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Le costellazioni familiari? sono per tutti al servizio di tutti

Le costellazioni familiari si evolvono in continuazione:
sono esperienziali ed agiscono su più livelli di coscienza – multidimensionalità – ricordiamolo sempre.
A mio avviso erano già spirituali e multidimensionali e modali ed evoluzionali e power e stacippa…
anche quando erano solo sistemiche, giacchè
“non esiste un lavoro che agisca su un piano senza risuonare con un altro”.
La risonanza dona un effetto domino.

Le sentirete vendere come rinnovate e diverse, le sentirete chiamare in millemila modi diversi ma sempre quelle saranno, perchè chi decide è il CAMPO.
 
Sempre, come sempre, nella vita… che lo si voglia o meno, il brodo primordiale in cui siamo immersi è più grande di noi e siamo noi e non siamo solo noi.
 
Le costellazioni non sono del costellatore, e non sono dei rappresentanti nè dei convenuti al gruppo, e lo sono:
le costellazioni non appartengono a nessuno e appartengono a tutti.
 
Il costellatore facilita, non dirige e non interpreta, ma ascolta e osserva rimandando ciò che è.
E anche quando pensa di dirigere non sta dirigendo, è solo una pedina nelle mani del campo.
Le costellazioni allenano l’ego: “ridimensionati”, dicono.
E lo dicono a tutti, ad ogni convenuto, anche ai rappresentanti, che come sempre, insieme a coloro che restan sulla sedia a guardare, sono pervasi dalla stessa energia e potenzialità di cambiamento e rinnovamento.
 
Un fatto a mio avviso è sempre vero:
sono in evoluzione continua negli anni, le costellazioni – ormai 11 per me di esperienza diretta – sono infinite nelle loro possibilità di manifestazione.
Le ho viste cambiare in continuazione, elevarsi, strutturarsi, destrutturarsi, mutare di energia, nella loro multidimensionalità, prestarsi ad ogni esigenza, ad ogni richiesta di aiuto dalla più umile alla più pretenziosa, restituendo ciò che è, con chiarezza disarmante.
 
Esse rispecchiano quel campo di coscienza più alto che di volta in volta negli anni, nei mesi, nei giorni, in ogni istante, si riaggiorna grazie alle esperienze di tutti e alla crescita di coscienza di tutti.
 
L’esperienza costellativa null’altro è che esperienza di vita riprodotta in un ambiente “protetto”:
tutto ciò che accade è vita di ogni giorno, che se apriamo gli occhi può essere la chiave per vivere nel mondo con coscienza costante e in altrettanta protezione:
 
L'”affidarsi” al Campo, non è per pochi, non lasciatevelo dire mai!
L’affidarsi al Campo è per tutti ed è eterno.
 
Sara Maite

Prese di coscienza o scheletri nell’armadio?

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Chi non ha uno scheletro nell’armadio alzi la mano!
Un post in odore di Halloween 😉
Ogni volta in cui contrastiamo e combattiamo una nostra sofferenza cercando di eliminarla o di eliminare il presunto/la presunta responsabile (la parola presunto/a è fondamentale), ingigantiamo la sofferenza e ingigantiamo il peso della situazione.
A volte si decide anche di eliminare noi stessi in modo fisico o virtuale, convinti di risolvere (la famosa: “rinuncia alla prova”).
Osservazione della situazione e capacità di responsabilizzazione, consapevolezza sulle nostre affermazioni interiori:
“io sto male a causa sua”…
Siamo sicuri/e?
Riscriviamola:
“io sto male perchè IO lascio che questa cosa mi tocchi”.
Chiediamoci piuttosto COME MAI, questa cosa ci tocca così tanto… perchè si è aperta quella porta in noi?
Eliminare la presunta causa della mia sofferenza, non fa altro che spostare l’asse spaziotemporale, per non vedere le radici della stessa che, solitamente, le costellazioni familiari ci insegnano essere molto più profonde e lontane di quanto non ci appaiano.
L’essenziale è invisibile agli occhi, ricordate?
Siamo specchi, dietro lo specchio la realtà.
Un aneddoto fresco fresco: una cliente venerdì sera davanti alla rappresentazione di un vero “disastro” dice:
“che faccio? metto la foto del bisnonno in cantina?”.
XD
Voi che dite… risolve il problema?
Gli scheletri nell’armadio sono abitanti molto scomodi nelle nostre case, spostarli in cantina farebbe la differenza?”.
 Un sorriso,
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Immagine da web
Per costellazioni individuali e di gruppo il mio contatto: 3931159019 via sms o whatsapp
Ringrazio la mia scuola www.associazioneaccademia.com

Campo cosciente condiviso: amore e pretesa

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Oggi vorrei portarvi una riflessione relativamente al “campo” che si determina in ogni gruppo costellativo, una riflessione che nasce dall’esperienza prima ancora che dalla teoria che già ci racconta questa particolarità.
Ogni gruppo determina un campo cosciente condiviso che ci conduce e ci sostiene, una sorta di
“Travaso di coscienze”
il campo protegge con amore i partecipanti e li sostiene, il campo restituisce ai partecipanti unicamente ciò che sono in grado di sostenere e di recepire, nè più nè meno…
Il ruolo del facilitatore è di alimentare, sostenere e tutelare questo campo in costante ascolto e senza forzatura alcuna.
Ogni gruppo è differente e la multidimensionalità delle costellazioni, osservo che dipende direttamente dalla coscienza del gruppo, formata dalle coscienze dei singoli membri in esso conferite, con amore.
“Con amore”…
anche questa variabile determina il livello di coscienza del gruppo: l’amore come una stella, fa volare le costellazioni, la pretesa le riporta a terra e le spegne.
Ogni rappresentazione è un pezzo di coscienza che si svela e che in movimento si sviluppa, di volta in volta, di costellazione in costellazione, come un cammino, un percorso che ci conduce da uno stadio di consapevolezza iniziale a uno finale, alla chiusura del gruppo.
Ogni presa di coscienza del singolo alimenta la coscienza del gruppo e lo arricchisce.
Alla chiusura del gruppo siamo nuovamente ad un punto di partenza e non di arrivo:
abbiamo aperto nuove finestre sul mondo delle nostre ombre portando luce nella giusta misura, adatta per ciascuno per proseguire nel processo di consapevolezza nella vita di tutti i giorni.
Rispetto e gratitudine per questo continuo atto d’amore.
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Immagine da web
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