchè così sì, che ci facciamo male!
O il volerla vivere in eccesso continuamente, senza comprenderne l’origine, e senza osservare che sta esprimendo un disagio ben più grande di quello che l’ha scatenata.

E-MOZIONE –> emovere, portare fuori, esternare
EMO-AZIONE –> sangue in movimento

Non è l’emozione a farci male, ma è la sua negazione espressiva, o il suo eccesso, che si trasforma in un piccolo danno fisiologico, goccia dopo goccia…

Dove finiscono tutti gli urli che non abbiamo espresso? Dove finiscono tutte le incazzature (francesismo ormai lecito) senza controllo che ci partono, al posto di parole di chiarimento o lacrime di dolore?
Dove si nascondono le lacrime che volevamo piangere e abbiamo ricacciato nei dotti lacrimali?
E dove si infilano, tutte le nostre voglie di scappare dalle situazioni difficili in cui ci costringiamo a restare?
Dove le mettiamo, le parole di commozione che non riusciamo a far emergere perché qualcuno potrebbe scoprirci nella nostra tenerezza?

Le emozioni nutrono il corpo e il corpo nutre le emozioni.

Cosa ci ha suscitato quell’emozione? perché?
Perché la reprimiamo? perché la viviamo in eccesso?

Quale parte del corpo sarà colpita dal difetto o dall’eccesso della nostra espressione emotiva? l’energetica cinese può venirci in aiuto … fegato/rabbia, rene/paura, stomaco/ansia, … e così via …

Pensate a quanta crescita rinunciamo giudicando un’emozione, ci precludiamo la possibilità di osservarla, di entrarci, di viverla appieno accogliendola col cuore.

Nel cuore sta l’accettazione delle nostre emozioni e la capacità di accoglierle ed amarle tutte, di ascoltarle e di viverle con amore e ringraziarle dal profondo.

Niente è negativo, niente è positivo, tutto è per noi, se vogliamo vederlo!

By SaraMaite

Nutrire e liberare gli strati della nostra “cipolla” attraverso le costellazioni familiari

TAKEAWAY: siamo come una cipolla, liberazione da strati di zavorra psicoenergetica e costellazioni familiari, nutrire gli strati energetici, chakra bloccati e consapevolezza, arrivare al centro di noi stessi con le costellazioni familiari e stare bene, counseling energetico, nutrire i chakra con le costellazioni familiari.


Desidero raccontarvi oggi, di come ho potuto osservare nella mia esperienza diretta e personale di questi anni, le costellazioni familiari all’opera nel consentire all’individuo di liberarsi dei vari strati di zavorra energetica presenti da tempi spesso  incredibilmente lontani, con amore e consapevolezza e rispetto delle necessità di elaborazione interiore di ognuno.

Lo “strumento costellazioni”, consente di navigare interiormente proponendoci l’osservazione di immagini spesso mai percepite, immagini che sciolgono l’amore ferito dentro di noi, le insicurezze cristallizzate, le credenze relativamente a determinate situazioni, iniziando a togliere i veli che ci coprono gli occhi della mente e del cuore.

Possiamo vedere raffigurata la loro funzione attraverso il percorso dei chakra ed immaginare noi stessi la nostra vera essenza, al centro di questa cipolla, proiettati verso l’alto, verso nuovi traguardi di conoscenza di noi.

Immaginiamo la nostra pulizia interiore come fosse un viaggio per raggiungere il nostro centro, dove staremo finalmente bene in nostra compagnia e saremo in grado di liberare energie nuove e molto più Alte.

La cipolla come simbolo, quella che ho disegnato per voi (non ridete!!!), a questo fine ci fornisce una rappresentazione decisamente calzante e di immediata comprensione.

Sottolineo inoltre ancora una volta, come questo processo sia sempre graduale e ben rapportato alla capacità dell’individuo di affrontare se stesso.

Come si evince dall’immagine, nessuno strato è nettamente separato dall’altro dentro di noi, ogni strato compenetra e nutre l’altro e di volta in volta il lavoro che operiamo ripulisce e dona energia ad una parte, uno strato, di noi che prima era intaccata da credenze e irretimenti.

