Category Archives: Rimedi Naturali

Ode alla pioggia – Autunno, stagione (meta)fisica di Polmone e Grosso Intestino

ANTEPRIMA: autunno, polmoni, grosso intestino, aria, metallo, movimento metallo, tristezza, pianto, pulizia, purificazione


  1. Ode alla pioggia
  2. E’ importante la pioggia, anche dentro di noi.
    E’ molto più di una metafora.

  1. L’autunno è la stagione del polmone e del grosso intestino.
    Il loro elemento è l’aria.
    Una stagione di pulizia e riordino.
  2. Per mantenersi puliti, organo e viscere, necessitano di acqua, poiché l’acqua è veicolo di purificazione, di ossigenazione e di nutrimento energetico cellulare, di rigenerazione di memorie emotive e fisiologiche.
  3. L’emozione di questo momento è la tristezza, utile e non negativa, come ogni emozione primaria, utile perché asseconda il processo di pulizia interiore.
  4. Utile perché ci dona il gioco dei movimenti della vita insieme alle altre.
  5. Quando assecondi il pianto e accogli il tuo lamento di dolore, consenti al tuo corpo di ripulirsi attraverso le lacrime e la peristalsi.
    L’acqua è fondamentale in questo processo, è il veicolo che consente il lavaggio e l’irrigazione.
  6. Quando reprimi questo processo trattenendo la scarica, le secrezioni si bloccano e si sporca il corpo, che spurgherà al posto tuo. E meno male!
  7. La Creazione usa la pioggia per fare altrettanto:
    per pulire l’aria e per pulire la terra, per restituire ciò che ha accumulato durante le stagioni del piccolo e del grande yang: primavera ed estate.
    Dissipare il calore, nutrire il secco in eccesso, pulire gli umori… calmare.
    Per prepararci al riposo. (Riposo? ma quando mai)
  8. Tutto è strutturato in modo perfetto in natura.
    (e noi umani, se invece di contrastarla ci ricordassimo umilmente di farne parte come tutti gli altri esseri, risuoneremmo in armonia con essa e con le sue stagioni ed emozioni, vivendo una vita emotivamente e fisicamente più sana).
  9. Amen.

SaraMaite

Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari


 

La solitudine mi è cara …

gif animata da web

gif animata da web

La solitudine, per semplificare, a mio avviso deriva da due strade e porta a due orizzonti, uno meraviglioso e irreversibile che è l’amore per se stessi e di conseguenza a scegliere di vivere a pieno la vita che comunque abbiamo scelto fin dall’inizio dei tempi, prima di nascere.
Tutto sta nel volerlo ricordare.
L’altro è il dolore ma è reversibile verso l’altra direzione: sta solo a noi scegliere se mantenere la solitudine della vittima che si ripara e si lecca le ferite per tutta la vita o per il giusto tempo, per poi tornare nel mondo a prendere ciò che ci spetta, che non è ciò che vogliamo, sia chiaro che è diverso.
La solitudine per alcuni è ristoro e amore, ricostruzione e riposo, amore verso se stessi e gioia di tornare tra gli altri, da sempre la si vive così, ma si è in pochi ad avere già dentro questa qualità dell’essenza.
Per i più la solitudine è un passaggio obbligato, dettato dalle ferite interiori primarie, poi tutto ciò che accade dopo, è niente altro che ologramma di ciò che già è accaduto e non è mai stato sanato.
Quando la solitudine dolorosa ha finito il suo sporco ma utilissimo lavoro di farci capire che nasciamo e moriamo soli, nonostante possa esserci stato l’amore di qualcuno con noi, arriva la felicità di saper cogliere ciò che abbiamo a portata di mano così com’è e cogliere qualsiasi cosa accada come una vera opportunità. Ma ci vuol tempo. E il tempo ci viene donato dal silenzio e dal fare, passo dopo passo, silenziose mosse dettate dal sentire, non dall’istinto, non dalla razionalità, unicamente da ciò che emerge dal campo magnetico del cuore.

