Tantra: il corpo è il nostro tempio

“La prima cosa da apprendere rispetto al corpo, è disimparare tutte le sciocchezze che ti sono state insegnate su di esso. Altrimenti resterai spento, e non andrai mai dentro di te, e non andrai mai oltre. Comincia dall’inizio. Il corpo è il tuo inizio”

Osho 

Chi è senza peccato scagli la prima pietra!
Quanti di noi incrociando la parola “Tantra”, non hanno visto scattare immediatamente la maliziosa associazione di idee a sessioni interminabili di sesso sfrenato e senza barriere?

Qualche sera fa in occasione di un aperitivo serale a Verona, pensando all’articolo per “CF”, nell’intento di provocare una discussione sull’argomento da cui trarre spunto, ho chiesto agli amici cosa sapessero del “Tantra” o cosa immaginassero che fosse. Ne è risultata una gran risata generale, risposte tra le più disparate e tanta confusione: “Ah sì… quello di Sting!!” … alcuni sostenevano fosse un corso per migliorare le prestazioni sessuali, altri una tecnica esoterica per raggiungere l’orgasmo senza avere rapporti, qualcun altro lo ha definito un tipo di yoga e c’è chi l’ha definito il lato pratico del Kama Sutra.

Tentiamo di fare il punto della situazione dunque e intanto ricordiamoci che Sting non sta al Tantra, come Jane Fonda sta all’aerobica!
Dissipiamo qualche dubbio in materia e tentiamo così di arginare la proliferazione di tanti fraintendimenti spesso di pessimo gusto su questa antichissima pratica yogica volta all’avvicinamento dell’essere umano al Principio Divino dell’Universo.

Da anni il mito occidentale di Sting e Richard Gere, costruito con suprema ed intenzionale ignoranza dai media, ci propone immagini di incredibili quanto fantomatiche, infaticabili prestazioni pluriorarie ed amplessi acrobatici tratti dal Kama Sutra…
Eppure questi personaggi non hanno mai parlato di prestazioni, ma di un modus vivendi, e di spiritualità.

In un’intervista rilasciata a “The Guardian” nel novembre 2003, Sting interrogato sull’argomento ha chiarito per l’ennesima volta il concetto .
L’artista risponde indignato alla domanda della giornalista – Signora Emma Brockes – che richiede qualche ragguaglio in materia. Per la precisione, chiede un’illuminazione sulla questione al fine di dare un aiuto ai lettori frustrati del Guardian.
Tornando alla risposta seccata di Sting, letteralmente: ”Il Tantra è un viaggio, non una scopata di otto ore”.
“(…) il sesso costituisce soltanto una minima proporzione di come le coppie possano relazionarsi. Il Tantra ritualizza un periodo della giornata che trascorri con il tuo partner; può essere la reciproca osservazione, il tocco reciproco, condividere un bagno, un massaggio, livelli più profondi di connessione. Il sesso rappresenta solo la superficie. Una volta che ci si connette veramente (…) è tutto questo insieme. Il Tantra per me è troppo complesso per essere discusso in questo contesto. Riguarda il concetto di riconnetterci al mondo dello spirito attraverso le cose di ogni giorno. Accade così che la mia chiesa sia la persona con cui vivo. Lei è la mia connessione al sacro. (…)”

Né Sting né Richard Gere, hanno inventato o scoperto per primi il Tantra Yoga. E il Tantra Yoga non si è mai occupato di proporre un manuale tecnico per il miglioramento delle prestazioni sessuali fini a loro stesse.