Liberare uno strato significa liberare nutrimento per gli strati adiacenti, innescare un meccanismo virtuoso che porta alla ricerca della nostra essenza, alla crescita continua e a una vita vissuta con consapevolezza sempre maggiore e in apertura verso gli altri.

by SaraMaite

Ritroviamoci, specchiamoci, chi siamo? Ovvero “luce ed ombra nella nostra esistenza”.

Vi trascrivo con tutto il cuore uno splendido pezzo tratto da “Il piccolo libro dell’ombra” di Robert Bly, che citando la splendida Alice Miller, riporta a proposito della difficoltà di esser bambini e di mantenerci integri nel corso della nostra esistenza.

“Il dramma è questo.
Siamo entrati in questo mondo portandoci dietro nuvole di gloria provenienti dalle profondità dell’Universo;
portando con noi appetiti ben conservati della nostra eredità di mammiferi,
la spontaneità meravigliosamente conservata di 150.000 di vita arborea e le ben conservate ire funeste di 5000 anni di vita tribale.

In breve siamo arrivati con tutta la nostra radiosità a 360 gradi;
e abbiamo porto questo dono ai nostri genitori.
Loro non l’hanno voluto. Loro volevano una brava bambina o un bravo bambino.

Questo è il primo atto del dramma.
Non significa che i nostri genitori fossero cattivi: solo che avevano bisogno di noi per qualche loro scopo.

Mia madre, immigrata di seconda generazione, aveva bisogno di mio fratello e di me per dare alla famiglia un’immagine di classe superiore.
Anche noi facciamo lo stesso con i nostri figli: fa parte della vita su questo pianeta.
I nostri genitori hanno rifiutato il nostro essere prima ancora che fossimo in grado di parlare;
perciò il dolore di quel rifiuto è probabilmente registrato in qualche angolo preverbale della nostra psiche.

Quando ho letto il libro di Alice Miller sono caduto in depressione per tre settimane.
Avendo perduto una parte tanto grande di noi stessi, che cosa possiamo fare?
Possiamo costruirci una personalità più accettabile per i nostri genitori.

Alice Miller dice che è vero che abbiamo tradito noi stessi, ma aggiunge:
“non biasimarti per questo. Non c’era altro che tu potessi fare”. ”


Eccomi.

Oggi, dopo tanta vita e tanti percorsi mi sono chiesta: davvero tutto ciò cui abbiamo rinunziato è perduto?
La mia risposta è stata NO. NO!!!

Ogni dolore, ogni rinuncia, ogni pezzo di cui mi sono privata o di cui mi hanno privato, mi è stato restituito triplicato.
Quando riusciamo finalmente a specchiarci, ciò che abbiamo messo nello zaino dell’ombra, riemerge e riprende vita, danzando meravigliosamente… certo non è semplice, non è facile, nessuno lo mette in dubbio… ma si rinasce, e voltandosi a guardare indietro, arriva il sorriso ed arriva il ringraziamento.

Le difficoltà che la vita ci ha posto innanzi anche grazie a quegli strumenti – più o meno inconsapevoli – che sono stati i nostri genitori, ci hanno reso persone con potenzialità davvero senza eguali… specchiamoci e le troveremo!

(In copertina Mary Pickford allo specchio, di proprietà del web)

Grazie e un abbraccio!
SaraMaite

Amore Incondizionato – Amore e Utilità

I miei genitori mi hanno amato perchè ero utile.
Messaggio inconsapevole. Messaggio chiaro.
Ti amo perchè mi servi.
Ti amo perchè mi consoli.
Ti amo perchè mi ascolti.
Ti amo perchè ci sei anche quando non c’è la mamma o quando non c’è il papà.

Questo ho imparato dal loro comportamento automatico: Amore condizionato.

Se fai arrabbiare non ti voglio più bene.
Questo mi hanno insegnato, più o meno coscientemente, con il loro comportamento.

Quando non servo più,
perchè tornano al loro posto, mamma e papà, alla bisogna,
addirittura non mi si crede più, divento bugiardo ai loro occhi.
Mi mettono da parte. Sono arrabbiati con me.

E io torno a fare il bambino. Quando serve.
Bugiardo ed in malafede.

Mi vergogno di me stesso per quello che do.
Perchè viene sempre frainteso.

Mi sono dato per te, perché volevo amore.
Anche quando non chiedevi.
Ma se non ti davo non mi volevi più bene.
Per avere e dare amore non c’è bisogno di essere utile, nè di dare la felicità agli altri.