 

Alcuni Fiori di Bach che potrebbero essere adatti: Water Violet (quando è una scelta consapevole che porta all’isolamento eccessivo ma senza vittimismo), Willow (quando ci si isola entrando nella sindrome da piccola fiammiferaia), Mimolus (quando per paura che ci accadano cose che non vogliamo più affrontare, ci allontaniamo dal mondo), Clematis (quando non c’è interesse per la vita in questa dimensione, quando l’assenza di radicamento ci porta fuori dalla vita di tutti  i giorni e ci fa perdere di vista la concretezza) …

Abbracci…

SaraMaite

gif animata da web di proprietà dei legittimi autori

Mi preoccupo per il tuo bene …

vine

 

La preoccupazione per i nostri cari o per i nostri amici (o più in generale per chi ci circonda, anche cause collettive), e il desiderio di controllo, sono due aspetti dello stesso tema, sono il lato oscuro dell’Amore.
Chiedi il permesso prima di entrare…
Ti fidi degli altri? Lasci che la vita scorra? Hai mai osservato che tutto accade perchè ci sia un’evoluzione?
Dio non lascia nulla al caso.
Quando osservi questa forza dominatrice dentro di te e la lasci andare, il cuore si apre e si respira finalmente insieme.
Principio femminile e maschile che si liberano e diventano costruttivi.
#chicory #vine #fioridibach #bachflowers #costellazionifamiliari
(immagine da web)

Hai mal di schiena? trova qual è il tuo chakra in squilibrio…

 

 

Parlare di artroreumatologia in psicosomatica richiede una brevissima premessa teorica sull’apparato locomotore e sulla sua strutturazione. All’apparato locomotore – cioè l’insieme di ossa, articolazioni e muscoli scheletrici che svolgono prima di tutto la funzione di movimento – è deputata anche la fondamentale funzione di dare forma e consistenza alle diverse regioni del corpo e proteggere organi interni di vitale importanza. Ossa e muscoli sono così a tutti gli effetti componenti fondamentali dell’organismo né più né meno di tutti gli altri organi e visceri. Le articolazioni sono dispositivi anatomici che rappresentano strutture di unione tra le ossa, attraverso muscoli, tendini e cartilagini. L’insieme di ossa e articolazioni definisce il sistema muscolo-scheletrico. La funzione locomotoria e di sostegno del corpo si realizza attraverso contrazioni ed espansioni muscolari, mediante le loro inserzioni tendinee sulle ossa e sono consentite proprio dalle articolazioni e dalla loro elasticità e stabilità.

La nostra capacità di muoverci e di mantenere una struttura fisica equilibrata(,) si attua pertanto attraverso vari sistemi di leve fisiche – e mentali – in cui il fulcro corrisponde alla zona articolare, la potenza alle inserzioni muscolari e la resistenza alla forza da vincere per realizzare l’azione locomotoria. Ossa e articolazioni rappresentano le parti passive e strutturali del movimento e del sostegno del corpo, mentre muscoli e tendini costituiscono la parte attiva, cartilagine e sinovia mantengono il tutto irrorato, nutrito e lubrificato facilitando l’azione articolare. Ricordo inoltre la fondamentale connessione tra il sistema nervoso e la contrazione muscolare, necessaria per comprendere il funzionamento del meccanismo motorio nella sua totalità.

Ciò premesso, portiamo l’attenzione su un concetto fondamentale appena esposto che invito il lettore a voler osservare al di là di un discorso puramente anatomico e meccanico: ossa, muscoli, tendini, cartilagine e sistema nervoso, nella loro organizzazione, rappresentano soprattutto la nostra struttura personale, la nostra stabilità interiore e la nostra capacità di muoverci dando seguito con l’azione alle decisioni prese.

Possiamo pensare di esprimere o reprimere una sola emozione che nasce dentro di noi, senza muovere muscoli e sistema nervoso?
Ci riflettiamo mai? O crediamo che “pensare” un’emozione ricacciandola dentro di noi, non comporti un movimento fisiologico interno?

piramide chakras e artroreumatologia

A cosa si connettono le unità neuromotorie se non alla nostra struttura ossea o ai nostri organi interni? Nel nostro perfetto sistema corporeo nulla è collocato per caso: il cuore muscolo si muove in noi attraverso una connessione elettrica, abbracciato dai polmoni che respirano ritmicamente, sostenuti da un diaframma e da una cassa toracica che li protegge; il nostro ventre è accolto e sorretto dalla struttura ischiatica e dalla colonna vertebrale che trovano struttura stabile solo grazie ai muscoli della schiena.
Ogni parte di noi è interconnessa: “mente/emozioni” e corpo. A partire da ciò che proviamo, i sistemi nervoso e ghiandolare mettono in moto tutta una serie di processi chimici e fisici che vedono coinvolto l’intero organismo. Da anni la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, in occidente, studia questo processo a livello scientifico con evidenze interessantissime.

