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Ode alla pioggia – Autunno, stagione (meta)fisica di Polmone e Grosso Intestino

ANTEPRIMA: autunno, polmoni, grosso intestino, aria, metallo, movimento metallo, tristezza, pianto, pulizia, purificazione


  1. Ode alla pioggia
  2. E’ importante la pioggia, anche dentro di noi.
    E’ molto più di una metafora.

  1. L’autunno è la stagione del polmone e del grosso intestino.
    Il loro elemento è l’aria.
    Una stagione di pulizia e riordino.
  2. Per mantenersi puliti, organo e viscere, necessitano di acqua, poiché l’acqua è veicolo di purificazione, di ossigenazione e di nutrimento energetico cellulare, di rigenerazione di memorie emotive e fisiologiche.
  3. L’emozione di questo momento è la tristezza, utile e non negativa, come ogni emozione primaria, utile perché asseconda il processo di pulizia interiore.
  4. Utile perché ci dona il gioco dei movimenti della vita insieme alle altre.
  5. Quando assecondi il pianto e accogli il tuo lamento di dolore, consenti al tuo corpo di ripulirsi attraverso le lacrime e la peristalsi.
    L’acqua è fondamentale in questo processo, è il veicolo che consente il lavaggio e l’irrigazione.
  6. Quando reprimi questo processo trattenendo la scarica, le secrezioni si bloccano e si sporca il corpo, che spurgherà al posto tuo. E meno male!
  7. La Creazione usa la pioggia per fare altrettanto:
    per pulire l’aria e per pulire la terra, per restituire ciò che ha accumulato durante le stagioni del piccolo e del grande yang: primavera ed estate.
    Dissipare il calore, nutrire il secco in eccesso, pulire gli umori… calmare.
    Per prepararci al riposo. (Riposo? ma quando mai)
  8. Tutto è strutturato in modo perfetto in natura.
    (e noi umani, se invece di contrastarla ci ricordassimo umilmente di farne parte come tutti gli altri esseri, risuoneremmo in armonia con essa e con le sue stagioni ed emozioni, vivendo una vita emotivamente e fisicamente più sana).
  9. Amen.

SaraMaite

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Risonanza e cuore

TAG: RISONANZA, CAMPO MAGNETICO DEL CUORE, RISONANZA QUANTICA, RISONANZA MORFICA, ENTRARE IN RISONANZA, COMUNICARE A DISTANZA, PERCEPIRE IL MONDO INTORNO A NOI, EMPATIA, CAMPI MORFOGENETICI _______…

Risonanza e cuore | Armonia del Corpo e della Mente
https://armoniacorpomente.com/2016/09/14/risonanza-e-cuore/

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Sorgente: Risonanza e cuore

Hai mal di schiena? trova qual è il tuo chakra in squilibrio…

 

 

Parlare di artroreumatologia in psicosomatica richiede una brevissima premessa teorica sull’apparato locomotore e sulla sua strutturazione. All’apparato locomotore – cioè l’insieme di ossa, articolazioni e muscoli scheletrici che svolgono prima di tutto la funzione di movimento – è deputata anche la fondamentale funzione di dare forma e consistenza alle diverse regioni del corpo e proteggere organi interni di vitale importanza. Ossa e muscoli sono così a tutti gli effetti componenti fondamentali dell’organismo né più né meno di tutti gli altri organi e visceri. Le articolazioni sono dispositivi anatomici che rappresentano strutture di unione tra le ossa, attraverso muscoli, tendini e cartilagini. L’insieme di ossa e articolazioni definisce il sistema muscolo-scheletrico. La funzione locomotoria e di sostegno del corpo si realizza attraverso contrazioni ed espansioni muscolari, mediante le loro inserzioni tendinee sulle ossa e sono consentite proprio dalle articolazioni e dalla loro elasticità e stabilità.

La nostra capacità di muoverci e di mantenere una struttura fisica equilibrata(,) si attua pertanto attraverso vari sistemi di leve fisiche – e mentali – in cui il fulcro corrisponde alla zona articolare, la potenza alle inserzioni muscolari e la resistenza alla forza da vincere per realizzare l’azione locomotoria. Ossa e articolazioni rappresentano le parti passive e strutturali del movimento e del sostegno del corpo, mentre muscoli e tendini costituiscono la parte attiva, cartilagine e sinovia mantengono il tutto irrorato, nutrito e lubrificato facilitando l’azione articolare. Ricordo inoltre la fondamentale connessione tra il sistema nervoso e la contrazione muscolare, necessaria per comprendere il funzionamento del meccanismo motorio nella sua totalità.

Ciò premesso, portiamo l’attenzione su un concetto fondamentale appena esposto che invito il lettore a voler osservare al di là di un discorso puramente anatomico e meccanico: ossa, muscoli, tendini, cartilagine e sistema nervoso, nella loro organizzazione, rappresentano soprattutto la nostra struttura personale, la nostra stabilità interiore e la nostra capacità di muoverci dando seguito con l’azione alle decisioni prese.

Possiamo pensare di esprimere o reprimere una sola emozione che nasce dentro di noi, senza muovere muscoli e sistema nervoso?
Ci riflettiamo mai? O crediamo che “pensare” un’emozione ricacciandola dentro di noi, non comporti un movimento fisiologico interno?

piramide chakras e artroreumatologia

A cosa si connettono le unità neuromotorie se non alla nostra struttura ossea o ai nostri organi interni? Nel nostro perfetto sistema corporeo nulla è collocato per caso: il cuore muscolo si muove in noi attraverso una connessione elettrica, abbracciato dai polmoni che respirano ritmicamente, sostenuti da un diaframma e da una cassa toracica che li protegge; il nostro ventre è accolto e sorretto dalla struttura ischiatica e dalla colonna vertebrale che trovano struttura stabile solo grazie ai muscoli della schiena.
Ogni parte di noi è interconnessa: “mente/emozioni” e corpo. A partire da ciò che proviamo, i sistemi nervoso e ghiandolare mettono in moto tutta una serie di processi chimici e fisici che vedono coinvolto l’intero organismo. Da anni la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, in occidente, studia questo processo a livello scientifico con evidenze interessantissime.

Ora invece vi racconto qualche curiosità proveniente dalla medicina orientale, in particolare dall’ayurveda, che già da qualche millennio – come del resto l’energetica cinese – conosce l’inscindibile relazione corpo-mente e ci fornisce dettagli interessantissimi sulla meraviglia della macchina umana nella sua interezza. I popoli più antichi, con tradizione di medicina millenaria, lo stress lo conoscevano bene, e altrettanto bene sapevano quanta influenza avesse sul nostro stato di salute.