Dipende veramente da noi la felicità degli altri?

terramare1

A nessuno dobbiamo essere utili.
L’amore non ha alcun prezzo.
L’amore è amore. Si autoalimenta.
Nulla di più.

L’amore è libero e non ha motivi per legare.

Il vero amore terreno avverrà quando incontrerò una persona per cui essere di totale inutilità, senza bisogno, senza attaccamenti materiali che possano mediare la nostra unione.
Solo la gioia del cuore, la gioia della coerenza che distrugge ogni rigidità.
Restando vicini come due bambini che giocano sulla spiaggia, saremo felici insieme.

By SaraMaite

Morbidezza ed evoluzione


“Chi nel suo stato è fisso, è ormai irrigidito;

Se si crede al sicuro sotto l’ala del grigiore insensibile

Da lontano una forza più dura di lui

Duro lo minaccia.

Ahimè: un martello assente già s’alza per colpire!”

(R. M. Rilke)
… ma forse è un bene.
SaraMaite

http://www.naturenatura.com

Immagine da web

Orgoglio, alterigia e pregiudizio = Unione

Nei nostri discorsi quotidiani usiamo frequentemente la parola “giudizio” al posto della parola “pre-giudizio”, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al nostro pregiudizio la stessa dignità di un giudizio. Lo faccio anch’io, ovviamente, e vi voglio portare questa mia esperienza, fresca fresca da un gruppo di costellazioni appena concluso.

“Gran parte dei giudizi che esprimiamo ogni giorno sono pregiudizi”.

La nostra lingua segue i nostri progressi e soprattutto e purtroppo i nostri regressi, sarebbe bello che ce ne potessimo accorgere. (Brontolio della scrivente).

Usiamo spesso la parola giudizio al posto di pre-giudizio, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al secondo la stessa dignità del primo.

Il “giudizio” è una sentenza che emerge dopo una approfondita conoscenza dei fatti, in assenza di fattori emotivi fuorvianti, è oggettiva nella sua espressione. “Dovrebbe” portare a un movimento equo ed ordinato che ripristini un situazione di equità. Il giudizio inoltre viene emesso da una figura autorevole, preparata e riconosciuta dal sistema come autorizzata ad emetterlo.

Il “pregiudizio” è una condanna emessa da un soggetto in assenza di autorevolezza, di conoscenza personale approfondita della situazione, di vissuto personale diretto, a danno di una certa persona, e quando si esprime, è scarsamente oggettivo, profondamente emotivo, crea esclusione, crea malumore, crea una distorsione, e dá luogo ad altra ingiustizia. 

Torniamo un attimo all’etimo. Da dove arriva il termine “giudizio”. Dalla necessità di regolare i rapporti, si direbbe, in modo retto e sano e utile per tutti.

La radice latina è “Jus = ragione, diritto, ordine”.

Da Jus deriva anche la parola “giustiziere”, non solo la parola giustizia. Mi piace osservarlo, perché ragazzi, sconfinare è un attimo.

Jus a sua volta viene da YU-YUG (radice indoeuropea) che porta alla duplice interpretazione di LEGARE INSIEME, unire o respingere due parti.

Seguimi… ricordati BENE questo UNIRE E RESPINGERE, alla fine del mio post.


Quando “pre-giudichi” qualcuno, chiunque sia l’oggetto del tuo giudizio, un estraneo o peggio forse, un familiare, e ancor più quando accade in sua assenza, fermati, e chiedi scusa a te stesso.

 

Prima di tutto a te stesso, perché ti sei pre-giudicato (che corrisponde a “danneggiato”) la possibilità di vivere serenamente e ti sei svilito.

Se hai figli, chiedi scusa anche a loro, per tutte le volte che ti hanno sentito esprimere in quel modo, perché gli stai lasciando una pesante eredità. La stessa che ti porti dentro tu.

“Pregiudizio nella nostra lingua è sinonimo di danno. Ci hai mai pensato?”

… perché prima di tutto il torto che fai, arriva a te, alla tua integrità, alla tua serenità, alla tua immagine interiore ed esteriore, alla tua anima, che si vela di un’ombra sempre più spessa e arriva all’energia che porti nel mondo, quella con cui ti fai riconoscere.

“Il danno che deriva dal pre-giudizio può essere enorme e interessare generazioni intere. Ed è una pratica inutile, non giova a nessuno”. 

