La relazione con l’Abbondanza

In “sistemica” il merito non esiste.

È un concetto che lega, imprigiona, il merito, ci porta fuori da noi stessi, mantenendoci in uno stadio costantemente bambino.

Il sistema assegna ai singoli individui un’eredità transgenerazionale che non è basata sul merito ma su vincoli di appartenenza.

Anziché osservare le vite degli altri lamentandomi della mia e pensando che la vita degli altri sia migliore perché io mi sono meritato di peggio e loro si sono meritati di meglio, poter osservare semplicemente “questa è la mia vita quella è la sua vita”, senza giudicare o pensare di sapere qual è o com’è, la vita dell’altro rispetto alla mia, perché tutti siamo in risonanza. Questo porterebbe vera quiete e osservazione, conseguentemente, presenza e focalizzazione.

Il denaro è un’energia libera e leggera, esso permette di vivere in questo sistema. Se non ci fosse il denaro ci sarebbe un altro strumento ma non cambierebbe la dinamica di relazione con esso.

Le persone con penuria di denaro, con difficoltà, nelle rappresentazioni sistemiche, non guardano mai il denaro, non lo guardano con amore, hanno abbandonato il senso del godere della vita, hanno abbandonato il sentimento di gratitudine nei confronti della vita non hanno rispetto per il denaro in realtà. Forse non l’hanno mai avuto, e qui interviene il ruolo del sistema di appartenenza.

Il denaro non è semplice denaro.

Questo atteggiamento fa sì che da esso ci si allontani.

Vivere la vita e l’abbondanza, e accettare il denaro e viverlo con coscienza, significa accettare la vita così com’è, ringraziando ciò che accade. Ringrazio di essere vivo e di poter essere al servizio della vita e stare nel desiderio di servire e quando voglio essere utile e creativo, la vita stessa mi ringrazia restituendomelo.

Il denaro è un’energia di ringraziamento che ci arriva quando (noi o un antenato) abbiamo prodotto qualcosa di realmente utile per le altre persone. A volte può essere il denaro, altre volte può essere uno scambio commisurato a ciò che abbiamo dato. Il denaro è energia di restituzione e scambio.

Ciò non significa che il denaro arrivi soltanto in presenza di una vita di ringraziamento, anzi! Possiamo però osservare che “l’abbondanza vera” arriva in un clima di ringraziamento nei confronti della vita e delle persone che ci circondano.

La prosperità, non necessariamente economica, è figlia del ringraziamento e dell’accettazione. La persona che sa ringraziare è una persona che sa vivere nell’abbondanza, un concetto che va oltre l’accumulo di ricchezza.

Ci sono quattro presupposti per ricevere l’abbondanza della vita, presupposti da accogliere nel cuore, perché il livello razionale non è condizione sufficiente ma solo necessaria

1) Dire GRAZIE, ringraziare la vita così com’è, questo è il primo passo. Le persone piene di rancore che sono sempre contro la vita, infastidite dagli altri, amareggiate, disgustate dalla vita che “gli è capitata”, non possono realmente vivere nell’abbondanza. L’abbondanza è una sorta di risposta dell’universo all’attitudine di ringraziamento per tutto ciò che esso offre, senza alcuna esclusione. L’atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita è un atteggiamento ereditato dai nostri antenati, ed è quello che determina in un qualche modo la nostra capacità di stare al mondo con serenità e con abbondanza. I retaggi religiosi sul giudizio della ricchezza sono parte del boicottaggio del flusso.

2) essere al SERVIZIO: sapere che ciò che porto nel mondo ha una reale utilità per gli altri e sapere che sono strumento di un progetto più ampio che vada oltre il mio ego.

3) prendere i GENITORI così come sono. Accettarli incondizionatamente così come sono e portarli nel cuore. È accaduto ciò che è accaduto, sia con la madre che con il padre.

Prendere nostra madre nel cuore significa accogliere il successo della nascita nella nostra vita, prendere il padre significa accogliere e restare nella forza e nella focalizzazione, nella prosperità della proiezione e nella capacità di sentirci protetti e proiettati in un futuro di realizzazione.

Prendere la madre e il padre significa combinare il successo con la realizzazione professionale e ciò permette che l’abbondanza arrivi a noi. Quando tutto ciò accade questo movimento virtuoso può essere tramandato ai nostri figli senza alcun debito senza alcun difetto, perché ripulito da ogni senso di rivalsa e di giudizio.

Dai genitori ho preso la vita e la restituisco al mondo.

L’abbondanza è un movimento di risposta ad un movimento più ampio che quello del dare e del ricevere. Ciò che nel flusso dell’universo viene più apprezzato, da un punto di vista energetico, è il flusso di accettazione e di ringraziamento rispetto a quelle persone che sono le più difficili da amare, l’inclusione di coloro che in qualche modo vorremmo escludere, ciò innesca un meccanismo di abbondanza. Questa inclusione condurrà all’abbondanza quando si muoverà dal cuore, non dalla nostra razionalità, emergendo da un atteggiamento interiore di profondo rispetto per il vissuto di ognuno.

Le persone che vivono nell’abbondanza vera e non solo economica, sono sempre “servite”, sono in pace con tutto il mondo. L’abbondanza arriva loro perché amano e accettano tutto ciò che è, così com’è.

Ci sono persone che vivono nella ricchezza materiale e la cercano solo per loro stessi, come i bambini quando desiderano i giocattoli (o i genitori) tutti per loro, facendo i soldi calpestando i diritti degli altri e sulla vita degli altri. Saranno persone probabilmente ricche in questa vita, ma i loro discendenti pagheranno per le loro scelte, perché avranno l’eredità transgenerazionale di portare in equilibrio il sistema nell’ordine del dare e del prendere. In tre generazionil’equilibrio viene ripristinato.

4) rispettare il nostro RUOLO, saper rispettare gli ordini di arrivo. Ciò significa rispettare coloro che sono venuti prima di noi: noi siamo i piccoli e i nostri genitori sono i grandi. Sentirci più piccoli dei nostri genitori e non esigere ciò che non ci pertiene (come ad esempio un’eredità perché non è mia e nel momento in cui la sto pretendendo, io mi pongo in una posizione di superiorità rispetto alla persona che l’ha generata). Significa saper stare al nostro posto, significa sapere qual è il nostro posto rispetto a coloro che vengono prima di noi senza infantilismi latenti e in posizione adulta.

Saper rispettare il proprio ruolo davanti ai genitori, significa saperlo fare anche nella vita di fronte al nostro capo, sul lavoro di fronte ai nostri superiori, di fronte a coloro che, in generale, sono arrivati prima di noi anche nella vita di tutti giorni, e portare rispetto. Questo perché, con le persone al di fuori della nostra famiglia, noi riportiamo il riflesso del comportamento che abbiamo vissuto all’interno della nostra famiglia in modo inconsapevole.

Se mi trovo bene (intimamente) con i miei genitori e nei loro confronti io porto rispetto e non ho più nulla da dimostrare o recriminare, non avrò nessun problema a rapportarmi con chicchessia e le porte della vita saranno aperte ad un flusso virtuoso per me è per gli altri.

Grazie,

Sara Maite

saramaitegirardi@gmail.com


immagine di proprietà di naturenatura.com

5 commenti

  1. Antonio Zanella

    Wow. Grazie. Che abbondanza sia!

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  2. mi pare un’ottima filosofia di vita

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