Secondo la medicina indiana, l’intero corpo umano è regolato da strutture energetiche fondamentali chiamate chakra, che corrispondono ai sette plessi nervosi e ghiandolari principali. Per ciascun centro energetico questa teoria plurimillenaria identifica un’area emotiva precisa e una struttura della personalità. Possiamo addirittura vedere le diverse aree psicocorporee interessate dai chakra come perfettamente intersecabili con le strutture individuate della teoria bioenergetica di A. Lowen, arrivando a connetterci alle più comuni ferite infantili come ce le insegna L. Bourbeau e alle varie connessioni psicosomatiche teorizzate da C. Rainville.

Ciascun chakra presiede alla formazione e alla regolazione di specifici organi, visceri e tessuti del nostro corpo in collegamento diretto con caratteristiche emotive ed evolutive personali ben precise. Ogni chakra viene nutrito e formato fin dall’epoca prenatale, in utero materno, e dalla prima infanzia attraverso la relazione con i genitori e con la realtà esterna con cui il bambino si confronta una volta nato. In generale vale una relazione di base:

  • Gambe/anche/piedi = movimento verso qualcuno o qualcosa, espressione dell’istinto, stabilità, avanzare nella vita
  • Braccia/spalle/mani = area del fare, rapporto con il lavoro e il sociale, espressione emotiva alta, espressione dei sentimenti
  • Articolazioni in generale = siamo a contatto con la nostra rigidità di azione, con il giudizio e con la benevolenza che mostriamo verso di noi, la lubrificazione sinoviale in questo caso ci aiuta a vedere quanto siamo amorevoli con noi stessi.

Venendo all’argomento trattato, in particolare, la struttura ossea di base per intero, insieme alla nostra area sacro-coccigea e i piedi, vengono mantenute ben funzionanti e stabili(,) da un primo chakra in salute: il rapporto con la nostra nascita e la vita di tutti i giorni nella sua difficoltà di base, come la sopravvivenza giornaliera a situazioni limite, come addirittura il procacciamento del cibo, l’assenza di lavoro, la difficoltà di soddisfare i bisogni primari, è l’area emotiva cui guardare.

La nostra fascia lombosacrale, anche e ginocchia trova connessione col secondo chakra, l’area del movimento istintivo e della libera manifestazione fisica delle emozioni fin dalla prima infanzia. Arriviamo ad oggi, al momento che stiamo vivendo, dove il piacere sempre più spesso lascia spazio al dovere e spegne il nostro fuoco interiore con la rinuncia.

Il sistema muscolo-tendineo crea problemi in generale con crampi e dolori, insieme all’area dorsale e diaframmatica, quando la nostra volontà manca di espressione, quando non ci autorizziamo ad esercitare il nostro potere personale e non riusciamo a manifestare la nostra indipendenza. Siamo nell’area del terzo chakra, cui appartengono stomaco, milza, pancreas e fegato. La zona del coraggio di essere noi stessi. E’ interessante osservare come il terzo chakra, al contrario di tutti gli altri, sia collocato nella parte più morbida e meno protetta di tutto il corpo: l’unica forza che tiene eretto il nostro corpo, con i nostri chakra allineati l’uno sopra l’altro, è un atto di volontà da parte nostra esercitato con costanza. Quando la nostra autostima è bassa, quando la volontà è spezzata, quando siamo stanchi e privi di vitalità, quest’area del corpo tende a collassare. Il petto si infossa e riduce la quantità d’aria disponibile, la testa si disallinea rispetto al resto del corpo, le ginocchia non sono più stabili.

Siamo stati abituati a mettere da parte la nostra vita, i nostri piaceri e la volontà per sottostare ai voleri esterni? E l’educazione ricevuta? Quanto ci ha castrato nello sviluppo dei primi tre chakra, quelli che presiedono alla formazione di base del corpo fisico?

Proseguendo incontriamo il quarto chakra: soffriamo di poca elasticità toracica e di dolori alle braccia o alle mani? Siamo tra cuore e polmoni, nell’elemento aria, l’area di espressione coerente di noi stessi, dove anziché espanderci con amore e con il cuore, respirando a pieni polmoni, reprimiamo spesso per paura di non essere accettati per la nostra capacità di amare e  di aprirci.
“Non piangere, sii forte…”, “Dai non essere appiccicoso, non abbracciarmi …”, “Sei proprio una stupida, ti commuovi sempre!”, “Mamma mi prendi in braccio? No, sei grande ormai!”.
Sottolineo come, in energetica tradizionale cinese, le braccia siano anche la sede dei meridiani di cuore e polmoni.
Questa è anche l’area articolare più interessata dai problemi del “fare”, quindi l’area del lavoro, che sia esercitato in casa o fuori casa, dove soffriamo per eccessi di rigidità nei confronti di noi stessi o indotti da giudizi degli altri.

Cosa raccontare a proposito di cervicale e spalle? Forse diciamo di sì quando vorremmo dire di no o viceversa? L’articolazione cervicale è proprio quella deputata per forma e struttura a questo tipo di movimento, è l’unica nel nostro corpo in grado di essere così flessibile: l’articolazione del sì e del no. Ma noi? Ci siamo concessi la gioia di parlare, di esprimere con l’energia del quinto chakra, della gola, della tiroide, delle corde vocali, ciò che sentiamo dal profondo? Abbiamo accettato situazioni che volevamo allontanare da noi senza dire una parola, o addirittura mitigando la nostra verità pur di essere considerati o amati? Che pesi portiamo sulle spalle in silenzio, tappando le orecchie e non aprendo bocca?
Il chakra della gola ci parla proprio di questo e la struttura che grida aiuto è lì per ricordarci che ci siamo rinnegati. Periartriti scapolo-omerali, spalle che saltano, cervicali “incriccate”… parliamo di ossa? Sarà che non mi sono sentito al sicuro a esprimere ciò che sentivo, parliamo di muscoli? Sarà che per rinnegare ciò che volevo dire ho dovuto reprimere una rabbia fortissima perché non mi sono rispettato?

Risalendo verso i chakra più alti incontriamo i disturbi più legati al mentale, al lavorio mentale tipico del sesto chakra con mal di testa da blocco muscolare per la difficoltà dall’uscire da schemi di pensiero ricorrenti che ci ingabbiano, e legati all’elettricità più tipica del settimo e ultimo chakra. Lavorio del sistema nervoso che vorrebbe sempre controllare ogni cosa, fino ad arrivare al corto circuito.