Ora invece vi racconto qualche curiosità proveniente dalla medicina orientale, in particolare dall’ayurveda, che già da qualche millennio – come del resto l’energetica cinese – conosce l’inscindibile relazione corpo-mente e ci fornisce dettagli interessantissimi sulla meraviglia della macchina umana nella sua interezza. I popoli più antichi, con tradizione di medicina millenaria, lo stress lo conoscevano bene, e altrettanto bene sapevano quanta influenza avesse sul nostro stato di salute.

Secondo la medicina indiana, l’intero corpo umano è regolato da strutture energetiche fondamentali chiamate chakra, che corrispondono ai sette plessi nervosi e ghiandolari principali. Per ciascun centro energetico questa teoria plurimillenaria identifica un’area emotiva precisa e una struttura della personalità. Possiamo addirittura vedere le diverse aree psicocorporee interessate dai chakra come perfettamente intersecabili con le strutture individuate della teoria bioenergetica di A. Lowen, arrivando a connetterci alle più comuni ferite infantili come ce le insegna L. Bourbeau e alle varie connessioni psicosomatiche teorizzate da C. Rainville.

Ciascun chakra presiede alla formazione e alla regolazione di specifici organi, visceri e tessuti del nostro corpo in collegamento diretto con caratteristiche emotive ed evolutive personali ben precise. Ogni chakra viene nutrito e formato fin dall’epoca prenatale, in utero materno, e dalla prima infanzia attraverso la relazione con i genitori e con la realtà esterna con cui il bambino si confronta una volta nato. In generale vale una relazione di base:

  • Gambe/anche/piedi = movimento verso qualcuno o qualcosa, espressione dell’istinto, stabilità, avanzare nella vita
  • Braccia/spalle/mani = area del fare, rapporto con il lavoro e il sociale, espressione emotiva alta, espressione dei sentimenti
  • Articolazioni in generale = siamo a contatto con la nostra rigidità di azione, con il giudizio e con la benevolenza che mostriamo verso di noi, la lubrificazione sinoviale in questo caso ci aiuta a vedere quanto siamo amorevoli con noi stessi.

Venendo all’argomento trattato, in particolare, la struttura ossea di base per intero, insieme alla nostra area sacro-coccigea e i piedi, vengono mantenute ben funzionanti e stabili(,) da un primo chakra in salute: il rapporto con la nostra nascita e la vita di tutti i giorni nella sua difficoltà di base, come la sopravvivenza giornaliera a situazioni limite, come addirittura il procacciamento del cibo, l’assenza di lavoro, la difficoltà di soddisfare i bisogni primari, è l’area emotiva cui guardare.

La nostra fascia lombosacrale, anche e ginocchia trova connessione col secondo chakra, l’area del movimento istintivo e della libera manifestazione fisica delle emozioni fin dalla prima infanzia. Arriviamo ad oggi, al momento che stiamo vivendo, dove il piacere sempre più spesso lascia spazio al dovere e spegne il nostro fuoco interiore con la rinuncia.

Il sistema muscolo-tendineo crea problemi in generale con crampi e dolori, insieme all’area dorsale e diaframmatica, quando la nostra volontà manca di espressione, quando non ci autorizziamo ad esercitare il nostro potere personale e non riusciamo a manifestare la nostra indipendenza. Siamo nell’area del terzo chakra, cui appartengono stomaco, milza, pancreas e fegato. La zona del coraggio di essere noi stessi. E’ interessante osservare come il terzo chakra, al contrario di tutti gli altri, sia collocato nella parte più morbida e meno protetta di tutto il corpo: l’unica forza che tiene eretto il nostro corpo, con i nostri chakra allineati l’uno sopra l’altro, è un atto di volontà da parte nostra esercitato con costanza. Quando la nostra autostima è bassa, quando la volontà è spezzata, quando siamo stanchi e privi di vitalità, quest’area del corpo tende a collassare. Il petto si infossa e riduce la quantità d’aria disponibile, la testa si disallinea rispetto al resto del corpo, le ginocchia non sono più stabili.

