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Oh rana, muovi il culo!

  • Ogni tanto penso alla storia della #rana bollita, la conoscete?

    La raccontavo tempo fa ma non ricordo più a chi.
    Portate pazienza, che inizio ad essere vicina ai 50.

Probabilmente la rana quando ce l’hanno lanciata, in pentola, ci si era pure messa comoda, col suo bel materassino gonfiabile, convinta di ronfare beata al calduccio nella zona di confort, manco doveva più nuotare.
  • Senza sforzo, adattandoti sempre, non senti più la tua #forza.
Troppo difficile provare ad uscire dalla pentola, si sa mai che sia difficile, faticoso, doloroso? Meglio #dormire. Più comodo.
MA… forse la rana stava bene e punto, in quel piccolo recinto, la pentola.
Possibile? certo che sì, possibile!!!
Magari Ranocchia da piccola non aveva avuto grandi spazi per muoversi, giusto una pozzanghera, qualcuno le aveva dato #confini di movimento molto restrittivi, proiettando su di lei paure e #preoccupazioni personali eccessive:
“non stare troppo fuori dall’acqua che poi ti si secca la pelle!”,
“mi raccomando non saltare troppo che ti viene mal di schiena!”,
“non saltare con ranocchi sconosciuti e troppo agitati che poi non sai cosa ti può accadere di male”,
“non saltare troppo che sudi” e…
E lei si è abituata a star ferma, dimenticandosi il piacere dell’Essere in Sé.
Era una rana così tranquilla, la mia piccolina, diceva la mamma … fa sempre la brava, non la si sente nemmeno.
A volte è indole, l’essere tranquilli, a volte lo si confonde con l’assuefazione a uno status.
L’abitudine al limite altrui, diventa alla lunga un nostro limite:
la paura limita, la paura a lungo andare ci toglie la sensibilità al #coraggio, il nostro coraggio.
A un certo punto ti trovi anestetizzato, identificato, pensi anche di essere così come sei diventato.
La tua postura fisica sei tu ed è una postura mentale.
E forse è vero, lo sei. Ora sì. Sei veramente diventato così.
La senti ancora la #Voce?
#muovilculo, che non succede niente di grave, va…
Io per esempio vado a letto. ‘Notte! :*
SaraMaite
  1. #costellazionifamiliari
  2. immagine: http://www.curejoy.com

 

Fare o non fare, non esiste “tentare”.

Mi piace osservare come all’interno di un gruppo di costellazioni familiari, la realtà e la verità siano disarmanti.
Quando si dice: “se ci metti intento ed energia. E lasci andare la paura, funziona”.
Capita di avere gruppi, anche molto numerosi, formati di persone che vengono per provare, per vedere come va, perché non credono veramente nella loro scelta, ma sono lì per mettere alla prova il metodo, e quando accade, l’energia del campo è debole, si sente la fatica nel sostenere le rappresentazioni, da parte di tutti.

Esattamente come quando un cliente fa una domanda poco potente. La rappresentazione si accascia.

E poi ci sono i gruppi che si compongono di persone che vogliono andare fino in fondo, che si affidano come ci si affida alla vita, e anche quando si è in pochi, il lavoro che emerge è di una preziosità ed efficacia senza pari. Risuonerà in tutti per mesi, come ieri sera.

Come diceva il Maestro Yoda: “fare non provare”.

Le costellazioni sono esattamente questo:

un formidabile specchio.

Un mandala che vi fotografa senza alcuna pietà. Lo create voi, quel disegno.

Perchè se pietà ci fosse, non si scoprirebbe l’immagine nascosta sotto il tappeto. E allora, meglio rimanere a casa, provare non è utile. È solo una perdita di tempo.

Grazie,

SaraMaite
#costellazionifamiliari #starwars #yoda

#voltamantovana #verona #padova
Se vuoi organizzare un gruppo, contattami via wa o sms al 3931159019

Prevaricazione e valore personale 

La violenza e la prevaricazione subite da bambini, possono portarci ad essere adulti che usano violenza e prevaricazione per raggiungere gli obiettivi della vita.