La parola Tantra prende origine dal sanscrito “rete”, “trama”, ma anche “dottrina” o “rituale”. La radice Tan significa stendere la tela sull’ordito, “espansione” se leggiamo in senso ampio.
White dottrinalmente ci racconta che: “ il Tantra è quel corpus asiatico di credenze e pratiche che, partendo dal principio che l’universo da noi sperimentato non è altro che la manifestazione concreta dell’energia divina che crea e mantiene quell’universo, cerca di appropriarsi e incanalare quell’energia, nel microcosmo umano, in maniere creative ed emancipatorie. “
Il primo occidentale che seriamente affrontò lo studio del Tantra fu Sir John Woodroffe (1865-1936) che sapientemente protetto dallo pseudonimo di “Arthur Avalon” scrisse approfondimenti sul tema considerandolo compatibile con la spiritualità Vedica e difendendolo contro le innumerevoli critiche cui venne sottoposto dal cieco ed ottuso sistema di base cattolica del periodo.
Dopo di lui, diversi studiosi cominciarono ad analizzare attivamente gli insegnamenti tantrici; tra questi esperti di religione comparativa e indologia. Secondo Urban , Zimmer, Evola, e Eliade vedevano il Tantra come la culminazione di tutto il pensiero indiano: la forma più radicale di spiritualità e il cuore arcaico dell’India aborigena, e lo consideravano come la religione ideale dell’era moderna, il cammino più “trasgressivo” e “violento” verso il sacro. Zimmer elogiò il Tantra per il suo atteggiamento affermativo nei confronti del mondo: Il Tantra è un approccio positivo alla vita, affermativo, l’uomo è invitato ad incontrare se stesso e la sua coscienza attraverso la natura.

Il Tantra è una via, un percorso che è di molto difficile comprensione per il mondo occidentale, un percorso esperienziale. Chi abbraccia con coscienza il Tantra in particolare, così come la via yogica in generale, sa che vedrà cambiata radicalmente la propria esistenza convertendola in una nuova visione dei fatti e degli atti della vita. Tutte le discipline orientali hanno come denominatore comune il raggiungimento dell’unione col Divino. Con il Tantra questo avvicinamento si attua attraverso l’accettazione delle nostre radici materiali e terrene per giungere alla progressiva purificazione e sublimazione del nostro essere.
Il Tantra è la via del raggiungimento dell’espansione della coscienza attraverso l’accettazione ed il vissuto della nostra fisicità e sensorialità. Per volare verso l’alto dobbiamo curare prima le nostre radici: se non comprendiamo ed accettiamo le nostre origini terrene, difficilmente potremo essere liberi di far fiorire il nostro albero verso il cielo. La terra sa amare quanto il cielo, sono due opposti complementari: Shakti e Shiva, il femminile ed il maschile si incontrano per ricordarci ancora una volta che siamo tutti Uno.
Attraverso il Tantra lavoriamo sull’affinamento della sensorialità, la percezione degli odori, dei suoni, dei profumi, dei sapori, la percezione dei colori, del tocco della pelle, della vicinanza con un altro individuo che iniziamo a percepire come un essere unico e nuovo. Si lavora sul respiro individuale e di coppia.

“Il Tantra insegna la prima cosa: sii amorevole verso il tuo corpo, prenditi a cuore il tuo corpo, veneralo, rispettalo, prenditene cura: è un regalo di Dio. Trattalo bene, e ti rivelerà grandi misteri. Tutta la tua crescita dipende dal rapporto che hai col tuo corpo”.

