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Tutto si muove

Tutto si muove.

Nulla è uguale a se stesso per più di un istante.

#costellazionifamiliari

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Sara Maite Girardi

Immagine da web

La relazione con l’Abbondanza

In “sistemica” il merito non esiste.

È un concetto che lega, imprigiona, il merito, ci porta fuori da noi stessi, mantenendoci in uno stadio costantemente bambino.

Il sistema assegna ai singoli individui un’eredità transgenerazionale che non è basata sul merito ma su vincoli di appartenenza.

Anziché osservare le vite degli altri lamentandomi della mia e pensando che la vita degli altri sia migliore perché io mi sono meritato di peggio e loro si sono meritati di meglio, poter osservare semplicemente “questa è la mia vita quella è la sua vita”, senza giudicare o pensare di sapere qual è o com’è, la vita dell’altro rispetto alla mia, perché tutti siamo in risonanza. Questo porterebbe vera quiete e osservazione, conseguentemente, presenza e focalizzazione.

Il denaro è un’energia libera e leggera, esso permette di vivere in questo sistema. Se non ci fosse il denaro ci sarebbe un altro strumento ma non cambierebbe la dinamica di relazione con esso.

Le persone con penuria di denaro, con difficoltà, nelle rappresentazioni sistemiche, non guardano mai il denaro, non lo guardano con amore, hanno abbandonato il senso del godere della vita, hanno abbandonato il sentimento di gratitudine nei confronti della vita non hanno rispetto per il denaro in realtà. Forse non l’hanno mai avuto, e qui interviene il ruolo del sistema di appartenenza.

Il denaro non è semplice denaro.

Questo atteggiamento fa sì che da esso ci si allontani.

Vivere la vita e l’abbondanza, e accettare il denaro e viverlo con coscienza, significa accettare la vita così com’è, ringraziando ciò che accade. Ringrazio di essere vivo e di poter essere al servizio della vita e stare nel desiderio di servire e quando voglio essere utile e creativo, la vita stessa mi ringrazia restituendomelo.

Il denaro è un’energia di ringraziamento che ci arriva quando (noi o un antenato) abbiamo prodotto qualcosa di realmente utile per le altre persone. A volte può essere il denaro, altre volte può essere uno scambio commisurato a ciò che abbiamo dato. Il denaro è energia di restituzione e scambio.

Ciò non significa che il denaro arrivi soltanto in presenza di una vita di ringraziamento, anzi! Possiamo però osservare che “l’abbondanza vera” arriva in un clima di ringraziamento nei confronti della vita e delle persone che ci circondano.

La prosperità, non necessariamente economica, è figlia del ringraziamento e dell’accettazione. La persona che sa ringraziare è una persona che sa vivere nell’abbondanza, un concetto che va oltre l’accumulo di ricchezza.

Ci sono quattro presupposti per ricevere l’abbondanza della vita, presupposti da accogliere nel cuore, perché il livello razionale non è condizione sufficiente ma solo necessaria

1) Dire GRAZIE, ringraziare la vita così com’è, questo è il primo passo. Le persone piene di rancore che sono sempre contro la vita, infastidite dagli altri, amareggiate, disgustate dalla vita che “gli è capitata”, non possono realmente vivere nell’abbondanza. L’abbondanza è una sorta di risposta dell’universo all’attitudine di ringraziamento per tutto ciò che esso offre, senza alcuna esclusione. L’atteggiamento che abbiamo nei confronti della vita è un atteggiamento ereditato dai nostri antenati, ed è quello che determina in un qualche modo la nostra capacità di stare al mondo con serenità e con abbondanza. I retaggi religiosi sul giudizio della ricchezza sono parte del boicottaggio del flusso.

2) essere al SERVIZIO: sapere che ciò che porto nel mondo ha una reale utilità per gli altri e sapere che sono strumento di un progetto più ampio che vada oltre il mio ego.

3) prendere i GENITORI così come sono. Accettarli incondizionatamente così come sono e portarli nel cuore. È accaduto ciò che è accaduto, sia con la madre che con il padre.