Siamo stati abituati a mettere da parte la nostra vita, i nostri piaceri e la volontà per sottostare ai voleri esterni? E l’educazione ricevuta? Quanto ci ha castrato nello sviluppo dei primi tre chakra, quelli che presiedono alla formazione di base del corpo fisico?

Proseguendo incontriamo il quarto chakra: soffriamo di poca elasticità toracica e di dolori alle braccia o alle mani? Siamo tra cuore e polmoni, nell’elemento aria, l’area di espressione coerente di noi stessi, dove anziché espanderci con amore e con il cuore, respirando a pieni polmoni, reprimiamo spesso per paura di non essere accettati per la nostra capacità di amare e  di aprirci.
“Non piangere, sii forte…”, “Dai non essere appiccicoso, non abbracciarmi …”, “Sei proprio una stupida, ti commuovi sempre!”, “Mamma mi prendi in braccio? No, sei grande ormai!”.
Sottolineo come, in energetica tradizionale cinese, le braccia siano anche la sede dei meridiani di cuore e polmoni.
Questa è anche l’area articolare più interessata dai problemi del “fare”, quindi l’area del lavoro, che sia esercitato in casa o fuori casa, dove soffriamo per eccessi di rigidità nei confronti di noi stessi o indotti da giudizi degli altri.

Cosa raccontare a proposito di cervicale e spalle? Forse diciamo di sì quando vorremmo dire di no o viceversa? L’articolazione cervicale è proprio quella deputata per forma e struttura a questo tipo di movimento, è l’unica nel nostro corpo in grado di essere così flessibile: l’articolazione del sì e del no. Ma noi? Ci siamo concessi la gioia di parlare, di esprimere con l’energia del quinto chakra, della gola, della tiroide, delle corde vocali, ciò che sentiamo dal profondo? Abbiamo accettato situazioni che volevamo allontanare da noi senza dire una parola, o addirittura mitigando la nostra verità pur di essere considerati o amati? Che pesi portiamo sulle spalle in silenzio, tappando le orecchie e non aprendo bocca?
Il chakra della gola ci parla proprio di questo e la struttura che grida aiuto è lì per ricordarci che ci siamo rinnegati. Periartriti scapolo-omerali, spalle che saltano, cervicali “incriccate”… parliamo di ossa? Sarà che non mi sono sentito al sicuro a esprimere ciò che sentivo, parliamo di muscoli? Sarà che per rinnegare ciò che volevo dire ho dovuto reprimere una rabbia fortissima perché non mi sono rispettato?

Risalendo verso i chakra più alti incontriamo i disturbi più legati al mentale, al lavorio mentale tipico del sesto chakra con mal di testa da blocco muscolare per la difficoltà dall’uscire da schemi di pensiero ricorrenti che ci ingabbiano, e legati all’elettricità più tipica del settimo e ultimo chakra. Lavorio del sistema nervoso che vorrebbe sempre controllare ogni cosa, fino ad arrivare al corto circuito.

Insomma… noi possiamo raccontarci ciò che vogliamo, ma il nostro corpo – macchina perfetta – in ogni momento è a nostra completa disposizione per dirci la verità, se vogliamo vederla. Abbiamo in lui un alleato prezioso: trattiamolo bene, prendiamoci cura di lui attraverso una buona alimentazione, una blanda e piacevole attività fisica, il dovuto riposo, il rispetto di noi stessi e un costante esercizio di consapevolezza su chi siamo e cosa vogliamo e avremo in cambio una struttura più agile, flessibile e che risponderà alle nostre esigenze sino ad età avanzata.

SaraMaite


FONTE: SCIENZA NATURA VOL. 3 – N. 4/2016
Edizioni Mos Maiorum – Verona

scienza natura

Artroreumatologia e psicosomatica

FullSizeRender (2)Articolo di Sara Girardi,
counselor olistico FAIP, operatore DBN in riflessologia plantare e tecniche manuali, esperta in naturopatia e psicosomatica – immagine di propriet
á di Sara Girardi: http://www.naturenatura.com

 

Chakra, emozioni e problemi all’apparato muscoloscheletrico

piramide chakras e artroreumatologia

Nulla nel nostro corpo accade per caso e se la nostra struttura parla, un motivo, c’è. Sempre.

Sarò breve.

