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Accetto la Vita?

Accetto la Vita?

Se la accetto, me la gioco fino in fondo, la partita.

Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformazione-Vita-Morte-Trasformaz…

Ci pensavo stanotte, sotto la Luna Piena e percorrendo la strada che luccicava per il ghiaccio.

Buio, silenzio, respiro.

L’Universo è mio se lo voglio.

E’ a mia disposizione.

Se ti armonizzi, si armonizza.

Se lo accetti, ti accetta.

Se lo prendi, ti prende.

Se gli dai, ti dá.

Se accetti di vivere, a occhi aperti, senza riserve, lui vive in te, a occhi aperti, senza riserve.

Osservo, mi accorgo, mi affido.

❤️️

SaraMaite

#costellazionifamiliari #universo #naturenatura

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Allontanare il partner

Molte sono le dinamiche inconsce che ci spingono ad ALLONTANARE IL PARTNER:

  • Vogliamo confermare una precedente convinzione che non siamo degni di essere amati, per esempio, oppure che causeremo infelicità.
    Alcune persone temono di essere abbandonate e inconsciamente fanno di tutto per indurre il partner ad andarsene. Creano cioè proprio quello che temono, come se l’abbandono fosse preferibile a una separazione consensuale

– Vogliamo rimanere fedeli ai valori della nostra famiglia e seguire l’esempio dei nostri genitori che non si sono presi fino in fondo, che si sono separati, o la cui relazione è finita presto perchè uno dei due è morto prematuramente.

– Vogliamo esprimere un’inconscia identificazione con un’altra persona alla quale il sistema deve qualcosa.
Per esempio, una donna non si è sposata perchè si prendeva cura degli anziani genitori. La sua nipote più giovane, essendosi inconsciamente identificata in lei, non si è mai sposata.

– Vogliamo compensare qualche obbligo personale.
Per esempio, un uomo aveva abbandonato la sua famiglia precedente per vivere la sua attuale relazione.
La seconda moglie divenne molto gelosa di lui e voleva lasciarlo. Nella costellazione familiare, divenne chiaro che si sentiva solidale e in debito verso la sua prima famiglia.

(tratto da “I due volti dell’amore” – B. Hellinger, Ed. Crisalide)
immagine: Dalì y Gala  appartenente al legittimo proprietario)

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Orgoglio, alterigia e pregiudizio = Unione

Nei nostri discorsi quotidiani usiamo frequentemente la parola “giudizio” al posto della parola “pre-giudizio”, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al nostro pregiudizio la stessa dignità di un giudizio. Lo faccio anch’io, ovviamente, e vi voglio portare questa mia esperienza, fresca fresca da un gruppo di costellazioni appena concluso.

“Gran parte dei giudizi che esprimiamo ogni giorno sono pregiudizi”.

La nostra lingua segue i nostri progressi e soprattutto e purtroppo i nostri regressi, sarebbe bello che ce ne potessimo accorgere. (Brontolio della scrivente).

Usiamo spesso la parola giudizio al posto di pre-giudizio, ormai sono quasi intercambiabili… confondiamo il primo con il secondo, dando al secondo la stessa dignità del primo.

Il “giudizio” è una sentenza che emerge dopo una approfondita conoscenza dei fatti, in assenza di fattori emotivi fuorvianti, è oggettiva nella sua espressione. “Dovrebbe” portare a un movimento equo ed ordinato che ripristini un situazione di equità. Il giudizio inoltre viene emesso da una figura autorevole, preparata e riconosciuta dal sistema come autorizzata ad emetterlo.

Il “pregiudizio” è una condanna emessa da un soggetto in assenza di autorevolezza, di conoscenza personale approfondita della situazione, di vissuto personale diretto, a danno di una certa persona, e quando si esprime, è scarsamente oggettivo, profondamente emotivo, crea esclusione, crea malumore, crea una distorsione, e dá luogo ad altra ingiustizia. 

Torniamo un attimo all’etimo. Da dove arriva il termine “giudizio”. Dalla necessità di regolare i rapporti, si direbbe, in modo retto e sano e utile per tutti.

La radice latina è “Jus = ragione, diritto, ordine”.

Da Jus deriva anche la parola “giustiziere”, non solo la parola giustizia. Mi piace osservarlo, perché ragazzi, sconfinare è un attimo.