Insomma… noi possiamo raccontarci ciò che vogliamo, ma il nostro corpo – macchina perfetta – in ogni momento è a nostra completa disposizione per dirci la verità, se vogliamo vederla. Abbiamo in lui un alleato prezioso: trattiamolo bene, prendiamoci cura di lui attraverso una buona alimentazione, una blanda e piacevole attività fisica, il dovuto riposo, il rispetto di noi stessi e un costante esercizio di consapevolezza su chi siamo e cosa vogliamo e avremo in cambio una struttura più agile, flessibile e che risponderà alle nostre esigenze sino ad età avanzata.

SaraMaite


FONTE: SCIENZA NATURA VOL. 3 – N. 4/2016
Edizioni Mos Maiorum – Verona

scienza natura

Artroreumatologia e psicosomatica

FullSizeRender (2)Articolo di Sara Girardi,
counselor olistico FAIP, operatore DBN in riflessologia plantare e tecniche manuali, esperta in naturopatia e psicosomatica – immagine di propriet
á di Sara Girardi: http://www.naturenatura.com

 

Chakra, emozioni e problemi all’apparato muscoloscheletrico

piramide chakras e artroreumatologia

Nulla nel nostro corpo accade per caso e se la nostra struttura parla, un motivo, c’è. Sempre.

Sarò breve.

Per ogni emozione repressa o mal gestita accade che il nostro corpo somatizzi in svariate forme. Oggi vi propongo la somatizzazione sull’apparato muscoloscheletrico per sommi capi e racchiusa in questa piramide, che ricalca a suo modo la nota piramide dei bisogni di Maslow, in attesa di proporvi un articolo più consistente.

Ho chiesto aiuto all’energetica indiana per costruire questo schema di oggi e ad alcuni autori sempre di grande aiuto nell’analisi della psicosomatica applicata: Anodea Judith, Alexander Lowen, Lise Bourbeau, Claudia Rainville… il resto ce l’ha messo l’esperienza lavorativa personale che ormai inizia ad essere parecchia e imprescindibile.

A presto e buona Vita!

SaraMaite

Immagine di proprietà dell’autrice del blog.

Corpo fisico e dimensione terrena

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Donna allo specchio – P. Picasso

Quant’è importante il corpo fisico?
Ce ne prendiamo cura abbastanza?
Ce ne assumiamo la piena responsabilità o la deleghiamo ad altri?
Vero è che ci manifestiamo prima energeticamente, ma ciò che accade poi, di conseguenza, è la nostra presenza fisica in questa dimensione terrena.
Ebbene… quanto siamo disposti ad amare e curare, questo corpo fisico con cui ci esprimiamo e ci sperimentiamo?
Pensiamoci bene: energia e materia sono interconnesse, l’una sostiene l’altra in questa vita …
Hai accettato la tua manifestazione fisica su questa terra? com’è stata la tua nascita? il tuo primo chakra come sta?
Ti percepisci come esistente?
Vuoi vivere questa vita fino in fondo?
USA il tuo corpo e USALO BENE!
Ecco, così… due domande al venerdì mattina, mentre scrivo “due slides” per il seminario sulla psicosomatica dei chakra 😉
Ciaociao!

Ayurveda: la conoscenza della Vita – intervista al dott. Silvano Pomari

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Benvenuti!

Per questa puntata di Naturalmente InForma, la rubrica di RadioBase dedicata al benessere naturale, abbiamo ai nostri microfoni il dott. Silvano Pomari, figura di spicco nel campo della medicina ayurvedica in Italia.
Il dott. Pomari, veronese, è medico cardiologo e medico di famiglia, specializzato in medicina ayurvedica, direttore dal 2006 del Centro di medicina ayurvedica dell’hotel CESIUS Terme e Spa di Bardolino; è docente, giornalista e pubblicista.

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Al dott. Pomari chiederemo qualche informazione sul significato dell’Ayurveda e sui suoi utilizzi.
In occidente se ne parla tanto da anni, ma ciò che subito ci ricorda la parola Ayurveda, soprattutto in Italia, è il massaggio. Interpretazione alquanto riduttiva di ciò che in realtà rappresenta una vera e propria teoria medica, strutturata e millenaria.

  • Buongiorno Dott. Pomari, è un piacere averla con noi

Buongiorno…

  • Dott. Silvano, partiamo dalla base: cosa significa la parola Ayurveda e da quale cultura proviene questa disciplina medica?

Ayurveda è una parola in sanscrito, una lingua molto antica, madre di tutte le lingue indoeuropee. E’ composta di due parole “Ayur – Veda”: la conoscenza della vita.
Significa che nell’Ayurveda, esiste la conoscenza di tutte le leggi di natura che governano la vita dell’uomo e la vita in generale.
L’espressione “seguire le leggi di natura” è difficile da capire, ma io faccio sempre un esempio, quello della forza di gravità: in fisica la forza di gravità è una legge di natura. Le leggi di natura come la forza di gravità che governano il corpo dell’uomo, danno la conoscenza della vita. Quindi è un corpus medico completo antichissimo e naturale.

  • La nascita di questa disciplina in che area geografica si può collocare?

La nascita storica, giusto per dare una collocazione è nell’India del nord, i primi testi (Caraka Samhita e Sushruta Samhita) sono del 1500 A.C. Antecedentemente esiste una tradizione orale e da quell’epoca sono stati scritti i primi trattati di medicina ayurvedica.

  • Se un paziente dovesse rivolgersi a lei, quali malattie potrebbe chiedere di curare? Cosa si può curare con l’ayurveda?

Come hai detto in introduzione, l’Ayurveda non è una filosofia o una religione, ma un corpus medico completo in cui esistono le diverse specialità come la ginecologia, la psichiatria, la chirurgia…
La più antica società chirurgica americana si chiama “Sushruta” proprio dal nome di questo grande chirurgo che già allora faceva le rinoplastiche (600 A.C.).
Quindi curare cosa significa? Significa prendersi cura della persona e non della malattia, quindi l’Ayurveda come tutta la medicina dovrebbe essere, può curare qualsiasi malattia, il che non equivale a parlare di guarigione in tutti i casi ma sicuramente può prendersene cura nei suoi molteplici aspetti, per migliorare la qualità della vita del paziente che può anche raggiungere la guarigione.