Per ogni emozione repressa o mal gestita accade che il nostro corpo somatizzi in svariate forme. Oggi vi propongo la somatizzazione sull’apparato muscoloscheletrico per sommi capi e racchiusa in questa piramide, che ricalca a suo modo la nota piramide dei bisogni di Maslow, in attesa di proporvi un articolo più consistente.

Ho chiesto aiuto all’energetica indiana per costruire questo schema di oggi e ad alcuni autori sempre di grande aiuto nell’analisi della psicosomatica applicata: Anodea Judith, Alexander Lowen, Lise Bourbeau, Claudia Rainville… il resto ce l’ha messo l’esperienza lavorativa personale che ormai inizia ad essere parecchia e imprescindibile.

A presto e buona Vita!

SaraMaite

Immagine di proprietà dell’autrice del blog.

Primavera, stagione (meta)fisica del Fegato

ANTEPRIMA: primavera, fegato, legno, Hun, Po, Shen, aspetto metafisico/spirituale movimento legno.


Eccoci finalmente giunti in primavera, stagione dello splendore, associata all’elemento LEGNO, stagione della rinascita e occasione di spinta verso mete più elevate!

Nel movimento Legno in energetica cinese, è racchiuso un aspetto spirituale difficile da esprimere nella nostra lingua: è l’abitazione degli Hun, le anime eteree, gli spiriti elementari dell’elemento legno e del fegato, che hanno la funzione di sovrintendere all’energia vitale, anima intellettiva, sensibilità…

dettaglio tratto da "principessa Mononoke" di H. Miyazaki

dettaglio tratto da “principessa Mononoke” di H. Miyazaki

L’occhio, orifizio del movimento legno, deve brillare nella percezione e il cuore, sede dello shen, essere attento e in apertura così lo spirito si dirige verso la consapevolezza.

Hun dentro di noi consente di connetterci con il Divino ed è un motore fondamentale per la crescita spirituale. L’energia del fegato, viaggia verso l’alto e rappresenta un veicolo fondamentale in questo processo. Hun regola il rapporto con la creatività, la sessualità e la fantasia.
La forza delle nostre visioni, la capacità di avere immagini relative al nostro futuro, i nostri sogni durante il sonno sono espressioni dell’aspetto Hun.

 

By SaraMaite


Testo consigliato: “I 5 elementi e i 12 meridiani – Rappenecker – ed. Mediterranee”

Da bambini sappiamo tutto di noi stessi …

diamante

… poi quasi tutti ce lo dimentichiamo, quel diamante interiore, per cause più o meno dipendenti dalla nostra volontà.
Le prime intuizioni, le prime voci interiori, sono quelle che parlano di noi e della nostra anima e della nostra missione in questa vita, e durante il nostro cammino emergono in un modo o in un altro, fino ad esplodere.

Ce le ricordiamo? Le ascoltiamo?

 

by SaraMaite


Immagine da Web

Il riso e la maschera … (Agrimony)

Pulcinella_92-2

Quando si dice che Pulcinella scherzando si confessava: la maschera copre il volto, come le battute coprono l’incapacità di farci accettare per ciò che pensiamo e vorremmo dire.
Il riso usato al posto della parola ci racconta del poco coraggio di esprimerci, della nostra insicurezza e della paura della reazione del nostro interlocutore.

…ogni parola, ogni battuta, pronunciata ridendo contiene un germe di verità, su chi l’ha pronunciata e su ciò che pensa veramente (e può comunque ferire in modo più tagliente di una parola diretta).


Diverso è il sorriso di cuore, diverso è il riso insieme per sdrammatizzare una situazione e … meno male che esiste, la risata, perchè sempre, in ogni caso, ci consente di far uscire un pezzo di noi che in altro modo resterebbe soffocato…


Agrimony1Quante sfumature ha il riso? il sorriso di dolcezza, il riso amaro che contiene una delusione, una risata di cuore, un riso sforzato che nasconde la rabbia, …


Agrimony è il fiore di Bach per questa condizione.

 

 

 

 

 

 

By SaraMaite

 


Foto da web: in qualsiasi momento il legittimo proprietario può richiederne la rimozione.

Il testo è mio.

GRAZIE! THANK YOU! GRACIAS! OBRIGADO! MERCI’! DANKE! DHANYAVAAD! SHUKRAN! XIE XIE!

ortisociali

Nel giorno di Gaia vi scrivo per ringraziarvi di cuore

per avermi seguito fin qui!!!