Prendere nostra madre nel cuore significa accogliere il successo della nascita nella nostra vita, prendere il padre significa accogliere e restare nella forza e nella focalizzazione, nella prosperità della proiezione e nella capacità di sentirci protetti e proiettati in un futuro di realizzazione.

Prendere la madre e il padre significa combinare il successo con la realizzazione professionale e ciò permette che l’abbondanza arrivi a noi. Quando tutto ciò accade questo movimento virtuoso può essere tramandato ai nostri figli senza alcun debito senza alcun difetto, perché ripulito da ogni senso di rivalsa e di giudizio.

Dai genitori ho preso la vita e la restituisco al mondo.

L’abbondanza è un movimento di risposta ad un movimento più ampio che quello del dare e del ricevere. Ciò che nel flusso dell’universo viene più apprezzato, da un punto di vista energetico, è il flusso di accettazione e di ringraziamento rispetto a quelle persone che sono le più difficili da amare, l’inclusione di coloro che in qualche modo vorremmo escludere, ciò innesca un meccanismo di abbondanza. Questa inclusione condurrà all’abbondanza quando si muoverà dal cuore, non dalla nostra razionalità, emergendo da un atteggiamento interiore di profondo rispetto per il vissuto di ognuno.

Le persone che vivono nell’abbondanza vera e non solo economica, sono sempre “servite”, sono in pace con tutto il mondo. L’abbondanza arriva loro perché amano e accettano tutto ciò che è, così com’è.

Ci sono persone che vivono nella ricchezza materiale e la cercano solo per loro stessi, come i bambini quando desiderano i giocattoli (o i genitori) tutti per loro, facendo i soldi calpestando i diritti degli altri e sulla vita degli altri. Saranno persone probabilmente ricche in questa vita, ma i loro discendenti pagheranno per le loro scelte, perché avranno l’eredità transgenerazionale di portare in equilibrio il sistema nell’ordine del dare e del prendere. In tre generazionil’equilibrio viene ripristinato.

4) rispettare il nostro RUOLO, saper rispettare gli ordini di arrivo. Ciò significa rispettare coloro che sono venuti prima di noi: noi siamo i piccoli e i nostri genitori sono i grandi. Sentirci più piccoli dei nostri genitori e non esigere ciò che non ci pertiene (come ad esempio un’eredità perché non è mia e nel momento in cui la sto pretendendo, io mi pongo in una posizione di superiorità rispetto alla persona che l’ha generata). Significa saper stare al nostro posto, significa sapere qual è il nostro posto rispetto a coloro che vengono prima di noi senza infantilismi latenti e in posizione adulta.

Saper rispettare il proprio ruolo davanti ai genitori, significa saperlo fare anche nella vita di fronte al nostro capo, sul lavoro di fronte ai nostri superiori, di fronte a coloro che, in generale, sono arrivati prima di noi anche nella vita di tutti giorni, e portare rispetto. Questo perché, con le persone al di fuori della nostra famiglia, noi riportiamo il riflesso del comportamento che abbiamo vissuto all’interno della nostra famiglia in modo inconsapevole.

Se mi trovo bene (intimamente) con i miei genitori e nei loro confronti io porto rispetto e non ho più nulla da dimostrare o recriminare, non avrò nessun problema a rapportarmi con chicchessia e le porte della vita saranno aperte ad un flusso virtuoso per me è per gli altri.

Grazie,

Sara Maite

saramaitegirardi@gmail.com


immagine di proprietà di naturenatura.com

Amore o sfida?

#manipolazione #narcisismo #sfida #mollare #crocerossina #crocerossino

#loveyourself

Prima ti cerca perché gli/le piaci, ma ti tiene a distanza.

Solo quando decide che vuole compagnia puoi essere ammesso/a alla sua corte.

Poi ti cerca e quando ti trova, se ti apri ti distrugge e ti allontana.

La base di una relazione distorta sono già gettate.

Sfida: ci stai o molli?

Tu allora, se hai gli occhi aperti, molli e chiedi spazio per te e torni a vivere.