 

Quando osserviamo la loro origine dentro di noi e accogliamo con amore il bambino che non è stato in grado di agire per difendersi da tutto questo, accogliendo la vergogna per l’accaduto, vedendo quanto è stato grande il peso che ci siamo portati dentro, trasformiamo l’accaduto in VALORE PERSONALE, acquisendolo e convertendoci in adulti pronti ad andare nel mondo con un’energia pulita, intensa e gioiosa.
Grazie,

SaraMaite

#costellazionifamiliari #voltamantovana
Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari.
(Vuoi organizzare un gruppo? Contattami via sms o wa su 3931159019)

Mi scusi… com’è umano lei… 

Prenderci colpe non nostre, chiedere scusa inutilmente, ci avvilisce, ci fa chiudere le spalle e ci rende deboli.

È come porsi in ruolo di colpevole senza esser responsabili di un accaduto reale.

Questi atteggiamenti sono figli inconsapevoli del desiderio di essere accettati.

Figli della paura, del rifiuto e dell’abbandono.

Possiamo osservarli quotidianamente, nelle relazioni affettive e nelle relazioni di lavoro, e nella vita di ogni giorno.


Ciò che spesso non vediamo, ma la nostra ombra lo sa, è che il destinatario di questo nostro comportamento tende ad irritarsi, perché lo pone in posizione di superiorità non richiesta e gli toglie la possibilità di vivere una relazione (anche momentanea) alla pari.
Al contrario, chi si assume la responsabilità di un comportamento dannoso effettivamente esperito, ripristina equilibrio, giustizia e rispetto nel sistema.

SaraMaite

#costellazionifamiliari #naturenatura


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Un pensiero di cuore a Paolo Villaggio

Morbidezza ed evoluzione


“Chi nel suo stato è fisso, è ormai irrigidito;

Se si crede al sicuro sotto l’ala del grigiore insensibile

Da lontano una forza più dura di lui

Duro lo minaccia.

Ahimè: un martello assente già s’alza per colpire!”

(R. M. Rilke)
… ma forse è un bene.
SaraMaite

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Orgoglio, alterigia e pregiudizio = Unione

Nei nostri discorsi quotidiani usiamo frequentemente la parola “giudizio” al posto della parola “pre-giudizio”, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al nostro pregiudizio la stessa dignità di un giudizio. Lo faccio anch’io, ovviamente, e vi voglio portare questa mia esperienza, fresca fresca da un gruppo di costellazioni appena concluso.

“Gran parte dei giudizi che esprimiamo ogni giorno sono pregiudizi”.

La nostra lingua segue i nostri progressi e soprattutto e purtroppo i nostri regressi, sarebbe bello che ce ne potessimo accorgere. (Brontolio della scrivente).

Usiamo spesso la parola giudizio al posto di pre-giudizio, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al secondo la stessa dignità del primo.

Il “giudizio” è una sentenza che emerge dopo una approfondita conoscenza dei fatti, in assenza di fattori emotivi fuorvianti, è oggettiva nella sua espressione. “Dovrebbe” portare a un movimento equo ed ordinato che ripristini un situazione di equità. Il giudizio inoltre viene emesso da una figura autorevole, preparata e riconosciuta dal sistema come autorizzata ad emetterlo.

Il “pregiudizio” è una condanna emessa da un soggetto in assenza di autorevolezza, di conoscenza personale approfondita della situazione, di vissuto personale diretto, a danno di una certa persona, e quando si esprime, è scarsamente oggettivo, profondamente emotivo, crea esclusione, crea malumore, crea una distorsione, e dá luogo ad altra ingiustizia. 

Torniamo un attimo all’etimo. Da dove arriva il termine “giudizio”. Dalla necessità di regolare i rapporti, si direbbe, in modo retto e sano e utile per tutti.

La radice latina è “Jus = ragione, diritto, ordine”.

Da Jus deriva anche la parola “giustiziere”, non solo la parola giustizia. Mi piace osservarlo, perché ragazzi, sconfinare è un attimo.

Jus a sua volta viene da YU-YUG (radice indoeuropea) che porta alla duplice interpretazione di LEGARE INSIEME, unire o respingere due parti.

Seguimi… ricordati BENE questo UNIRE E RESPINGERE, alla fine del mio post.