Osho

Cose che ci appaiono scontate ma nel momento in cui ci vengono proposte da un serio maestro di Tantra yoga ci aprono le porte di un mondo sconosciuto. La sensazione una volta entrati in questo mondo è quella di non esserci mai accorti dell’intensità e della meraviglia insita in tutto ciò che ci circonda. Il profumo di un fiore, la musica di uno strumento, le sfumature di sapore di fiori che lascia sulla lingua un boccone di mango maturo, la leggerezza dello sfioramento di una piuma, il tocco asciutto di una matita di legno grezzo… non è importante il “cosa” toccare ma il “come” si tocca. Sono in pochi a conoscere la sensibilità della propria pelle centimetro per centimetro. E sono in pochi a sapere che dal massaggio possono scaturire emozioni bloccate che ci porteranno a reazioni sconosciute.
Per tutti questi ed altri motivi il Tantra è strumento di consapevolezza e di coscienza di coppia che coinvolge corpo e mente.
Nulla è normale di ciò che ci circonda, tutto è straordinario, se solo ci ricordassimo di usare i nostri cinque sensi terreni (vista, tatto, olfatto, udito, gusto). Da lì potremo conoscere gli altri.
Sappiamo veramente cosa ci piace, cosa ci fa vibrare nel profondo? Il Tantra ci mette in comunicazione con questo nostro lato ormai andato perduto, in una società dove tutto ci viene dato senza che nemmeno venga espresso il bisogno e dove non abbiamo più il piacere di scoprire nulla: non ci è dato nemmeno più il tempo di sentire la vita.
Attingiamo alla varietà della vita intorno a noi e ogni momento del giorno ci sembrerà diverso. Impariamo ancora una volta ad usare il nostro corpo per sentire le persone, toccarle, trasmettere loro il nostro affetto attraverso un abbraccio: abbiamo paura! Ci giudichiamo!
Non riusciamo più a respirare, la paura ce lo impedisce! Chi conosce le tante respirazioni e le usa con coscienza? Come possiamo vivere pienamente in ogni momento se non accettiamo ed amiamo il nostro corpo? Il Tantra ci invita ad avere cura di noi stessi.
Una volta rinnovata la sensorialità e purificati dalle repressioni, saremo pronti per la sessualità: per l’incontro del femminile col maschile, l’unione della terra con il cielo, dell’energia dello spirito con l’energia della natura, per arrivare all’appagamento che ti porterà ad avvicinarti al Divino. E’ un percorso. E il sesso si trasforma in simbolo.

Parafrasando Osho ancora una volta, quando il corpo è purificato dalle repressioni, i sensi liberati dall’offuscamento e dall’ottusità e la mente liberata dai pensieri ossessivi, sorge in te una visione della vita libera da tutte le illusioni – questa è la visione del Tantra.

Sara Girardi
Su “Cultura Fisica” Luglio/Agosto 2009 – VANIA VILLA TEAM – www.vaniavilla.it

NOTE:
1. Bhagwan Shree Rajneesh (1931-1990) è stato un maestro illuminato dei nostri tempi. I suoi insegnamenti comprendono l’essenza di tutte le grandi religioni. “La sua ricerca della verità raggiunge il culmine all’età di ventun anni, il 21 marzo 1953. Quel giorno, Osho vive nel proprio essere la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dall’uomo:l’illuminazione. Descritta in oriente come “l’istante in cui la goccia si fonde nell’oceano, e l’oceano si riversa nella goccia”, per noi occidentali è molto arduo avvicinarsi a comprendere questo fenomeno. Osho stesso ne parla come di un’esperienza “orgasmica”, assolutamente inaccessibile, per sua stessa natura, alla mente razionale. La goccia che si versa nell’oceano, e si fonde con esso, diventando l’oceano”. Tratto da “Osho. Che cos’è la meditazione”. Oscar Mondadori.
2. “(…) Sting is a famous proponent of tantric sex. I ask him to give the frustrated Guardian readers a few tips. He looks indignant and says it’s about “a journey”, not “fucking for eight hours”. OK, I say. “I try to be lighthearted about it,” he says, “but at the same time, there is some serious information about couples and how they can relate and sex is only a tiny proportion of it. It’s about ritualising a period of the day with your partner; it can be looking at each other, touching each other, running a bath, a massage, deeper levels of connection. Sex is only the surface. Once you really connect, telling the truth, talking, all of that. Tantra is much too complex for me to discuss. But it’s about reconnecting with the world of the spirit through everyday things. My church happens to be the person I live with. She is my connection to the sacred. I don’t know how that’s going to look in print.”http://www.guardian.co.uk/music/2003/nov/12/biography.popandrock
3. Wikipedia, voce “Tantra”, http://it.wikipedia.org/wiki/Tantra
4. « Tantra is that Asian body of beliefs and practices which, working from the principle that the universe we experience is nothing other than the concrete manifestation of the divine energy of the godhead that creates and maintains that universe, seeks to ritually appropriate and channel that energy, within the human microcosm, in creative and emancipatory ways. », tratto da: Tantra In Practice, David Gordon White, Princeton University Press, 2000 – David G. White, Ph.D. in History of Religions – University of Chicago
5. Wikipedia, voce citata.
6. Professor in the Department of Comparative Studies at Ohio State University

(immagine tratta da www.mandala.comcom)

6 commenti

  1. mariangela2012

    che ne pensi di Elman e Michaela Zadra?