Ma il manipolatore il concetto di “spazio” non lo sa riconoscere perché gli è stato tolto sin da piccolo in modalità variegate.

Così come sin da piccolo è stato manipolato, oggi fa a te, ciò che mamma o papà (o qualcun altro) hanno fatto a lui.

Inconsapevolmente, certo.

Lo fa con te perchè non ha ancora risolto le questioni con loro due dentro se stesso/a.

Ci mancherebbe altro!

Non è intenzionale (o quasi).

Vogliono la tua presenza perché sei utile, per poi sfancularti non appena mostri la tua umanità, che li fa inorridire: scoprire la “percezione” dell’amore, della tenerezza, della comprensione, per loro è assai difficoltoso, quasi impossibile, perché la avvertono come un pericolo. Se provano amore scatta la difesa.

E tu diventi una nullità.

“Badaben” cara crocerossina o crocerossino di turno convinti che il “tuo amore basterà” per guarire ogni cosa…

forse sta parlando il bambino dentro di te, quello che da sempre ha cercato attenzioni per essere “visto/a”, ma attenzione… da soli non ce la si fa.

Serve un aiuto esterno qualificato e solo loro, esseri perfetti, possono chiederlo.

O tu x te stessa/o se ti senti a pezzi in una relazione vampira come questa.

Mediamente loro non lo faranno: loro non ne hanno bisogno, ci pensano da soli a guarire, e poi, loro stanno benissimo,

sono dei veri fenomeni di intelligenza (mentale non emotiva) in un mondo imperfetto.

Sai… ci sei già tu, pronta/o a farti prosciugare.

“Resta… restiamo amici…”

Pronti con le collane d’aglio?

Ecologicamente parlando, “osservare”, “accorgersi” e non entrare in certi meccanismi è sano per la nostra vita e quella dei nostri cari che dopo un po’ di tempo passato in relazioni come queste non ci riconoscono più.

Sono stati scritti fiumi di libri su #narcisismo e #manipolazioneaffettiva, ci sarà un perché?

Se ci cadiamo c’è un motivo e il vittimismo dell’innocente non salva nessuno, giusto il tempo di un paio di pianti e una leccata di ferite:

qualcosa di quel meccanismo ci ha affascinato e ha fatto presa inconsapevole su un nostro “gancio”?

Bene!

Allora ringraziamo il nostro carnefice e usiamo questa esperienza per guarire noi stessi prima di tutto,

così da non aver invano vissuto in tutto questo dolore.

Sara Maite Girardi

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Immagine: Roba da donne.

Quando soffro mi sembra di amare di più …

“Quando soffro amo di più”.

“Non riesco a concepire una relazione senza sofferenza”.

“Tutte le mie relazioni portano alla sofferenza”.

Mamma mi abbracciava con sofferenza e nella sofferenza:

“io come te, mamma”.

Questo è il ricordo che abbiamo dentro? … così le nostre relazioni diventano bisognose e consolatorie.

Una relazione divertente e coinvolgente non ti attira?

Alcuni di noi hanno conosciuto la tenerezza e l’abbraccio solo attraverso situazioni di sofferenza e dolore, talvolta di manipolazione e pretesa, e l’ancoraggio perdura fino alla fase adulta

sino a che non si volge lo sguardo alla “GIOIA come veicolo d’amore e nostro pieno diritto”

e non come a un tradimento del sistema di appartenenza.

Scegliere un uomo o una donna che amano il divertimento, la leggerezza e il sorriso non significa avere una relazione poco profonda.

Al contrario!

Tutto ciò, divertimento e leggerezza, viene confuso facilmente con l’avere una relazione sessuale senza impegno, che spesso copre un profondo disagio e un bisogno smodato d’affetto.

La relazione stabile che cresce nella leggerezza ha a che fare con un’intimità senza pari:

il creare gioia insieme richiede profonda e costante presenza, richiede il crollo degli schemi di appartenenza.

Scegliere una relazione duratura che porti gioia e divertimento per molte persone, uomini e donne, richiede uno sforzo enorme: l’andare oltre uno schema ereditato.