Vorrei poterlo scrivere in tutte le lingue del mondo ma non c’è tempo!!! :)))
Sto scrivendo il prossimo post dedicato ai fiori di Bach!

Il blog ha superato le 50.000 visite ed è un risultato che mai mi sarei aspettata quando ho incominciato a scrivere… sono felicissima!!!

Amiamo la Natura, cerchiamo la Natura, dentro e fuori di noi!!!

GRAZIE!!!

SaraMaite

 


 

Fonte immagine: il web. I diritti sono dei legittimi proprietari.

Ayurveda: la conoscenza della Vita – intervista al dott. Silvano Pomari

TAKEAWAY: la medicina della natura, dall’india la conoscenza della Vita, medicina ayurvedica e massaggio, Ayurveda non è solo massaggio, terapia medica naturale ayurvedica, dott. Silvano Pomari, Radiobase Mantova Naturalmente InForma


Benvenuti!

Per questa puntata di Naturalmente InForma, la rubrica di RadioBase dedicata al benessere naturale, abbiamo ai nostri microfoni il dott. Silvano Pomari, figura di spicco nel campo della medicina ayurvedica in Italia.
Il dott. Pomari, veronese, è medico cardiologo e medico di famiglia, specializzato in medicina ayurvedica, direttore dal 2006 del Centro di medicina ayurvedica dell’hotel CESIUS Terme e Spa di Bardolino; è docente, giornalista e pubblicista.

loto (1)

Al dott. Pomari chiederemo qualche informazione sul significato dell’Ayurveda e sui suoi utilizzi.
In occidente se ne parla tanto da anni, ma ciò che subito ci ricorda la parola Ayurveda, soprattutto in Italia, è il massaggio. Interpretazione alquanto riduttiva di ciò che in realtà rappresenta una vera e propria teoria medica, strutturata e millenaria.

  • Buongiorno Dott. Pomari, è un piacere averla con noi

Buongiorno…

  • Dott. Silvano, partiamo dalla base: cosa significa la parola Ayurveda e da quale cultura proviene questa disciplina medica?

Ayurveda è una parola in sanscrito, una lingua molto antica, madre di tutte le lingue indoeuropee. E’ composta di due parole “Ayur – Veda”: la conoscenza della vita.
Significa che nell’Ayurveda, esiste la conoscenza di tutte le leggi di natura che governano la vita dell’uomo e la vita in generale.
L’espressione “seguire le leggi di natura” è difficile da capire, ma io faccio sempre un esempio, quello della forza di gravità: in fisica la forza di gravità è una legge di natura. Le leggi di natura come la forza di gravità che governano il corpo dell’uomo, danno la conoscenza della vita. Quindi è un corpus medico completo antichissimo e naturale.

  • La nascita di questa disciplina in che area geografica si può collocare?

La nascita storica, giusto per dare una collocazione è nell’India del nord, i primi testi (Caraka Samhita e Sushruta Samhita) sono del 1500 A.C. Antecedentemente esiste una tradizione orale e da quell’epoca sono stati scritti i primi trattati di medicina ayurvedica.

  • Se un paziente dovesse rivolgersi a lei, quali malattie potrebbe chiedere di curare? Cosa si può curare con l’ayurveda?

Come hai detto in introduzione, l’Ayurveda non è una filosofia o una religione, ma un corpus medico completo in cui esistono le diverse specialità come la ginecologia, la psichiatria, la chirurgia…
La più antica società chirurgica americana si chiama “Sushruta” proprio dal nome di questo grande chirurgo che già allora faceva le rinoplastiche (600 A.C.).
Quindi curare cosa significa? Significa prendersi cura della persona e non della malattia, quindi l’Ayurveda come tutta la medicina dovrebbe essere, può curare qualsiasi malattia, il che non equivale a parlare di guarigione in tutti i casi ma sicuramente può prendersene cura nei suoi molteplici aspetti, per migliorare la qualità della vita del paziente che può anche raggiungere la guarigione.

  • Quindi la differenza tra “guarigione e cura” è molto sottile…

Sì e mi faccia aggiungere anche le parole “diagnosi e prevenzione”, quattro parole moderne che appartengono anche alla cultura medica occidentale, che però appartengono a tutta la cultura medica. “Diritto” invece è un concetto giuridico. Il paziente ha diritto a conoscere le norme della prevenzione, ha diritto ad avere una diagnosi corretta, ha diritto ad avere la cura.
La guarigione vuol dire “scomparsa della malattia”, questa a volte è raggiungibile e a volte no, non dipende solo dal medico e soprattutto difficilmente è convertibile in un diritto.