Jus a sua volta viene da YU-YUG (radice indoeuropea) che porta alla duplice interpretazione di LEGARE INSIEME, unire o respingere due parti.

Seguimi… ricordati BENE questo UNIRE E RESPINGERE, alla fine del mio post.


Quando “pre-giudichi” qualcuno, chiunque sia l’oggetto del tuo giudizio, un estraneo o peggio forse, un familiare, e ancor più quando accade in sua assenza, fermati, e chiedi scusa a te stesso.

 

Prima di tutto a te stesso, perché ti sei pre-giudicato (che corrisponde a “danneggiato”) la possibilità di vivere serenamente e ti sei svilito.

Se hai figli, chiedi scusa anche a loro, per tutte le volte che ti hanno sentito esprimere in quel modo, perché gli stai lasciando una pesante eredità. La stessa che ti porti dentro tu.

“Pregiudizio nella nostra lingua è sinonimo di danno. Ci hai mai pensato?”

… perché prima di tutto il torto che fai, arriva a te, alla tua integrità, alla tua serenità, alla tua immagine interiore ed esteriore, alla tua anima, che si vela di un’ombra sempre più spessa e arriva all’energia che porti nel mondo, quella con cui ti fai riconoscere.

“Il danno che deriva dal pre-giudizio può essere enorme e interessare generazioni intere. Ed è una pratica inutile, non giova a nessuno”. 

Abbassa la frequenza e affetta chiunque ti stia ascoltando, che di te da lì in avanti, avrà un ricordo ben preciso.

Mi chiedi: 

“Eh ma come, come? Non posso dire la mia?”

Oh certo… la tua (sempre opinabile, cioè OSSERVABILE sotto diversi punti di vista) “opinione” è sacra! Purché non la utilizzi come condanna trasformandola in pregiudizio. In quel momento l’hai resa dannosa ed è diventata una condanna.

OPS = occhio

Condanna pure il mondo intero, se ti fa star bene. Ti piace fare il boia? Accomodati! Guarda che è un ruolo orribile! vuoi eseguire tu una condanna inferta da altri? Stai forse portando il peso di qualcun altro?

Mettiamola così… Puoi fare tutto ciò che vuoi. Questo è certo. Le conseguenze che ne raccogli saranno tutte per te, un enorme regalo da smazzarti negli anni e che forse, se e quando ne uscirai, ti avrà reso più consapevole e forte. Va tutto bene così com’è in un’ottica circolare e di accoglienza. Però viviamo in un mondo duale, almeno per ora.

E quindi, mi chiederei:

“E’ UTILE a me stesso e a chi amo, questo mio atteggiamento? È utile alla mia vita e alla vita delle persone che mi circondano?” 

UTILE = essere al servizio 

Muovere un dialogo costruttivo partendo da te stesso e dal come ti senti, e coinvolgendo il diretto interessato, questo potrebbe essere utile. 

Sai cosa sarebbe utile ancor di più? 

L’esposizione di ciò che TU OSSERVI. Perchè ciò che tu noti e di ciò che ti tocca, riguarda prima di tutto TE. Esponi la tua osservazione.

La dietrologia pre-giudicante, rimarcante avvenimenti che appartengono al passato ha utilità? Osservare è utile. 

Giudicare senza averne diritto, è come pre-giudicare, equivale a un enorme peso da portare sulle spalle, tue di chi ti succederà… un’etichetta appiccicosa, un cartellone luminoso, che ti aggancia, ti avvolge e ti chiede di averne sempre di più, di questo materiale avvolgente e soffocante ed implacabile.

A volte è irrefrenabile, già… e sai da dove viene? Te la faccio breve. L’hai guardata bene la foto? GIU-JUS-YU … unire… 

Dal desiderio di restare agganciati ai nostri “giudici interiori”, ancora una volta, un altro espediente, sempre per star con loro… per unirli, per tenerli con noi, per cambiarli, per non accettare la separazione, per non crescere mai. Voglia di unire i genitori in te. Desiderare di vederli felici. Perché la loro felicità è la tua quando sei piccolo.

Lo faccio per te, mamma! Lo faccio per te, papà! 

Ancora??? Sì, ancora.

