La vita è perfetta così com’è – Capitolo due: Covid-19

Difficile questa prova? sì. In effetti.

C’è chi sta lavorando notte e giorno per curare le persone.
C’è chi sta lavorando suo malgrado perchè è necessario per il bene di tutti.
In molti perderanno tutto, economicamente parlando.

Non so cosa veramente stia accadendo, quel che so è che ci sono anime gentili e valorose che si stanno dedicando al bene pubblico e per me è sufficiente per rispettare ciò che ci viene chiesto di fare e non fare. La gioia la trovo quando penso che sto aiutando qualcuno.

Come tutti avrei avuto la mia ricetta personalizzata, ma l’individuo è solo un componente della collettività.
Si va dove il campo guida. Inesorabilmente. E va bene così. Tutto ha una sua ragione di accadere.
Me lo insegnava oggi mia figlia quando a pranzo dialogavamo sul comportamento umano singolo e in gregge.

Fatico a comprendere il perchè dei tentennamenti nell’assunzione di questi provvedimenti restrittivi, tentennamenti che hanno creato tanta rabbia inutile e un giustizialismo che è davvero di troppo in una situazione già tesa.
Emotional hijacking dilagante.

Amygdala vs Prefrontal cortex
Chi vincerà? la paura che innesca scelte irrazionali alla “cherry plum” o la quiete del ragionamento e della presenza?

Vorrei vincesse il cuore.
Più cuore per tutti… basta con le polemiche, basta con giornalismo becero e bugiardo che alimenta ansia e paura.
Serve pace. Respirare e contare fino a 100 prima di parlare.

Stare in casa. Un mese. Forse due?

Cosa ti fa più paura? cosa ti fa arrabbiare? cosa ti rende triste?

Magari ci potremmo chiedere qualcosa di più focalizzato alla creazione di una realtà positiva:
… cosa mi può dare serenità in questo momento? cosa avrò imparato alla fine di tutto questo?
Come voglio essere al termine di questo periodo, cosa avrò e cosa sarò? E che altro ancora?

Smetti di combattere contro i mulini a vento…

Non siamo mai stati così tanto obbligati, volenti o nolenti, a vivere il momento presente come oggi. Ad accorgerci dell’illusione in cui abbiamo sempre vissuto.

Sì è una situazione insolita, per molti insopportabile.

  • Quando non sopporti più di vivere con una certa persona sotto lo stesso tetto ora ti tocca affrontare il mostro che hai co-creato lasciando correre giorno dopo giorno. (Simpatico il video dove la giornalista del TG regionale racconta del pregiudicato agli arresti domiciliari che scappa in carcere per non convivere con la moglie).
  • Se sei da solo a volte quel mostro sei tu stesso con tutte le tue ombre. Guardati negli occhi, abbracciati…
  • Genitori e figli uniti per giorni e giorni sotto lo stesso tetto in momenti particolari della vita, come l’adolescenza… forse questa convivenza è una mano santa.
  • Persone che prima di oggi passavano 36 ore su 24 fuori casa e ora si trovano a boccheggiare… ti sei mai fermato? Come mai non ti fermavi mai?
  • Il dolore per non poter vedere i nostri cari in casa di riposo oppure in casa da soli e lontani da noi.
    Chi più ne ha più ne metta…

Cosa puoi fare per star bene compatibilmente con tutto questo movimento improvviso che porta alla staticità apparente?

Che sia giunto forse il momento di approfittare di tanto tempo a disposizione per guardarci dentro e per veder l’altro “noi” con occhi nuovi?
NO! ok.

Secondo me è un’occasione persa. Anche per accorgerci che in un paio di mesi la Natura cui apparteniamo si riprende con forza gli spazi che abbiamo deturpato per secoli. Che siamo soltanto un’appendice che nell’economia della storia del multiverso dura meno di una caccola bruciata con una fiammata.

Io auspico che sia così questo momento: l’occasione per un nuovo sguardo.
Accorgerci.

Sara
www.saramaitegirardi.com

Se usi il mio articolo, citami. L’universo te ne sarà grato.
Contattami per sedute individuali on line o di gruppo al 3931159019 (via sms/whatsapp)

Immagini dal web.
Salvador Dalì, Don Quijote.

Commenti

  1. Hai scritto un bell’articolo. Mi fa riflettere molto. Forse tutto gira intorno al “mostro” che abbiamo dentro. L’inquietudine di doverlo forzatamente ascoltare, senza bypassarlo con la normale routine. Non tutti sono preparati.

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