Quando “pre-giudichi” qualcuno, chiunque sia l’oggetto del tuo giudizio, un estraneo o peggio forse, un familiare, e ancor più quando accade in sua assenza, fermati, e chiedi scusa a te stesso.

 

Prima di tutto a te stesso, perché ti sei pre-giudicato (che corrisponde a “danneggiato”) la possibilità di vivere serenamente e ti sei svilito.

Se hai figli, chiedi scusa anche a loro, per tutte le volte che ti hanno sentito esprimere in quel modo, perché gli stai lasciando una pesante eredità. La stessa che ti porti dentro tu.

“Pregiudizio nella nostra lingua è sinonimo di danno. Ci hai mai pensato?”

… perché prima di tutto il torto che fai, arriva a te, alla tua integrità, alla tua serenità, alla tua immagine interiore ed esteriore, alla tua anima, che si vela di un’ombra sempre più spessa e arriva all’energia che porti nel mondo, quella con cui ti fai riconoscere.

“Il danno che deriva dal pre-giudizio può essere enorme e interessare generazioni intere. Ed è una pratica inutile, non giova a nessuno”. 

Abbassa la frequenza e affetta chiunque ti stia ascoltando, che di te da lì in avanti, avrà un ricordo ben preciso.

Mi chiedi: 

“Eh ma come, come? Non posso dire la mia?”

Oh certo… la tua (sempre opinabile, cioè OSSERVABILE sotto diversi punti di vista) “opinione” è sacra! Purché non la utilizzi come condanna trasformandola in pregiudizio. In quel momento l’hai resa dannosa ed è diventata una condanna.

OPS = occhio

Condanna pure il mondo intero, se ti fa star bene. Ti piace fare il boia? Accomodati! Guarda che è un ruolo orribile! vuoi eseguire tu una condanna inferta da altri? Stai forse portando il peso di qualcun altro?

Mettiamola così… Puoi fare tutto ciò che vuoi. Questo è certo. Le conseguenze che ne raccogli saranno tutte per te, un enorme regalo da smazzarti negli anni e che forse, se e quando ne uscirai, ti avrà reso più consapevole e forte. Va tutto bene così com’è in un’ottica circolare e di accoglienza. Però viviamo in un mondo duale, almeno per ora.

E quindi, mi chiederei:

“E’ UTILE a me stesso e a chi amo, questo mio atteggiamento? È utile alla mia vita e alla vita delle persone che mi circondano?” 

UTILE = essere al servizio 

Muovere un dialogo costruttivo partendo da te stesso e dal come ti senti, e coinvolgendo il diretto interessato, questo potrebbe essere utile. 

Sai cosa sarebbe utile ancor di più? 

L’esposizione di ciò che TU OSSERVI. Perchè ciò che tu noti e di ciò che ti tocca, riguarda prima di tutto TE. Esponi la tua osservazione.

La dietrologia pre-giudicante, rimarcante avvenimenti che appartengono al passato ha utilità? Osservare è utile. 

Giudicare senza averne diritto, è come pre-giudicare, equivale a un enorme peso da portare sulle spalle, tue di chi ti succederà… un’etichetta appiccicosa, un cartellone luminoso, che ti aggancia, ti avvolge e ti chiede di averne sempre di più, di questo materiale avvolgente e soffocante ed implacabile.

A volte è irrefrenabile, già… e sai da dove viene? Te la faccio breve. L’hai guardata bene la foto? GIU-JUS-YU … unire… 

Dal desiderio di restare agganciati ai nostri “giudici interiori”, ancora una volta, un altro espediente, sempre per star con loro… per unirli, per tenerli con noi, per cambiarli, per non accettare la separazione, per non crescere mai. Voglia di unire i genitori in te. Desiderare di vederli felici. Perché la loro felicità è la tua quando sei piccolo.

Lo faccio per te, mamma! Lo faccio per te, papà! 

Ancora??? Sì, ancora.

E siamo noi ad agganciare loro, siamo noi a tenere aperto quel contatto, perché non ne abbiamo ancora avuto abbastanza di restare in quel meccanismo. Orgoglio “spesso”… che ci pone sul piedistallo, al posto di un giudice che però, non è riconosciuto da nessuno, si trasforma in vera e propria ALTERIGIA dove diventi “altro”e più alto, ma pecchi di superbia.