E siamo noi ad agganciare loro, siamo noi a tenere aperto quel contatto, perché non ne abbiamo ancora avuto abbastanza di restare in quel meccanismo. Orgoglio “spesso”… che ci pone sul piedistallo, al posto di un giudice che però, non è riconosciuto da nessuno, si trasforma in vera e propria ALTERIGIA dove diventi “altro”e più alto, ma pecchi di superbia.

Eppure crescere significa accoglierli, questi due esseri umani che ci hanno portato alla vita, e vedere che noi esistiamo in modo indipendente da loro, è tutt’altro che una separazione!

Eppure con l’Amore si supera anche questo passaggio, l’Amore vince sull’orgoglio ferito, sull’alterigia, sulla rabbia, sulla paura, l’Amore mano mano che viene ricostituito in noi, risana ogni emozione e ogni risentimento, e ogni avvenimento del passato, anche il più doloroso, perché lo accoglie e lo purifica. L’Amore ci porta alla resa, a deporre le armi, al silenzio e al riposo. 

Collega cervello e istinti al cuore prima di parlare e dalla tua bocca uscirà un suono diverso. 

La tua vita sarà diversa.
Provare per credere. Da chi ha provato.

SaraMaite

http://www.naturenatura.com #costellazionifamiliari 

Grazie di cuore ai valorosi partecipanti ai miei gruppi di lavoro, anche grazie a voi cresco e mi commuovo ogni giorno e sento il grande dono della vita.

Chi lo dice lo sa di esserlo

Da piccola ricordo una massima (che forse apparteneva alla mia nonna?) un po’ alla Forrest Gump, che usavo quando qualche amichetta/o mi insultava: 

“chi lo dice, lo sa di esserlo”.


Ora a prescindere dalla correttezza dell’italiano… 

mi sorprendo a ricordare che la legge dello specchio mi era chiara da un pezzo, e da sempre mi ricordavo che ogni giudizio rivolto agli altri, prima di tutto era rivolto a me stessa. 
Ciò non mi ha impedito di dire cazzate per un sacco di tempo, ma a furia di prender facciate, mi ci sono avvicinata (per X che tende ad infinito, una speranza c’è sempre), a una modalità più umana ed accettabile. 

Una speranza per tutti!!

Fantastico, no?

SaraMaite
Fonte immagine: auguri.it, il web. 

Lasciare spazio …

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Quando pretendi di avere qualcuno o qualcosa per te, lo stai allontanando da te, inesorabilmente.
Arrabbiati quanto vuoi con l’oggetto del tuo desiderio ma l’artefice dell’allontanamento resti sempre e comunque tu con il tuo atteggiamento.
Hai mai provato a prendere una farfalla? non ci riesci, non te lo lascerà mai fare!
Ma forse lei si poserà su di te proprio quando rinuncerai al tuo progetto di cattura, e …
lo farà a modo suo, non come vuoi tu.
E forse allora scoprirai che era il modo migliore di entrare in contatto: con leggerezza, libertà e rispetto della vostra diversità e unicità.
Immagine da web

Il potenziale di Libertà della Vita

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Raggiungere la pace del cuore ti consente di essere forte senza sforzo, di difenderti senza coprirti, di amare senza rimpianto, di osservare la rabbia passare oltre te senza lasciare segno.
Porte che si chiudono, porte che si aprono, la vita è meravigliosa quando ne scorgi il potenziale di libertà.

 

SaraMaite ©

 

 

Aggiorni il tuo “campo” periodicamente? (perchè capitano tutte a me?)

Siamo ancora nel “capitano tutte a me”? Sì, capitano tutte a te, certamente… e Ti dirò di più: “ringrazia che sia così”! 


… te le tiri tutte dietro, perchè sei un’antenna e riscuoti ciò che arriva, che è ciò con cui risuoni fino a che non avrai imparato ad aggiornare il tuo “campo”.

Aggiorna il tuo SISTEMA, aggiorna il tuo CAMPO e il campo ti risponderà.

Spesso ci si rivolge a un/a amico/ o a un/a terapista aspettando che sia lui a tirarci fuori dalla cacca… quando non lo fa come noi ci aspettiamo, si recrimina per non aver ricevuto aiuto, si diventa cinici, lamentoni, sarcastici (quanto ci piace…) e poi, un classico… inizia la fase “vittima”. “Sono un caso disperato, non ce la farò mai, nessuno può aiutarmi e io sono irrecuperabile”. (APPLAUSE).

Il “poor me” è sempre molto comodo, un’altra modalità per farci notare con il ricatto emotivo. 