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    1. saramaite

      Ciao Mariangela! ora… io non posso parlare dell’operato altrui, sarebbe pessimo da parte mia, anche perchè non ho sperimentato personalmente i loro seminari. Ad ogni modo, ne ho sentito parlar bene da alcuni, meno bene da altri. Io trovo, per come hanno strutturato il lavoro, che siano professionisti seri, e che in qualche modo abbiano saputo adattare il concetto di tantra alla mentalità occidentale (impossibile portare qui una filosofia che non ci appartiene). In giro c’è roba da far rizzare i capelli in testa, Elman e Michaela a mio avviso sono seri e capaci.

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      1. mariangela2012

        ciao Sara,
        in base all’esperienza di miei ex pazienti concordo con tue considerazioni.
        Non c’entra con argomento Tantra, ma sono curiosa di sapere tua opinione su Brian Weiss. Facendo ipnosi io non sono mai andata, e non intendo andare, oltre la nascita per cui sono incuriosita, ma anche un po’ scettica su ciò che scrive BW.

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        1. saramaite

          Ri-ciao! ti riferisci al discorso reincarnazione? se mi parli di ipnosi non posso rispondere poichè abbandoniamo completamente il mio campo…

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  2. mariangela2012

    ciao S.
    si con l’ipnosi Weiss va oltre la nascita e rievoca le “vite passate”. Un mio paziente una volta mi disse:” dottoressa è già pesante vivere una vita che a pensare ce ne sia un’altra mi vengono i brividi!” E’ una battuta reale e simpatica!

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    1. saramaite

      Eccomi finalmente!
      Guarda, ho una mia idea personalissima.
      Posto che credo nell’esistenza di vite precedenti, e che credo sia un evento che accade in assenza di tempo, cioè in uno schema olografico dove passato presente e futuro sono uniti, sono solo gli strati ad essere sovrapposti… mi trovo d’accordo con il tuo cliente.
      Mi spiego.
      Facciamo finta che queste vite esistano.
      A che serve andare a cercarle quando basta risolvere le questioni essenziali che ci ammorbano questa esistenza?

      Aggiungo un’osservazione del tutto personale: man mano che ci avviciniamo a noi stessi in “questa” dimensione olografica, le porte si schiudono autonomamente e quando siamo pronti veramente, le porte verso le altre vite le troviamo già aperte. Non c’è bisogno di andare ad aprire quelle porte in via forzosa… la considero una violazione inutile e controproducente!!

      Per chi crede nel karma, spesso in modo fuorviante ed errato, capita che la ricerca delle vite precedenti appaia come una sorta di giustificazione di ciò che accade nella vita attuale.

      Ebbene ripudio questo utilizzo dell’apertura dei “registri”. Perchè deresponsabilizza.

      Vivo oggi, risolvo l’oggi, cerco le mie radici nella vita di oggi e… una volta riconciliati gli attuali “presente-passato-futuro” mi potrò rivolgere ad un’eventuale vita passata, intesa come vita vissuta in un corpo differente, in epoca diversa.

      Chiaramente per chi si affida ad un’unica vita a disposizione, il problema non si pone.

      Mi rimane la domanda che ti ho rilanciato al post precedente: cosa ti lascia perplessa esattamente: l’esistenza di vite precedenti, o la possibilità di entrarci attraverso l’ipnosi? oppure l’utilità stessa di andarle a ricercare?

      Grazie per le tue domande, amo queste discussioni.
      Buonanotte!

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