Eppure crescere significa accoglierli, questi due esseri umani che ci hanno portato alla vita, e vedere che noi esistiamo in modo indipendente da loro, è tutt’altro che una separazione!

Eppure con l’Amore si supera anche questo passaggio, l’Amore vince sull’orgoglio ferito, sull’alterigia, sulla rabbia, sulla paura, l’Amore mano mano che viene ricostituito in noi, risana ogni emozione e ogni risentimento, e ogni avvenimento del passato, anche il più doloroso, perché lo accoglie e lo purifica. L’Amore ci porta alla resa, a deporre le armi, al silenzio e al riposo. 

Collega cervello e istinti al cuore prima di parlare e dalla tua bocca uscirà un suono diverso. 

La tua vita sarà diversa.
Provare per credere. Da chi ha provato.

SaraMaite

http://www.naturenatura.com #costellazionifamiliari 

Grazie di cuore ai valorosi partecipanti ai miei gruppi di lavoro, anche grazie a voi cresco e mi commuovo ogni giorno e sento il grande dono della vita.

Per te? Per tutti!

Le costellazioni familiari hanno un meraviglioso pregio: partendo dalla coscienza individuale, in connessione con il movimento dello spirito, ci portano alla connessione con la coscienza globale, ci aggiornano e la riaggiornano restituendola nuova e più alta.Quando stiamo costellando lavoriamo per noi stessi e lavoriamo per tutti, non solo per chi sta condividendo il gruppo con noi.


Lavoriamo per gli infiniti mondi dentro e fuori di noi… Per questo chi partecipa a un gruppo, pur non sedendosi sulla fatidica “sedia del costellato”, in realtà ha avuto tutto ciò che serve in quel momento della vita.

La coscienza universale sa.

Il movimento dello spirito sa.

La nostra coscienza individuale si interfaccia costantemente con queste grandezze e nell’affidarsi si rigenera e si aggiorna.

Il lavoro costellativo è oro puro, è pulizia, è innalzamento di vibrazione, è un aggiornamento di coscienza, per tutti.

Per chi c’è e per chi non c’è.

Sempre.
(www.naturenatura.com – SaraMaite Girardi)

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Ri-esci? Ri-nasci!

Come mai non RI-ESCI?

Paura, vergogna, senso di colpa, ostacoli, che cosa senti?

Il primo SUCCESSO (venire dopo) nella vita è la nascita, il secondo è accettare la madre così com’è, come donatrice di vita. La mater, la donna che per metterci al mondo ha accolto in sè il mistero della vita e della morte, che più o meno coscientemente, si è fatta veicolo per noi, mettendo a disposizione il suo corpo.
Io, figlio, vengo dopo: SUCCEDO.
Quando da figlio/a accetto la vita da mia madre, sono pronto per RIUSCIRE.
USCIRE (ex-ire = andare fuori, andare nel mondo, Os = bocca, apertura)

RI-USCIRE = RI-NASCERE

(NASCERE dal sanscrito g’an, trasposto in “gna”, di “gnascita”, venire alla luce, generare)

SaraMaite




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L’amore bugiardo

L’amore è bugiardo soltanto quando non sappiamo esser veri,

l’amore mente quando noi per primi mentiamo (a noi stessi?).

SaraMaite

(© naturenatura.com)

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Ombra, giudice e senso di colpa

Quando da piccoli ci impediscono di essere noi stessi, riempiamo il nostro zainetto di ombra, un’ombra fatta di tutto ciò che abbiamo messo da parte… 


Il senso di colpa è il guardiano della nostra ombra. 

E’ il giudice interiore pronto a intervenire con gli occhi addosso, con parole di disprezzo, con blocchi fisici improvvisi.

Guardare negli occhi quel giudice perchè si sposti e finalmente ci consenta di vedere cosa è di nostra legittima proprietà, è un obiettivo fondamentale. Finalmente quel giudice riconoscerlo, accoglierlo, amarlo e lasciarlo andare, porta all’integrazione dell’ombra e a far sì che non sia più un nostro punto debole, un punto oscuro che ci domina ma un nostro irrinunciabile punto di forza.

By SaraMaite


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Libro consigliato: Robert Bly, Il piccolo libro dell’ombra, Red Edizioni, Milano 2012