  • Quindi la differenza tra “guarigione e cura” è molto sottile…

Sì e mi faccia aggiungere anche le parole “diagnosi e prevenzione”, quattro parole moderne che appartengono anche alla cultura medica occidentale, che però appartengono a tutta la cultura medica. “Diritto” invece è un concetto giuridico. Il paziente ha diritto a conoscere le norme della prevenzione, ha diritto ad avere una diagnosi corretta, ha diritto ad avere la cura.
La guarigione vuol dire “scomparsa della malattia”, questa a volte è raggiungibile e a volte no, non dipende solo dal medico e soprattutto difficilmente è convertibile in un diritto.

  • Ho una curiosità da tantissimo tempo, mi parlerebbe della diagnosi attraverso l’analisi dei polsi, che è una tecnica che non appartiene alla nostra medicina?

“Nadi Vigyan” è una tecnica difficile da spiegare in poche parole ma ci provo. E’ innanzitutto una tecnica e non un “potere” o una pratica per santoni, a me l’hanno insegnata illustri medici in India all’università, non è insegnata a tutti (vieni chiamato ad imparare) e non si impara sui libri è da sperimentare ed è basata sulla sensibilità del medico.
Attraverso questa diagnosi si possono stabilire i livelli di equilibrio/squilibrio all’interno della costituzione psicofisica del soggetto, costituzioni che conosceranno già in molti: “vata, pitta e kapa”. Sulla base di questa raffinata diagnostica, si stabilisce e si programma l’iter curativo che ha molteplici aspetti, così come molteplici aspetti ha la diagnostica stessa: il Nadi Vigyan è “una” delle tecniche diagnostiche.
E’ sicuramente un modo poco conosciuto e appare incredibile per gli occidentali, ma una volta capita e studiata, si comprende che costituisce una tecnica diagnostica a tutti gli effetti che funziona molto bene.

  • Le altre tecniche più utilizzate e più conosciute quali sono?

Sono comprese tutte le tecniche della semeiotica occidentale, quali l’ispezione, la palpazione, guardare gli occhi, la lingua, i denti, i capelli, il colore e la qualità della pelle, il modo di camminare, il modo di dormire, il modo di digerire, il modo di evacuare, il modo di respirare, il modo di parlare, il modo di sognare … tutte le informazioni che ci danno la sintesi dello stato del paziente, di normalità o anormalità della persona e poi partendo da quello, raggiungere l’obiettivo di farlo stare meglio.

  • Quindi il paziente si sente considerato nel suo insieme, nella sua totalità…

Sì certo, come dovrebbe essere anche nella medicina occidentale, ma non è più … perché è andata sempre più verso una iper-specializzazione e cosa accade? Che gli specialisti in occidente sanno magari, tutto di poco, gli internisti sanno poco di tutto, ma tutti i medici dovrebbero saper affrontare la malattia non solo come l’espressione di “un buco in un organo” ma come espressione di un complesso di molteplici fattori molto più sottile.

  • Come si induce quindi, il processo di guarigione? Quali sono gli ingredienti principali, per così dire, della medicina ayurvedica?

Gli approcci sono molteplici: passano attraverso una cura molto attenta dell’alimentazione, della digestione e della liberazione dalle tossine perché “siamo ciò che mangiamo”, mangiamo di media tre volte al giorno, se digeriamo male, le tossine causano un processo di vero e proprio auto-avvelenamento, una intossicazione che crea le basi per una malattia. L’alimentazione ha una grandissima importanza e deve essere personalizzata secondo le diverse costituzioni (vata-pitta-kapa).
Gli approcci poi prevedono i trattamenti fisici, dai massaggi, al famoso “shirodara” con la colata d’olio sulla fronte e sulla testa, che ormai è conosciuto e visto anche in tv, ma sottolineo che esistono ben 40 trattamenti di tipo diverso a seconda della necessità. Esiste poi la fitoterapia, rimedio naturale, importantissima che deriva da una grandissima e antichissima profonda conoscenza, migliaia di erbe vengono impiegate e combinate tra di loro…
Esistono norme comportamentali e ambientali.
In pratica

la mente, il corpo, il comportamento e l’ambiente, sono le quattro gambe del tavolo della salute

secondo l’Ayurveda, per ognuno di essi c’è una prescrizione adatta.

  • Spesso si tende a confondere il massaggio ayurvedico con un normale massaggio rilassante, perché spesso è venduto così, al pubblico non informato. Che valenza ha un massaggio ayurvedico “fine a se stesso”? che funzione ha all’interno della terapia ayurvedica?

Un insegnante in India mi ha detto: “la conoscenza è come una goccia d’acqua, sino a che rimane integra rimane una goccia d’acqua, se cade su una pietra appuntita si separa in mille goccioline e perde la sua identità”. La stessa cosa è accaduta all’Ayurveda per molti anni, per motivi storici, sociologici, economici… prima di tutto è stato importato dall’India il massaggio, ma questo termine è riduttivo, perché è un trattamento medico a tutti gli effetti che andrebbe prescritto perché come ogni medicina può avere indicazioni e controindicazioni. Spesso i massaggi che si vedono in giro, quasi sempre, non hanno nulla a che vedere con l’Ayurveda e niente a che vedere con la conoscenza della medicina ayurvedica. Basti dire che in Italia, il centro che presiedo è l’unico in Italia dove esiste un medico che ti fa visitare, ti fa fare due cartelle cliniche, un colloquio, la diagnosi del polso e fa prescrizione anche di farmaci e trattamenti. Quando vediamo scritto quasi ovunque in Italia “Ayurveda”, il più delle volte io resto perplesso perché sono spesso trattamenti di tipo estetico eseguiti approssimativamente e soprattutto senza gli olii necessari, quelli che si usano nel massaggio ayurvedico vero.
Sono olii, quelli veri, che arrivano dall’India, sono erbalizzati, medicati che vengono prodotti specificamente come fosse una medicina, l’olio non è solo un lubrificante ma un veicolo per le piante che sono processate all’interno dell’olio. Molti olii che si vedono in tante spa o nei centri estetici sono puramente oli profumati ma non medicati, che vengono fabbricati in Liguria o in Francia… non sono ayurvedici.
I trattamenti ayurvedici sono una cosa molto seria e ci sono indicazioni o controindicazioni, non siamo al supermercato dove si sceglie il tipo di massaggio, antistress, al fieno, al cioccolato… sono trattamenti medici.

  • Quindi è bene ricordare che le terapie Ayurvediche vanno effettuate sotto controllo medico?

Non  posso che essere d’accordo, se vogliamo curarci con l’Ayurveda, se vogliamo farci fare un massaggio con l’olio, basta non chiamarlo Ayurveda.