Quando si va oltre l’eredità di sistema scattano le resistenze e i sensi di colpa.

Tutto si supera con l’amore, l’amore non richiede sforzo.

Amore per ciò che è stato e per noi stessi, e con l’accoglienza delle figure genitoriali nel cuore, così come sono state e sono.

Scegliere è possibile, quando ci si dá il permesso di vedere da dove proveniamo e lo si lascia andare facendolo fluire tra i nostri ricordi.

Grazie al gruppo di ieri sera ❤️

Un maschile stabile e forte e un femminile accogliente e rigoglioso, pieni di intensità e amore.

SaraMaite

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Sei tutto tuo padre!

“sei uguale a tuo padre”

“sei uguale a tua madre”

“sei come tuo nonno”

“sei uguale a tua zia”

Ci si tenesse la lingua in bocca ogni tanto!

I rinforzi dell’imprinting attraverso i paragoni con i membri della famiglia – in positivo o in negativo poco cambia – potrebbero essere risparmiati a un figlio/a, riconoscendogli la libertà di essere se stesso/a, osservandolo e amandolo per ciò che è, non per una somiglianza vera o presunta.

Chè spesso identificare quella somiglianza è solo una nostra necessità.

Surfare tra queste onde… è un’arte.

E oggi la si può imparare.

L’Amore è il segreto.

“Armonizzarci con le origini” significa includere in noi il potenziale transgenerazionale dei familiari che ci hanno preceduto, memorie cellulari e avvenimenti, ricordandoci di chi siamo, osservandoci come identità unica, oltre tutto questo, pronti a perderci nuovamente nel Tutto, solidi nella nostra Essenza.

#costellazionifamiliari

#costellazionimultidimensionali

#costellazionispirituali

Sara Maite

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Immagine da web

Accetto la Vita?

Accetto la Vita?

Se la accetto, me la gioco fino in fondo, la partita.

Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformaz…

Ci pensavo stanotte, sotto la Luna Piena e percorrendo la strada che luccicava per il ghiaccio.

Buio, silenzio, respiro.

L’Universo è mio se lo voglio.

E’ a mia disposizione.

Se ti armonizzi, si armonizza.

Se lo accetti, ti accetta.

Se lo prendi, ti prende.

Se gli dai, ti dá.

Se accetti di vivere, a occhi aperti, senza riserve, lui vive in te, a occhi aperti, senza riserve.

Osservo, mi accorgo, mi affido.

❤️️

SaraMaite

#costellazionifamiliari #universo #naturenatura

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Immagine da web

Allontanare il partner

Molte sono le dinamiche inconsce che ci spingono ad ALLONTANARE IL PARTNER:

  • Vogliamo confermare una precedente convinzione che non siamo degni di essere amati, per esempio, oppure che causeremo infelicità.
    Alcune persone temono di essere abbandonate e inconsciamente fanno di tutto per indurre il partner ad andarsene. Creano cioè proprio quello che temono, come se l’abbandono fosse preferibile a una separazione consensuale

– Vogliamo rimanere fedeli ai valori della nostra famiglia e seguire l’esempio dei nostri genitori che non si sono presi fino in fondo, che si sono separati, o la cui relazione è finita presto perchè uno dei due è morto prematuramente.

– Vogliamo esprimere un’inconscia identificazione con un’altra persona alla quale il sistema deve qualcosa.
Per esempio, una donna non si è sposata perchè si prendeva cura degli anziani genitori. La sua nipote più giovane, essendosi inconsciamente identificata in lei, non si è mai sposata.

– Vogliamo compensare qualche obbligo personale.
Per esempio, un uomo aveva abbandonato la sua famiglia precedente per vivere la sua attuale relazione.
La seconda moglie divenne molto gelosa di lui e voleva lasciarlo. Nella costellazione familiare, divenne chiaro che si sentiva solidale e in debito verso la sua prima famiglia.