L’ennesimo ritorno all’infanzia, dimenticandoci che siamo ADULTI.

Ciò che si dimentica in questi casi è che l’energia che serve per tirarsi VERAMENTE fuori dalla cacca è solo la nostra, e consiste il più delle volte nel nostro vero desiderio di crescere di età prima di tutto, perchè l’altro ci può fornire un assist, l’ascolto, mostrarci qualche strada possibile verso una soluzione che però solo NOI e la nostra anima conosciamo.

A mio avviso il segreto del cambiamento sta nel movimento scatenato dal nostro corpo e dalle nostre emo-zioni, esser capaci di ascoltarne i messaggi e rispondere con coerenza e verità e nella capacità di abitare il nostro silenzio, che protegge dalle dispersioni. Chi pratica costellazioni familiari con coscienza da tempo, sa di cosa sto parlando. L’olografia costellativa è evidente.

La respons-abilità della nostra vita è nostra, prenderla e viverla è affare nostro, saper cogliere che le difficoltà che ci propone sono utili e che quando le affrontiamo con apertura ci arrivano regali inestimabili in termini di coscienza del sè, è un passo imprescindibile per dare un senso a ciò che sperimentiamo e stare a contatto con la nostra anima suprema.
Cari saluti.

SaraMaite


(Immagine da web)

Riflessologia plantare e prestazioni fisiche – Intervista a Sara

TAKEAWAY: riflessologia plantare, benessere in punta di piedi, il nostro corpo sul piede, la nostra psiche sulla pianta del piede, il piede e la nostra personalità, energia del corpo e digitopressione, intervista RadioBase

Ascolta qui l’intervista su RadioBase Mantova per la rubrica Naturalmente InForma


I piedi… questi sconosciuti!

(i piedi di mamma Sara e bimba Elisa :* Corsica, Nonza, 2004)

  • Vi siete mai massaggiati i piedi al di là del normale momento – sempre troppo poco – che dedicate alla pedicure periodica? Avete mai provato ad ascoltare quali sensazioni vi dà il tocco più o meno deciso di una mano sul vostro piede?
  • Vi siete mai chiesti perché un piede “parla” più di un altro? E perché mai le stesse scarpe che fino a ieri vi facevano camminare tanto bene, oggi vi procurano fastidiosi dolori? Sono cambiate le scarpe o sono i vostri piedi a protestare per qualcosa?
  • Avete mai pensato che senza piedi sareste completamente fermi?

Amati, detestati, oggetto di feticismo, ignorati e nascosti per vergogna, esaltati da splendide unghie e scarpe provocanti per vanità, tatuati, adornati da anelli e cavigliere, decorati con l’hennè… i piedi sono speciali ed al contempo quasi imbarazzanti.

La Riflessologia Plantare è una disciplina bioenergetica naturale plurimillenaria, riscoperta e sperimentata nel XX secolo negli Stati Uniti e di seguito, nel resto del mondo, da molteplici operatori – riconosciuti in modi diversi nelle diverse nazioni – che attraverso la pratica ne hanno comprovato la validità ed efficacia permettendole di diffondersi sempre di più anche in Occidente nonostante gli ostacoli normativi e burocratici*.

Praticata fin dai tempi più antichi e conosciuta dalle diverse popolazioni che hanno abitato il nostro pianeta nel divenire dei millenni – egiziani, indiani d’America, popolazioni delle Ande, cinesi, indiani, … – nella prima metà del Novecento, questa pratica fu presa in considerazione e formalizzata come vera e propria tecnica dal medico statunitense dott. William H. Fitzgerald e dalla massaggiatrice Eunice D. Ingham.

Il metodo da essi sviluppato è quello attualmente più diffuso con le inevitabili varianti dovute ai differenti influssi dettati dalle scuole di provenienza.

Per la riflessologia plantare l’essere umano è connesso dalla testa ai piedi. Ma ce ne siamo mai accorti?

Dalla notte dei tempi, la filosofia che sta alla base di questo massaggio è l'”Unità del corpo umano”: intesa come collegamento tra tutte le parti del corpo e collegamento corpo/mente. Il nostro corpo può essere visto come un sistema di circuiti interconnessi e interdipendenti.