  • Ho una curiosità da tantissimo tempo, mi parlerebbe della diagnosi attraverso l’analisi dei polsi, che è una tecnica che non appartiene alla nostra medicina?

“Nadi Vigyan” è una tecnica difficile da spiegare in poche parole ma ci provo. E’ innanzitutto una tecnica e non un “potere” o una pratica per santoni, a me l’hanno insegnata illustri medici in India all’università, non è insegnata a tutti (vieni chiamato ad imparare) e non si impara sui libri è da sperimentare ed è basata sulla sensibilità del medico.
Attraverso questa diagnosi si possono stabilire i livelli di equilibrio/squilibrio all’interno della costituzione psicofisica del soggetto, costituzioni che conosceranno già in molti: “vata, pitta e kapa”. Sulla base di questa raffinata diagnostica, si stabilisce e si programma l’iter curativo che ha molteplici aspetti, così come molteplici aspetti ha la diagnostica stessa: il Nadi Vigyan è “una” delle tecniche diagnostiche.
E’ sicuramente un modo poco conosciuto e appare incredibile per gli occidentali, ma una volta capita e studiata, si comprende che costituisce una tecnica diagnostica a tutti gli effetti che funziona molto bene.

  • Le altre tecniche più utilizzate e più conosciute quali sono?

Sono comprese tutte le tecniche della semeiotica occidentale, quali l’ispezione, la palpazione, guardare gli occhi, la lingua, i denti, i capelli, il colore e la qualità della pelle, il modo di camminare, il modo di dormire, il modo di digerire, il modo di evacuare, il modo di respirare, il modo di parlare, il modo di sognare … tutte le informazioni che ci danno la sintesi dello stato del paziente, di normalità o anormalità della persona e poi partendo da quello, raggiungere l’obiettivo di farlo stare meglio.

  • Quindi il paziente si sente considerato nel suo insieme, nella sua totalità…

Sì certo, come dovrebbe essere anche nella medicina occidentale, ma non è più … perché è andata sempre più verso una iper-specializzazione e cosa accade? Che gli specialisti in occidente sanno magari, tutto di poco, gli internisti sanno poco di tutto, ma tutti i medici dovrebbero saper affrontare la malattia non solo come l’espressione di “un buco in un organo” ma come espressione di un complesso di molteplici fattori molto più sottile.

  • Come si induce quindi, il processo di guarigione? Quali sono gli ingredienti principali, per così dire, della medicina ayurvedica?

Gli approcci sono molteplici: passano attraverso una cura molto attenta dell’alimentazione, della digestione e della liberazione dalle tossine perché “siamo ciò che mangiamo”, mangiamo di media tre volte al giorno, se digeriamo male, le tossine causano un processo di vero e proprio auto-avvelenamento, una intossicazione che crea le basi per una malattia. L’alimentazione ha una grandissima importanza e deve essere personalizzata secondo le diverse costituzioni (vata-pitta-kapa).
Gli approcci poi prevedono i trattamenti fisici, dai massaggi, al famoso “shirodara” con la colata d’olio sulla fronte e sulla testa, che ormai è conosciuto e visto anche in tv, ma sottolineo che esistono ben 40 trattamenti di tipo diverso a seconda della necessità. Esiste poi la fitoterapia, rimedio naturale, importantissima che deriva da una grandissima e antichissima profonda conoscenza, migliaia di erbe vengono impiegate e combinate tra di loro…
Esistono norme comportamentali e ambientali.
In pratica

la mente, il corpo, il comportamento e l’ambiente, sono le quattro gambe del tavolo della salute

secondo l’Ayurveda, per ognuno di essi c’è una prescrizione adatta.

  • Spesso si tende a confondere il massaggio ayurvedico con un normale massaggio rilassante, perché spesso è venduto così, al pubblico non informato. Che valenza ha un massaggio ayurvedico “fine a se stesso”? che funzione ha all’interno della terapia ayurvedica?