(tratto da “I due volti dell’amore” – B. Hellinger, Ed. Crisalide)
immagine: Dalì y Gala  appartenente al legittimo proprietario)

#costellazionifamiliari #verona #padova #roma #forlì #voltamantovana
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Ciaone agli “haters”

In Italia il fenomeno degli “haters” raggiunge proporzioni impressionanti. Inquinanti.
Si può ovviare.
Che fare?
Ascolta solo chi ha qualcosa da raccontarti di utile e sano, ascolta solo chi non giudica, ma ti offre “osservazioni” della/sulla realtà e… regala il tuo tempo esclusivamente alla crescita e alla pulizia:

“se ti inquinano dicendo o facendo porcherie, spostati”.

Paga.

Ci vuol tempo, ma paga.

Sempre.
E se hai tempo, ascoltati questa meravigliosa “talk” di Rudy Bandiera, perché è davvero eccezionale nella sua esposizione e ci fornisce un punto di vista chiarissimo ed efficace.

Buon pranzo!

SaraMaite

#rudybandiera

Immagine da FB appartenente al legittimo proprietario.

Competizione, successo e sguardo al cliente

 

 

La competizione professionale se proprio dovesse esserci, dovrebbe essere sana: osserva, ammira e impara dai potenziali “avversari”.
competitionE soprattutto…
Cara Azienda, se vuoi risultati, guarda con amore e riconoscenza la clientela e i tuoi collaboratori.
Se non c’è attenzione al cliente, a ciò che al cliente è utile veramente, non c’è successo.
Quando vuoi che il lavoro funzioni, bada bene a dove metti la tua intenzione e la tua attenzione: lì va la tua energia.
E poi… lasciar andare!


(Parola di lupetta…)

SaraMaite

#costellazionifamiliari #costellazioniaziendali
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foto: https://www.worldphoto.org/…/…/2017-open-competition-winners

Oh rana, muovi il culo!

  • Ogni tanto penso alla storia della #rana bollita, la conoscete?

    La raccontavo tempo fa ma non ricordo più a chi.
    Portate pazienza, che inizio ad essere vicina ai 50.

Probabilmente la rana quando ce l’hanno lanciata, in pentola, ci si era pure messa comoda, col suo bel materassino gonfiabile, convinta di ronfare beata al calduccio nella zona di confort, manco doveva più nuotare.
  • Senza sforzo, adattandoti sempre, non senti più la tua #forza.
Troppo difficile provare ad uscire dalla pentola, si sa mai che sia difficile, faticoso, doloroso? Meglio #dormire. Più comodo.
MA… forse la rana stava bene e punto, in quel piccolo recinto, la pentola.
Possibile? certo che sì, possibile!!!
Magari Ranocchia da piccola non aveva avuto grandi spazi per muoversi, giusto una pozzanghera, qualcuno le aveva dato #confini di movimento molto restrittivi, proiettando su di lei paure e #preoccupazioni personali eccessive:
“non stare troppo fuori dall’acqua che poi ti si secca la pelle!”,
“mi raccomando non saltare troppo che ti viene mal di schiena!”,
“non saltare con ranocchi sconosciuti e troppo agitati che poi non sai cosa ti può accadere di male”,
“non saltare troppo che sudi” e…
E lei si è abituata a star ferma, dimenticandosi il piacere dell’Essere in Sé.
Era una rana così tranquilla, la mia piccolina, diceva la mamma … fa sempre la brava, non la si sente nemmeno.
A volte è indole, l’essere tranquilli, a volte lo si confonde con l’assuefazione a uno status.
L’abitudine al limite altrui, diventa alla lunga un nostro limite:
la paura limita, la paura a lungo andare ci toglie la sensibilità al #coraggio, il nostro coraggio.
A un certo punto ti trovi anestetizzato, identificato, pensi anche di essere così come sei diventato.
La tua postura fisica sei tu ed è una postura mentale.
E forse è vero, lo sei. Ora sì. Sei veramente diventato così.
La senti ancora la #Voce?
#muovilculo, che non succede niente di grave, va…
Io per esempio vado a letto. ‘Notte! :*
SaraMaite
  1. #costellazionifamiliari
  2. immagine: http://www.curejoy.com