Il serpente una divinità insegnante

Ogni grande storia sembra iniziare con un Serpente.

Gli africani selvaggi adorano il Serpente perché l’intero suo corpo tocca la terra, e così ne conosce tutti i segreti. Li conosce con il ventre, la coda, i genitali, la testa. È in contatto con la ­Madre, si mescola con essa. (Nikos Kazantzakis)

Il Serpente si muove come un’onda sulla superficie del suolo, rappresenta un simbolo quasi universale delle energie della terra e, per estensione, del corpo e in quasi tutte le culture del bacino mediterraneo è il simbolo sul caduceo della medicina. 

Il mito del Serpente nelle varie civiltà gioca un ruolo simile a quello di Eros; ma in più si comporta come quelle divinità insegnanti che nello sciamanesimo sono gli Animali di potere, con i quali gli stessi sciamani stabiliscono dei legami nei loro “viaggi”, in modo da imparare dalle energie che operano in natura e aiutare i corpi a lavorare e sanare disfunzioni e malattie.

Nei suoi ancoraggi terrestri egli simboleggia le energie della Terra che sono all’opera nella riproduzione dei vegetali e degli animali e che, nel corpo di ogni uomo sono quelle dei desideri sessuali. E’ per questo che numerose culture la considerano come la prima forma di vita. Nelle civiltà mesopotamiche come l’impero accadico o quello sumero esisteva una sola parola per designare sia la “vita” che il “serpente”. 

La Mitologia attribuisce quindi al serpente, prima di tutto, una forza spirituale che è quella di un intermediario. Il suo potere gli viene dato sia dal Cielo che dalla Terra, perché lavora al mantenimento dei legami tra questi due mondi. In questo senso il Serpente è legato alla concezione greca del demone.

Per Socrate il modello stesso di demone, così come lo aveva definito, è Eros, il dio dell’Amore. Questo non vuol dire che Eros fosse demoniaco nel senso del termine acquisito in seguito dal pensiero cristiano, ma una rappresentazione di una divinità intermedia tra il mondo degli uomini e quello degli dei; un mediatore tra la mortalità del corpo e l’immortalità dello spirito. In questo senso Socrate concepiva i demoni come esseri né buoni, né cattivi; ma entità che stabiliscono dei legami tra l’eternità divina e la mortalità umana.

Il Serpente non ha nulla del diavolo. E’ una divinità insegnante che a volte spiega la sessualità al bambino presentandola, come parlavano le donne del popolo, fino a poco tempo prima dell’arrivo delle regole: ” Ho visto! Non ho visto!”. 

Ma anche se a prima vista la nudità che caratterizza il Serpente può essere associata a quella del sesso maschile, perché l’erezione è in effetti una messa a nudo delle mucose che permettono di stabilire internamente un contatto con la sua partner, questo “nastro di energia vivente” è in primo luogo una prerogativa femminile. Come ampiamente dimostrato dall’antropologo e studioso Mircea Eliade, la maggior parte delle dee-madri dell’antichità lo annoveravano tra i loro attributi: una risorsa femminile che trovava posto nell’immaginario erotico sotto l’aspetto del boa piumato, evocato dal Questzalcoatl, l’uccello-serpente della mitologia dei nativi americani. Se può quindi acquisire una forma celeste, è perché simboleggia le energie della Terra e rappresenta anche la loro tendenza ineluttabile a raggiungere il Cielo.

Questo è l’aspetto che prende, per esempio, nel tantrismo, dove incarna la Kundalini, l’energia vitale arrotolata come un Serpente alla base della colonna vertebrale, che può essere considerato come il creatore del tempo. Sotto la forma dello Ouroboros, rappresentato da un Serpente che si morde la coda, simboleggia invece la ruota che incarna la dialettica della vita e della morte che si generano a vicenda. E in numerose culture l’arcobaleno stesso è rappresentato come un Serpente che, rinfrescandosi nell’acqua piovana o del mare, stabilisce un legame tra il mondo dell’immortalità celeste e quello della mortalità terrestre.

Ed in ultima analisi possiamo vedere come, anche nella Bibbia , il Serpente è ad Eva e non ad Adamo che nella vita terrestre rivela il mistero, svelandone i segreti della vita e iniziandola ad un potere tipicamente femminile, che è quello di mobilitare l’uomo. Lo possiamo ritrovare anche nel significato dei nomi della copia originaria, poiché Adamo significa “terra” e Eva “la viva”. E’ quindi sotto la guida di questa divinità insegnante, simboleggiante la vita della Terra e del corpo, che Eva “la viva”, fa scoprire ad Adamo la “terra” il potere delle energie che l’animano e gli permettono di riprodursi.

Grazie
Elisabetta Adele 
Immagini di proprietà del web

Per saperne di più
tratto dal libro di
Elisabetta Adele Maria Ziliotto
La Medicina dimenticata del Soffio Divino. Verità celate nella Numerologia biblica e password dell’Anima   
Ani 7778 Padova 2018
per chi fosse interessato all’acquisto del libro
Elisabetta Ziliotto
cell. 347 5545941
mail: elisabetta.ziliotto@yahoo.it
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Elisabetta Adele Ziliotto 

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