Perfino nei centri come questo che presiedo, dove esiste il medico e ci sono cinque operatori super qualificati e che hanno studiato in India, e hanno studiato 5 anni facendo ore su ore di lavoro con tanto di esami, perfino qui, i trattamenti dei primi tre giorni sono paracosmetici e poi si converte in trattamento terapeutico nei giorni successivi durante una settimana di soggiorno e trattamenti. Esiste una logica molto seria dietro tutto questo.

  • Dott. Silvano esistono scuole in Italia per chi volesse approcciarsi come professionista alla “medicina ayurvedica”?

Scuole ce ne sono tante e ci sono anche sedicenti scuole di Ayurveda dove una sola persona si occupa di tutto. Non voglio fare pubblicità alla struttura per cui insegno, ma di essa posso parlare con tranquillità e lì indirizzo coloro che vogliono fare un percorso serio. La scuola è la Ayurvedic Point di Milano, dove ci sono medici che sono insegnanti, esistono insegnanti per operatori di altissima qualificazione e riconoscimento internazionale, quindi hanno riconoscimenti dall’India come tutti gli insegnanti di questa struttura. Lì si possono fare sia la scuola che i trattamenti, e tutti gli anni portiamo una quarantina di allievi a studiare in India con alcuni medici, tra cui ci sono anch’io.

  • Bene, Dottor Pomari, siamo giunti al termine e io la ringrazio per averci aiutato ad informare i nostri ascoltatori e anche noi speaker a comprendere qualcosa in più sull’argomento MEDICINA AYURVEDICA. E’ stato veramente un piacere parlare con lei e spero di poterla avere nuovamente gradito ospite su RadioBase. A presto e grazie ancora!”

Alla prossima, con un nuovo argomento: il REIKI

By SaraMaite


 

link sulla Medicina Ayurvedica, scuole e fonti di informazioni e immagini:

Chi è e dove lavora il Dott. Pomari:

http://www.silvanopomari.it/curriculum.html

www.studiobarana.com

http://www.hotelcaesiusterme.com/it/programmi-ayurvedici/

http://www.ayurvedicpoint.it/

Esempio di cura con l’ayurveda: i disturbi del sonno http://www.ayurvedicpoint.it/Ayurvedic%20Point%20Articoli.php?id=60

Fonte immagini: il web. Le immagini appartengono ai legittimi proprietari.

Campane tibetane e suonoterapia – intervista a Ilaria Odinelli

TAKEAWAY: star bene con le vibrazioni sonore, in equilibrio con la dolcezza del suono, campane tibetane, suonoterapia, gong, diapason, leghe metalliche e pianeti, vibrazioni armoniche.


Benvenuti!
Vi propongo il contenuto dell’intervista a Ilaria Odinelli, realizzata per conto di RadioBase Mantova per la rubrica Naturalmente InForma.

per Web campane4

Oggi ho il piacere di avere con me Ilaria Odinelli, Insegnante Hatha Yoga certificata, Operatore di suonoterapia con campane tibetane, gong e diapason, opera nei suoi centri di Volta Mantovana (MN) e di Carpi (MO).

Ilaria oggi ci introdurrà in questo affascinante metodo che ha iniziato a diffondersi sempre più nel mondo del benessere naturale.

Ciao Ilaria benvenuta,

  • allora… raccontaci un po’: che tipo di campane sono?

“Le campane tibetane sono ciotole semisferiche che, percosse da un battente, emettono suoni ricchi di sfumature detti “suoni armonici”.

  • quindi immaginiamo contenitori aperti verso l’alto, giusto?

“Sì proprio come una ciotola, come una tazza”.

  • Ilaria, cos’hanno a che vedere le campane tibetane con quelle che conosciamo noi e perché si usano per il benessere?

“Quelle che conosciamo noi occidentali principalmente emettono suoni che servono da richiamo, mentre quelle tibetane vengono appoggiate sul corpo e creano una vibrazione benefica che scioglie le tensioni fisiche ed emotive, è proprio la loro vibrazione che cura e fa star bene, che libera i nostri canali energetici eliminando tensioni, nervosismo, ansia e tonificando la nostra carica psicofisica, riportandoci in equilibrio”.

  • di cosa possono essere fatte le campane e perché portano il nome di tibetane?

“Le campane fanno parte dell’antica cultura tibetana, venivano all’inizio forgiate a mano sono fatte di una legadi sette metalli: oro, argento, ferro, mercurio, stagno, rame, piombo. Poi le fanno o di 5 metalli togliendo piombo e mercurio oppure si dice che ne possano fare anche di 12 metalli.
Esistono anche altro tipo di campane terapeutiche non tibetane che sono fatte di cristallo”.

  • mi ricorda tanto l’alchimia occidentale… mi piace molto questo “toccarsi di mondi lontani”… senti e… il gong ha la stessa origine e la stessa funzione?

“Il gong nasce in Cina e come funzione è la stessa. Gong e campane sono come portali si aprono a dimensioni a mondi paralleli ai nostri, la vibrazione è quella curativa in ogni caso”.

  • a proposito delle leghe e del materiale di cui sono composte, puoi dirci qualcosa di più? ci sono legami particolari? c’è un motivo per la scelta del materiale?

“Per i monaci tibetani esiste un forte legame tra l’uomo e i pianeti del Sistema Solare per questo hanno scelto questi metalli.
Ogni metallo è legato ad un pianeta, ad esempio l’oro al Sole, argento alla Luna, rame a Venere, ecc… le campane producono quindi suoni in armonia con le vibrazioni delle sfere celesti e si propagano a cerchi concentrici, sciogliendo blocchi fisici ed emotivi e andando a riportare ordine e armonia su tutti i nostri livelli: fisico ed emozionale.
L’uomo è legato alle vibrazioni dell’universo e delle sfere celesti”.

  • come mai possiamo parlare di massaggio sonoro? in realtà non tocchi le persone con le mani… come funziona?

“In effetti non tocco le persone ma appoggio le campane sulla persona all’altezza dei plessi nervosi o chakra.
Una volta percosse le campane producono una forte vibrazione così intensa che si sente sul corpo fisico quasi fosse un massaggio manuale”.

  • si dice che le campane e gong abbiano effetti positivi sul benessere dell’individuo che riceve il massaggio: come può essere? qual è la spiegazione? come agisce questa vibrazione?

“Il nostro corpo è fatto di acqua e di vibrazione, ed è scientificamente riconosciuto.
L’acqua è il veicolo che conduce la vita nel corpo e le campane, grazie alla loro vibrazione agiscono in modo benefico ridando vigore all’acqua …”

“Per quanto riguarda la vibrazione, le campane hanno una frequenza armonica che è in sintonia con il nostro corpo e con gli organi quando sono in salute”.