Abbassa la frequenza e affetta chiunque ti stia ascoltando, che di te da lì in avanti, avrà un ricordo ben preciso.

Mi chiedi: 

“Eh ma come, come? Non posso dire la mia?”

Oh certo… la tua (sempre opinabile, cioè OSSERVABILE sotto diversi punti di vista) “opinione” è sacra! Purché non la utilizzi come condanna trasformandola in pregiudizio. In quel momento l’hai resa dannosa ed è diventata una condanna.

OPS = occhio

Condanna pure il mondo intero, se ti fa star bene. Ti piace fare il boia? Accomodati! Guarda che è un ruolo orribile! vuoi eseguire tu una condanna inferta da altri? Stai forse portando il peso di qualcun altro?

Mettiamola così… Puoi fare tutto ciò che vuoi. Questo è certo. Le conseguenze che ne raccogli saranno tutte per te, un enorme regalo da smazzarti negli anni e che forse, se e quando ne uscirai, ti avrà reso più consapevole e forte. Va tutto bene così com’è in un’ottica circolare e di accoglienza. Però viviamo in un mondo duale, almeno per ora.

E quindi, mi chiederei:

“E’ UTILE a me stesso e a chi amo, questo mio atteggiamento? È utile alla mia vita e alla vita delle persone che mi circondano?” 

UTILE = essere al servizio 

Muovere un dialogo costruttivo partendo da te stesso e dal come ti senti, e coinvolgendo il diretto interessato, questo potrebbe essere utile. 

Sai cosa sarebbe utile ancor di più? 

L’esposizione di ciò che TU OSSERVI. Perchè ciò che tu noti e di ciò che ti tocca, riguarda prima di tutto TE. Esponi la tua osservazione.

La dietrologia pre-giudicante, rimarcante avvenimenti che appartengono al passato ha utilità? Osservare è utile. 

Giudicare senza averne diritto, è come pre-giudicare, equivale a un enorme peso da portare sulle spalle, tue di chi ti succederà… un’etichetta appiccicosa, un cartellone luminoso, che ti aggancia, ti avvolge e ti chiede di averne sempre di più, di questo materiale avvolgente e soffocante ed implacabile.

A volte è irrefrenabile, già… e sai da dove viene? Te la faccio breve. L’hai guardata bene la foto? GIU-JUS-YU … unire… 

Dal desiderio di restare agganciati ai nostri “giudici interiori”, ancora una volta, un altro espediente, sempre per star con loro… per unirli, per tenerli con noi, per cambiarli, per non accettare la separazione, per non crescere mai. Voglia di unire i genitori in te. Desiderare di vederli felici. Perché la loro felicità è la tua quando sei piccolo.

Lo faccio per te, mamma! Lo faccio per te, papà! 

Ancora??? Sì, ancora.

E siamo noi ad agganciare loro, siamo noi a tenere aperto quel contatto, perché non ne abbiamo ancora avuto abbastanza di restare in quel meccanismo. Orgoglio “spesso”… che ci pone sul piedistallo, al posto di un giudice che però, non è riconosciuto da nessuno, si trasforma in vera e propria ALTERIGIA dove diventi “altro”e più alto, ma pecchi di superbia.

Eppure crescere significa accoglierli, questi due esseri umani che ci hanno portato alla vita, e vedere che noi esistiamo in modo indipendente da loro, è tutt’altro che una separazione!

Eppure con l’Amore si supera anche questo passaggio, l’Amore vince sull’orgoglio ferito, sull’alterigia, sulla rabbia, sulla paura, l’Amore mano mano che viene ricostituito in noi, risana ogni emozione e ogni risentimento, e ogni avvenimento del passato, anche il più doloroso, perché lo accoglie e lo purifica. L’Amore ci porta alla resa, a deporre le armi, al silenzio e al riposo. 

Collega cervello e istinti al cuore prima di parlare e dalla tua bocca uscirà un suono diverso. 

La tua vita sarà diversa.
Provare per credere. Da chi ha provato.

SaraMaite

http://www.naturenatura.com #costellazionifamiliari 

Grazie di cuore ai valorosi partecipanti ai miei gruppi di lavoro, anche grazie a voi cresco e mi commuovo ogni giorno e sento il grande dono della vita.