L’uomo moderno purtroppo considera i piedi come una mera estremità, dimenticandosi della loro importanza nella vita di ogni giorno. Anche nell’economia della pura meccanica del movimento. I piedi sono dati per scontati… diciamocelo! I nostri piedi sono uno specchio: riflettono tutte le zone del corpo, secondo corrispondenze reali e specifiche, grazie alle quali si può intervenire per azione riflessa.

Osservando i piedi, possiamo risalire allo stato energetico della persona nella sua interezza e nel particolare, nonché alleviare numerosi disturbi, attraverso il loro trattamento manuale periodico. Il piede è tra le aree del corpo una delle più ricche e concentrate di zone definite “riflesse” e connesse direttamente con il nostro cervello.

Questa affermazione è riscontrabile prendendo visione della mappa del cervello umano e del suo collegamento con le varie parti del nostro corpo. Agendo manualmente su di una piccola parte anatomica, un punto od un’area di pochi centimetri, la Riflessologia Plantare si prende cura dell’energia dell’intero organismo in modo estremamente preciso.

In Riflessologia Plantare così come nelle Discipline BioNaturali in genere, la persona è considerata un sistema nel suo insieme “Corpo – Mente – Io” esistendo anche scuole di Riflessologia che forniscono una lettura del corpo in chiave psicosomatica mutuando le interpretazioni da altre discipline naturali.

La Riflessologia da sola e/o in abbinamento a massaggi specifici – possibilmente effettuati da operatori qualificati – consente nel tempo di ottenere ottimi risultati in termini di riequilibrio energetico psicofisico del sistema corporeo, grazie all’azione espletata dai trattamenti costanti di stimolazione, sedazione, attivazione, drenaggio e pulizia delle aree che risultano più “segnalate” dalla mappa del piede. Sono vere e proprie operazioni mirate alla prevenzione ed al mantenimento del benessere energetico del soggetto.

Per l’atleta, per la persona che vuol tornare in forma fisica, per chi è in convalescenza, per prevenzione, per coloro che assumono forti dosi di alimenti a base proteica per potenziare la massa magra, la riflessologia plantare può dare un supporto specifico e costante che non richiede eccessivi investimenti in termini di tempo e denaro.

Il servizio reso dalla tecnica riflessologica in questo caso può essere a favore di un migliore funzionamento del drenaggio linfatico responsabile del ben conosciuto “edema”. O di un aiuto energetico al sistema “rene/apparato urinario” che spesso si trova affaticato dagli eccessi di acido urico provocati dall’alimentazione base del culturista e può contribuire a procurare disturbi quali l’infiltrazione e l’acidosi tissutale. Si possono stimolare l’intestino tenue per una migliore assimilazione dei nutrienti, e l’intestino crasso per una più regolare eliminazione delle scorie metaboliche. Si può lavorare sul fegato per un miglior metabolismo proteico e dei grassi… o sul pancreas per una migliore gestione dell’insulina e degli enzimi pancreatici – strumento essenziale per il processo di digestione ed assimilazione degli amidi. Per non parlare dell’intero sistema ghiandolare – ipofisi, tiroide, surreni … – e dell’azione calmante sull’asse dello stress.

Le tecniche corporee antiche hanno questo sconfinato vantaggio: sono dentro di noi dalla notte dei tempi, nascono dall’ascolto di ciò che da sempre ci è stato donato per vivere…noi stessi! Basterebbe soltanto ricordarsi di avere un corpo e di quanto è meraviglioso occuparsi di lui perché lui abbia cura di noi, visto che è la nostra culla e la nostra casa! Con la sola stimolazione manuale dell’energia del nostro corpo attraverso il piede, possiamo imparare a rilassarci e a conoscerci meglio.

Anche in coppia. Con il semplice aiuto di un operatore qualificato che ha la funzione di tramite, di attivatore, ci si aprirà un mondo nuovo…e nulla vieta di imparare a praticare l’automassaggio ed alcuni movimenti di base, o di farsi aiutare dal partner in un’abitudine che trasformata in quotidiana, nel tempo darà ottimi frutti in ambito energetico ed in termini di prevenzione dei disturbi.