  • quindi posso dedurre che gli organi ammalati abbiano una frequenza diversa?

“Sì quando gli organi sono in salute vibrano ad una frequenza armonica, mentre quando sono “malati”, hanno una frequenza “stonata”. Ogni campana ha una particolare vibrazione che va a risintonizzare ogni organo sulla sua frequenza originaria riportandolo in equilibrio”.

  •  il massaggio sonoro è per tutti? grandi e bambini? ci sono controindicazioni?

“Assolutamente nessuna controindicazione.
Dice Osho che con la vibrazione del mantra OM, che è riprodotto dalla campana, è come se ci facessimo una doccia dall’interno. Le campane hanno lo stesso effetto quando le appoggiamo sul corpo. Una doccia dall’interno e dall’esterno”.

“Tutti possiamo avere blocchi fisici o emotivi e le campane vanno a scioglierli che siamo adulti o bambini, meritiamo di sciogliere lo stress … le campane emettono suoni di pace. Io le faccio anche ai miei gatti. Un lavaggio emotivo ed emozionale, un rinnovamento”.

  •  qual è la differenza tra una seduta di gruppo e una individuale?

“E’ in pratica, come decidere da quale porta vogliamo entrare in casa: se dall’ingresso principale o dalla porta laterale”.

“Il massaggio sonoro individuale è diretto ed entra dalla porta principale perché le campane vengono appoggiate sul corpo fisico che è la parte di noi che conosciamo meglio, vengono messe in corrispondenza dei plessi nervosi (detti anke chakra) e per risonanza simpatica riaccordiamo gli organi alla frequenza delle campane”.

“Mentre nei gruppi si è immersi nelle onde benefiche di vari strumenti come campane, gong e diapason. Questi suoni passano prima dalla mente attraverso l’udito, lavorando sulle onde cerebrali e poi arrivano al corpo”.

“… perciò, non importa quale ingresso scegliamo, l’importante è tornare a casa!”

  •  raccontaci qualche episodio che ricordi dopo le sedute di gruppo….

“La cosa più bella è osservare in tutti i gruppi e in ogni persona che fa il massaggio individuale, come cambia la luce negli occhi dei partecipanti al termine delle sedute, sono più luminosi, brillano di quella luce che esprime un animo sereno”.

“Posso raccontare inoltre di quel signore che si trovava a lavorare in un ambiente che sentiva ostile, non riusciva ad aver un buon rapporto con i colleghi. Ma già dalla prima seduta ha cambiato il suo modo di rapportarsi con i colleghi, il modo di vivere e di vedere la vita, ora al lavoro è più sereno e sente di non agire più dall’esterno per reazione nei confronti delle situazioni ma di muoversi con lucidità da “un punto fermo dentro di sè”.

“Oppure una cosa molto leggera: una mia cara amica che accumula tendenzialmente le tensioni sul collo e “casualmente” accade nei weekend e mi chiama perché dice che solo le campane riescono a sciogliere le sue tensioni!”

 Le campane ci riportano a casa, dentro di noi e … quando siamo in equilibrio, stiamo bene!

Grazie Ilaria per essere stata con noi oggi e per averci fatto conoscere meglio questa meravigliosa pratica delle campane tibetane, a presto!


Ricordandovi ancora una volta che la suonoterapia e le campane tibetane non costituiscono una pratica medica, vi invito a provare una seduta di campane tibetane, ne rimarrete entusiasti!

Grazie per la lettura e l’ascolto!

Alla prossima!

SaraMaite


Dove trovate Ilaria Odinelli?

http://www.dimensioneyoga.it/Dimensione_Yoga/Chi_siamo.html


Alcuni LINK UTILI

Un esempio di sessione di campane tibetane https://www.youtube.com/watch?v=VjJrvQCsc7o

http://studiobarana.com/suonoterapia/

http://www.accademiamedicinavibrazionale.com/suonoterapia.html

http://www.lamentemente.com/2009/06/25/suonoterapia-mente-coscienza-vibrazione-benessere-respirazione

Cos’è la kinesiologia? – Intervista a Orazio Barana

TAKEAWAY: intervista webradio Naturalmente InForma, cos’è la kinesiologia, touch for health, connessione muscoli organi meridiani energetici, Orazio Barana

Ascolta l’intervista su Naturalmente InForma, la rubrica di RadioBase Mantova, sul benessere naturale

 

Physiology Living Systems

 

Cos’è la kinesiologia?

Scopriamolo insieme in breve.

Il nome kinesiologia deriva dal greco e significa kinesis = movimento più logos = scienza ; da qui il significato di “studio del movimento”. Si tratta di una disciplina che consente, mediante semplici test muscolari, di ottenere informazioni sullo stato di equilibrio dell’individuo a livello fisico/strutturale, mentale/emotivo e biochimico/nutrizionale. Il Professionista, esercitando manualmente una specifica pressione sugli arti del cliente valuta la prontezza e la qualità di risposta dei muscoli rispetto agli stimoli esercitati.
La risposta dei muscoli varia quando il corpo non è ben organizzato per affrontare in maniera adeguata i vari tipi di stress a cui viene sottoposto il sistema corpo/mente.

In definitiva la Kinesiologia Specializzata è una disciplina olistica che considera la persona nella sua globalità. Essa consente di rendere consapevole la persona di cosa è meglio per se, per la sua energia e vitalità, in modo da poter esprimere pienamente le proprie risorse e potenzialità tese al raggiungimento/mantenimento del proprio stato di benessere ottimale.
Il benessere ottimale è l’espressione dell’equilibrio di tutti gli aspetti sopra menzionati poiché la persona non è strutturata a compartimenti stagni e qualunque evento ne destabilizzi anche solo uno, ad esempio l’aspetto fisico/strutturale, creerà disarmonia anche a tutti gli altri livelli: mentale, emotivo, biochimico, nutrizionale, energetico, sistemi di credenza, stile di vita, etc.

La Kinesiologia Specializzata ha introdotto l’interessante principio di corrispondenza tra muscoli, organi e meridiani della Medicina Tradizionale Cinese. Secondo la M.T.C. se l’energia del meridiano e la funzione dell’organo associato, sono in equilibrio risulterà normale anche il tono di base dei muscoli ad essi correlato, mentre un loro squilibrio provocherà una diversità del tono muscolare edella velocità di risposta del muscolo. Valutando la risposta dei muscoli al test kinesiologico, risulta possibile effettuare una verifica generale sull’equilibrio tra gli aspetti mentale/emotivo, biochimico/nutrizionale, fisico/strutturale ed energetico della persona. In tal modo si è in grado di evidenziare squilibri anche molto lievi al loro primo manifestarsi, intervenendo con immediatezza e in forma preventiva su aspetti che porterebbero a manifestazioni di più complessi squilibri.