Un insegnante in India mi ha detto: “la conoscenza è come una goccia d’acqua, sino a che rimane integra rimane una goccia d’acqua, se cade su una pietra appuntita si separa in mille goccioline e perde la sua identità”. La stessa cosa è accaduta all’Ayurveda per molti anni, per motivi storici, sociologici, economici… prima di tutto è stato importato dall’India il massaggio, ma questo termine è riduttivo, perché è un trattamento medico a tutti gli effetti che andrebbe prescritto perché come ogni medicina può avere indicazioni e controindicazioni. Spesso i massaggi che si vedono in giro, quasi sempre, non hanno nulla a che vedere con l’Ayurveda e niente a che vedere con la conoscenza della medicina ayurvedica. Basti dire che in Italia, il centro che presiedo è l’unico in Italia dove esiste un medico che ti fa visitare, ti fa fare due cartelle cliniche, un colloquio, la diagnosi del polso e fa prescrizione anche di farmaci e trattamenti. Quando vediamo scritto quasi ovunque in Italia “Ayurveda”, il più delle volte io resto perplesso perché sono spesso trattamenti di tipo estetico eseguiti approssimativamente e soprattutto senza gli olii necessari, quelli che si usano nel massaggio ayurvedico vero.
Sono olii, quelli veri, che arrivano dall’India, sono erbalizzati, medicati che vengono prodotti specificamente come fosse una medicina, l’olio non è solo un lubrificante ma un veicolo per le piante che sono processate all’interno dell’olio. Molti olii che si vedono in tante spa o nei centri estetici sono puramente oli profumati ma non medicati, che vengono fabbricati in Liguria o in Francia… non sono ayurvedici.
I trattamenti ayurvedici sono una cosa molto seria e ci sono indicazioni o controindicazioni, non siamo al supermercato dove si sceglie il tipo di massaggio, antistress, al fieno, al cioccolato… sono trattamenti medici.

  • Quindi è bene ricordare che le terapie Ayurvediche vanno effettuate sotto controllo medico?

Non  posso che essere d’accordo, se vogliamo curarci con l’Ayurveda, se vogliamo farci fare un massaggio con l’olio, basta non chiamarlo Ayurveda.

Perfino nei centri come questo che presiedo, dove esiste il medico e ci sono cinque operatori super qualificati e che hanno studiato in India, e hanno studiato 5 anni facendo ore su ore di lavoro con tanto di esami, perfino qui, i trattamenti dei primi tre giorni sono paracosmetici e poi si converte in trattamento terapeutico nei giorni successivi durante una settimana di soggiorno e trattamenti. Esiste una logica molto seria dietro tutto questo.

  • Dott. Silvano esistono scuole in Italia per chi volesse approcciarsi come professionista alla “medicina ayurvedica”?

Scuole ce ne sono tante e ci sono anche sedicenti scuole di Ayurveda dove una sola persona si occupa di tutto. Non voglio fare pubblicità alla struttura per cui insegno, ma di essa posso parlare con tranquillità e lì indirizzo coloro che vogliono fare un percorso serio. La scuola è la Ayurvedic Point di Milano, dove ci sono medici che sono insegnanti, esistono insegnanti per operatori di altissima qualificazione e riconoscimento internazionale, quindi hanno riconoscimenti dall’India come tutti gli insegnanti di questa struttura. Lì si possono fare sia la scuola che i trattamenti, e tutti gli anni portiamo una quarantina di allievi a studiare in India con alcuni medici, tra cui ci sono anch’io.

  • Bene, Dottor Pomari, siamo giunti al termine e io la ringrazio per averci aiutato ad informare i nostri ascoltatori e anche noi speaker a comprendere qualcosa in più sull’argomento MEDICINA AYURVEDICA. E’ stato veramente un piacere parlare con lei e spero di poterla avere nuovamente gradito ospite su RadioBase. A presto e grazie ancora!”

Alla prossima, con un nuovo argomento: il REIKI

By SaraMaite


 

link sulla Medicina Ayurvedica, scuole e fonti di informazioni e immagini:

Chi è e dove lavora il Dott. Pomari:

http://www.silvanopomari.it/curriculum.html

www.studiobarana.com

http://www.hotelcaesiusterme.com/it/programmi-ayurvedici/

http://www.ayurvedicpoint.it/

Esempio di cura con l’ayurveda: i disturbi del sonno http://www.ayurvedicpoint.it/Ayurvedic%20Point%20Articoli.php?id=60

Fonte immagini: il web. Le immagini appartengono ai legittimi proprietari.