(Articolo di Sara Girardi pubblicato su Cultura Fisica n.4/2008)


Link di riferimento:

http://www.riflessologiaplantare.org/chisiamo.html

http://www.naturopatia.it/

http://www.firp.it/index.php/Chi-siamo/

http://www.riflessologiazu.it/zucenter.html

https://naturenatura.files.wordpress.com/2014/11/81b36-chart.jpg

http://www.dietaenutrizione.it/immagini/riflessologia_mappa_piede_g.jpg

http://www.riflessologiazu.it/album/chartReflex/riflessologia%20plantare%20corsi%20mappa%20punti%2036.jpg


  • Si ricorda ai lettori che la riflessologia non è un metodo di cura.
  • Si ringrazia “Cultura fisica” e www.vaniavilla.it
  • Si ricorda ai lettori che dallo scorso luglio 2007 la Regione Lombardia, dando voce all’art.1 secondo comma della Legge dello Stato n. 43 del 01/02/2006 “disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione”, ha riconosciuto l’interesse sanitario della figura dell’operatore in riflessologia plantare. Nel 2012 la Regione Lombardia ha istituito il registro per le Discipline Bionaturali e la Riflessologia rientra tra queste.

 

Recensioni: “La Grazia di percorrere il deserto …”

Deserto? di quale deserto stiamo parlando?
Il Deserto è la nostra Vita, è qui per noi, per confrontarci con noi stessi e con l’Inconoscibile.

TRACKS, L’ALCHIMISTA e i VIAGGI NEL DESERTO (Gesù… San Paolo …)

Penso a un film che presto andrò a vedere per il suo valore simbolico e metaforico
( a partire dai numeri e dalle figure contenute: 9 mesi, 2700 km, 4 cammelli, 1 cane …  mi basta il cartellone!!!)
… e mi ritorna alla mente questo preziosissimo passo de “L’Alquimista” di Coelho, a mio avviso uno dei più chiari e preziosi.

E la vita di Cristo … nel suo viaggio nel deserto, 40 giorni a confronto con se stesso e le sue tentazioni.

 

tracks

 

Dedico questo brano a chi vive continuamente rimbalzando tra passato e futuro, dimenticandosi che sono solo forme pensiero densamente “fuffose” e che niente più abbiamo da vivere, che il momento presente guardando sempre alla Grazia sopra di noi. Paura? tanta … vivere la Vita presente richiede coscienza, attenzione e coraggio, il coraggio di guardare la vita in faccia, istante dopo istante, sempre in guardia, col cuore aperto, un cuore che è un Athanor, un forno alchemico, non un semplice muscolo.


La carovana comincio’ a viaggiare di giorno e di notte.

Giungevano continuamente messaggeri incappucciati e il cammelliere, che era diventato amico del ragazzo, gli spiegò che la guerra fra i clan era cominciata.
Sarebbero stati fortunati se fossero riusciti ad arrivare all’oasi.
Gli animali erano esausti, e gli uomini sempre più silenziosi.

Il silenzio era più terribile durante la notte, quando il semplice bramito di un cammello, che prima non era altro se non il bramito di un cammello, adesso spaventava tutti e poteva essere il segnale di un attacco.

Il cammelliere, però, non sembrava essere molto preoccupato per la minaccia di guerra.

“sono vivo”… disse al ragazzo mentre mangiava un piatto di datteri, nella notte senza fuochi e senza luna.

“Mentre mangio, non faccio altro che mangiare”.

“Se stessi camminando, camminerei e basta”.

“Il giorno in cui dovrò combattere, sarà un buon giorno per morire come qualunque altro”.

“Perchè io non vivo nè nel mio passato, nè nel mio futuro.
POSSIEDO SOLTANTO IL PRESENTE, ed è il presente che mi interessa”.

Se riuscirai a mantenerti sempre nel presente, sarai un uomo felice”.

“Ti accorgerai che nel deserto esiste la vita, che nel cielo vi sono le stelle, e che i guerrieri combattono perchè questo fa parte della razza umana. La vita sarà una festa, un grande banchetto, perchè è sempre e soltanto il momento che stiamo vivendo”.

Due notti dopo, mentre stava per addormentarsi, il ragazzo guardò in direzione dell’astro che seguivano durante la notte.
Gli parve che l’orizzonte fosse un po’ basso, perchè sopra il deserto vi erano centinaia di stelle.

“E’ l’oasi” disse il cammelliere
“E perchè non la raggiungiamo immediatamente?” chiese il ragazzo

“Perchè abbiamo bisogno di dormire”


Tratto da L’Alchimista – Paulo Coelho

Grazie

By SaraMaite