L’attività svolta dalla Kinesiologia Specializzata è rivolta al riequilibrio dell’intero sistema corpo/mente. Le aree coinvolte dal riequilibrio comprendono: l’apprendimento e la comprensione, il movimento, la coordinazione motoria, l’area percettivo/sensoriale, l’area organica e l’area animico/spirituale.

In kinesiologia Specializzata la risposta al test muscolare è veicolata dai propriocettori muscolari; ciò avviene indipendentemente dall’area interessata al test. Il Professionista in Kinesiologia valutando le risposte dei test muscolari ottiene inoltre, preziose indicazioni sulle modalità e sulle tipologie dei riequilibri da svolgere, per riportare in condizione ottimale l’omeostasi dell’intero sistema corpo/mente.

La Kinesiologia favorisce un equilibrio a tutti i livelli:
biochimico-nutrizionale, fisico-strutturale, mentale-emotivo, spirituale.
Facilita la diminuzione dello stress consentendo di liberare la propria energia vitale.
Aiuta a scoprire le proprie potenzialità e a realizzare i propri obiettivi.

 

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Un caro saluto a tutti!!!

by SaraMaite

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Testo ed immagini liberamente tratti da:

http://apkinesiologia.com/cose/

http://studiobarana.com/kinesiologia/

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Leggi di più sulle a proposito dell’intervistato e sulla kinesiologia e su alcune delle scuole più conosciute, alle pagine che seguono:

http://studiobarana.com/collaboratori/orazio-barana/

http://iksen.it/html/sedi/framesedi.htm

http://www.apkinesiologia.com

http://www.kinesiologiatradizionale.it/

Riflessologia plantare e prestazioni fisiche – Intervista a Sara

TAKEAWAY: riflessologia plantare, benessere in punta di piedi, il nostro corpo sul piede, la nostra psiche sulla pianta del piede, il piede e la nostra personalità, energia del corpo e digitopressione, intervista RadioBase

Ascolta qui l’intervista su RadioBase Mantova per la rubrica Naturalmente InForma


I piedi… questi sconosciuti!

(i piedi di mamma Sara e bimba Elisa :* Corsica, Nonza, 2004)

  • Vi siete mai massaggiati i piedi al di là del normale momento – sempre troppo poco – che dedicate alla pedicure periodica? Avete mai provato ad ascoltare quali sensazioni vi dà il tocco più o meno deciso di una mano sul vostro piede?
  • Vi siete mai chiesti perché un piede “parla” più di un altro? E perché mai le stesse scarpe che fino a ieri vi facevano camminare tanto bene, oggi vi procurano fastidiosi dolori? Sono cambiate le scarpe o sono i vostri piedi a protestare per qualcosa?
  • Avete mai pensato che senza piedi sareste completamente fermi?

Amati, detestati, oggetto di feticismo, ignorati e nascosti per vergogna, esaltati da splendide unghie e scarpe provocanti per vanità, tatuati, adornati da anelli e cavigliere, decorati con l’hennè… i piedi sono speciali ed al contempo quasi imbarazzanti.

La Riflessologia Plantare è una disciplina bioenergetica naturale plurimillenaria, riscoperta e sperimentata nel XX secolo negli Stati Uniti e di seguito, nel resto del mondo, da molteplici operatori – riconosciuti in modi diversi nelle diverse nazioni – che attraverso la pratica ne hanno comprovato la validità ed efficacia permettendole di diffondersi sempre di più anche in Occidente nonostante gli ostacoli normativi e burocratici*.

Praticata fin dai tempi più antichi e conosciuta dalle diverse popolazioni che hanno abitato il nostro pianeta nel divenire dei millenni – egiziani, indiani d’America, popolazioni delle Ande, cinesi, indiani, … – nella prima metà del Novecento, questa pratica fu presa in considerazione e formalizzata come vera e propria tecnica dal medico statunitense dott. William H. Fitzgerald e dalla massaggiatrice Eunice D. Ingham.

Il metodo da essi sviluppato è quello attualmente più diffuso con le inevitabili varianti dovute ai differenti influssi dettati dalle scuole di provenienza.

Per la riflessologia plantare l’essere umano è connesso dalla testa ai piedi. Ma ce ne siamo mai accorti?

Dalla notte dei tempi, la filosofia che sta alla base di questo massaggio è l'”Unità del corpo umano”: intesa come collegamento tra tutte le parti del corpo e collegamento corpo/mente. Il nostro corpo può essere visto come un sistema di circuiti interconnessi e interdipendenti.

L’uomo moderno purtroppo considera i piedi come una mera estremità, dimenticandosi della loro importanza nella vita di ogni giorno. Anche nell’economia della pura meccanica del movimento. I piedi sono dati per scontati… diciamocelo! I nostri piedi sono uno specchio: riflettono tutte le zone del corpo, secondo corrispondenze reali e specifiche, grazie alle quali si può intervenire per azione riflessa.

Osservando i piedi, possiamo risalire allo stato energetico della persona nella sua interezza e nel particolare, nonché alleviare numerosi disturbi, attraverso il loro trattamento manuale periodico. Il piede è tra le aree del corpo una delle più ricche e concentrate di zone definite “riflesse” e connesse direttamente con il nostro cervello.

Questa affermazione è riscontrabile prendendo visione della mappa del cervello umano e del suo collegamento con le varie parti del nostro corpo. Agendo manualmente su di una piccola parte anatomica, un punto od un’area di pochi centimetri, la Riflessologia Plantare si prende cura dell’energia dell’intero organismo in modo estremamente preciso.

In Riflessologia Plantare così come nelle Discipline BioNaturali in genere, la persona è considerata un sistema nel suo insieme “Corpo – Mente – Io” esistendo anche scuole di Riflessologia che forniscono una lettura del corpo in chiave psicosomatica mutuando le interpretazioni da altre discipline naturali.

La Riflessologia da sola e/o in abbinamento a massaggi specifici – possibilmente effettuati da operatori qualificati – consente nel tempo di ottenere ottimi risultati in termini di riequilibrio energetico psicofisico del sistema corporeo, grazie all’azione espletata dai trattamenti costanti di stimolazione, sedazione, attivazione, drenaggio e pulizia delle aree che risultano più “segnalate” dalla mappa del piede. Sono vere e proprie operazioni mirate alla prevenzione ed al mantenimento del benessere energetico del soggetto.

Per l’atleta, per la persona che vuol tornare in forma fisica, per chi è in convalescenza, per prevenzione, per coloro che assumono forti dosi di alimenti a base proteica per potenziare la massa magra, la riflessologia plantare può dare un supporto specifico e costante che non richiede eccessivi investimenti in termini di tempo e denaro.

Il servizio reso dalla tecnica riflessologica in questo caso può essere a favore di un migliore funzionamento del drenaggio linfatico responsabile del ben conosciuto “edema”. O di un aiuto energetico al sistema “rene/apparato urinario” che spesso si trova affaticato dagli eccessi di acido urico provocati dall’alimentazione base del culturista e può contribuire a procurare disturbi quali l’infiltrazione e l’acidosi tissutale. Si possono stimolare l’intestino tenue per una migliore assimilazione dei nutrienti, e l’intestino crasso per una più regolare eliminazione delle scorie metaboliche. Si può lavorare sul fegato per un miglior metabolismo proteico e dei grassi… o sul pancreas per una migliore gestione dell’insulina e degli enzimi pancreatici – strumento essenziale per il processo di digestione ed assimilazione degli amidi. Per non parlare dell’intero sistema ghiandolare – ipofisi, tiroide, surreni … – e dell’azione calmante sull’asse dello stress.

Le tecniche corporee antiche hanno questo sconfinato vantaggio: sono dentro di noi dalla notte dei tempi, nascono dall’ascolto di ciò che da sempre ci è stato donato per vivere…noi stessi! Basterebbe soltanto ricordarsi di avere un corpo e di quanto è meraviglioso occuparsi di lui perché lui abbia cura di noi, visto che è la nostra culla e la nostra casa! Con la sola stimolazione manuale dell’energia del nostro corpo attraverso il piede, possiamo imparare a rilassarci e a conoscerci meglio.

Anche in coppia. Con il semplice aiuto di un operatore qualificato che ha la funzione di tramite, di attivatore, ci si aprirà un mondo nuovo…e nulla vieta di imparare a praticare l’automassaggio ed alcuni movimenti di base, o di farsi aiutare dal partner in un’abitudine che trasformata in quotidiana, nel tempo darà ottimi frutti in ambito energetico ed in termini di prevenzione dei disturbi.

(Articolo di Sara Girardi pubblicato su Cultura Fisica n.4/2008)


Link di riferimento:

http://www.riflessologiaplantare.org/chisiamo.html

http://www.naturopatia.it/

http://www.firp.it/index.php/Chi-siamo/

http://www.riflessologiazu.it/zucenter.html

https://naturenatura.files.wordpress.com/2014/11/81b36-chart.jpg

http://www.dietaenutrizione.it/immagini/riflessologia_mappa_piede_g.jpg

http://www.riflessologiazu.it/album/chartReflex/riflessologia%20plantare%20corsi%20mappa%20punti%2036.jpg


  • Si ricorda ai lettori che la riflessologia non è un metodo di cura.
  • Si ringrazia “Cultura fisica” e www.vaniavilla.it
  • Si ricorda ai lettori che dallo scorso luglio 2007 la Regione Lombardia, dando voce all’art.1 secondo comma della Legge dello Stato n. 43 del 01/02/2006 “disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione”, ha riconosciuto l’interesse sanitario della figura dell’operatore in riflessologia plantare. Nel 2012 la Regione Lombardia ha istituito il registro per le Discipline Bionaturali e la Riflessologia rientra tra queste.

 

Recensioni: “Hammam – dialoghi sulla rigenerazione”

Discorsi tra un cliente e un massaggiatore:

“quando mondare il corpo, il cuore e la mente è una cosa sola”.

 

hammam

“Bisogna sapere da dove si viene. Sono importanti le origini, non risolvono tutti i problemi, ma sono fondamentali.

Ci insegnano a non fidarci delle persone di cui non conosciamo le origini.

Non si tratta di instillare la diffidenza, ma quando conosciamo le nostre radici ci sentiamo meglio e siamo più disponibili a vivere con gli altri. E nota che vivere con gli altri non è semplice, è una cosa che si impara. Purtroppo è una di quelle lezioni che a scuola e all’università dimenticano di insegnare

Ah, le tue origini! I tuoi antenati devono essere dei discendenti dei Piccoli Re di Spagna. Dopo l’Inquisizione e la cacciata dall’Andalusia, alcuni arabi si sono esiliati a Fès, altri hanno cercato rifugio a Albukharra, nella catena montuosa sopra Granda. Per farli andare via, la Chiesa ha impiantato l’allevamento dei maiali e interrotto quello delle pecore e dei bovini. I musulmani, che si erano raccolti in un piccolo villaggio chiamato Bobione, non sopportarono quella dominazione porcina e se ne andarono altrove. E ora, cosa posso fare per te?”

Gli spiego il mio problema. Mi guarda e dice:

“Sei il classico ingenuo che ha frequentato individui che non hanno origini – la dine wa la mella – che significa senza religione e senza razza, cioè, per farla breve, dei mascalzoni.

Il nostro profeta ha messo sullo stesso piano la diffidenza e la fiducia. Sta a noi capire e decidere. Ti sei reso conto di aver aperto il tuo cuore a gente che, oltre a non meritare  un simile regalo, viene dalle fogne? Non ho nulla contro i miscugli, ma dobbiamo sapere chi frequentiamo e a chi diamo fiducia.

Oggi Fès non è più Fès, tutto si è mescolato e viviamo in un grande caos. Per questo è giunto il momento di tornare alle origini, al pensiero e alla saggezza degli antichi.
I mascalzoni hanno indossato i panni dei gentiluomini, questo te lo concedo. Difficile distinguere gli uni dagli altri.

Lo so, i tempi sono favorevoli a questa gente. Ti propongo un esorcismo, non si tratta di stregoneria o di magia.
Siamo musulmani, non ciarlatani.

Io ti do questa piastra d’acciaio e questo ago. Tu ti ritiri nella stanza accanto e incidi i nomi e i cognomi di quelli che ti hanno tradito o danneggiato. Poi mi riporti la piastra e io, dopo averla bruciata, ti dirò cosa rivela. La piastra è piccola, spero che tu non abbia molti nemici, altrimenti dovrò utilizzare la marmitta grande!”

 

tratto da: “L’Hammam”, di Tahar Ben Jelloun, Einaudi, Torino, 2002


SaraMaite