Category Archives: Rimedi Naturali

L’essenza medico oracolare tibetana

“Non ti preoccupare se gli esseri perfetti sorgono oppure no, rimane il fatto che è una dura necessità dell’esistenza che tutta la creazione sia transitoria” Buddha

Il Tibet è sempre stato un luogo quasi mitico. I popoli non solo occidentali, ma anche più vicini hanno sempre creduto che tra le sue montagne, le più alte del mondo, si nascondessero entità soprannaturali dai grandi poteri con le quali si poteva entrare in contatto attraverso misteriose pratiche naturali.

Da tempi immemorabili il popolo tibetano possiede un “codice di presagi” con un’interpretazione dettagliata di avvenimenti comuni come i sogni, il gracchiare del corvo, il numero e la specie delle api che si posano sul tetto di una casa o le parole delle persone che si incontrano per la strada.

Allo stesso modo esistono tecniche che si basano sul lancio di dadi o punte di frecce con incisioni, lanci di ciotole colorate o monete. E i monaci spesso ricorrono, come dai tempi più remoti, alle antiche divinità guerriere che parlano per bocca di un medium.

Inoltre le predizioni astrologiche da sempre influiscono nei momenti più importanti della vita di un tibetano e ogni bambino possiede fin dalla nascita una specie di “carta d’identità astrale” in grado di condizionare le sue decisioni per il resto della sua vita.

In Tibet la tradizione medica e le arti divinatorie da sempre sono pratiche integrate, sintesi di diverse influenze culturali che considerano la malattia come parte della vita e si incentrano nel culto individuale delle forze naturali in tutte le loro manifestazioni, dal cielo alle montagne, dalle pietre alle erbe, ecc.; la cui conoscenza e pratica genuina conduce a un’unità diretta con la realtà e alla liberazione del mondo ciclico di sofferenze.

Dopo l’introduzione del buddismo nell’ VIII secolo, la psicologia e la filosofia alla base della medicina tibetana si adattò agli insegnamenti del Buddha, mentre l’aspetto pratico-curativo integrò culture mediche cinesi, indiane e greche.

Secondo questa medicina mente e corpo si condizionano reciprocamente, ma la parte trainante è la mente. E la differenza con la medicina occidentale, strettamente analitico-matematica, è che nel sistema medico orientale l’approccio nei confronti della malattia e del malato è di tipo olistico e prende in esame molte “verità “del paziente, quali il suo modo di vivere, di mangiare, di pensare e di lavorare.

Altra grande differenza tra le due medicine è che le tecniche curative tibetane sono sempre di tipo naturale e propongono cure diverse, a seconda del caso. Questo perché per la medicina orientale tutt’e le malattie sono di origine psicosomatica.

Secondo l’approccio medico tibetano, la causa fondamentale di tutte le malattie sono le attitudini mentali negative e la mente dipende dal corpo poiché “cavalca” le energie interne che agiscono come suo sostegno. Vi è quindi un rapporto di interdipendenza tra corpo e mente, ma la mente non è uguale al corpo, anzi ha una natura completamente diversa.

Al momento della morte la mente abbandona il corpo che rimane un involucro privo di coscienza, sensa alcuna sensazione. Quando una persona rinasce possiede la stessa mente e le stesse perturbazioni mentali che possedeva al momento della morte; queste perturbazioni sono le cause delle malattie che incontrerà nella nuova vita. Se una persona è morta di cancro, non è detto che nella vita successiva si ammali nuovamente di cancro dal momento che le malattie non trasmigrano insieme alla mente, ma le cause delle malattie si, dato che sono le attitudini mentali negative quelle che ci accompagnano di vita in vita. Infatti le impressioni depositate nella nostra mente vi permangono e sono le cause remote delle nostre malattie, indipendentemente dal fatto che uno se ne ricordi o no.

Secondo i medici e i monaci oracolari tibetani, vi è un particolare momento, quando giunge la morte, in cui le energie che sostengono le varie conoscenze concettuali si riassorbono perdendo la capacità di sostenerle e queste di assorbono nella coscienza estremamente sottile che in quel momento si manifesta per la prima volta nella vita. In quei momenti si possiede la capacità di ricordare le vite precedenti e si può vedere che tipo di rinascita si prenderà nel futuro. Ma successivamente, una volta rinati nel ventre della madre, incominciano a svilupparsi le diverse coscienze sensoriali e le menti più grossolane, e questa mente sottile diventa inconscia.

Anche per questo nella medicina tibetana viene utilizzata spesso la meditazione e vengono insegnate pratiche in diversi Tantra, dopo aver ricevuto iniziazioni del Mandala o del Cerchio del Buddha della medicina. La recitazione di alcuni mantra sono di grande beneficio poiché si riceve la benedizione e l’immunità dalle malattie; inoltre è molto utile se recitati vicino a persone che sono seriamente ammalate. Se poi lo si “soffia” su animali morenti, questi non rinasceranno nei reami inferiori, ma in mondi più felici.

Il Buddhismo parte dalla premessa che ogni cosa dentro l’Universo è in costante stato di flusso: tutti i fenomeni sono caratterizzati da instabilità e questa assoluta instabilità della creazione mostra come ogni essere subisce uno stadio o l’altro. La sofferenza non è accidentale, ma scaturisce da una causa specifica. L’estinzione della sofferenza significa la liberazione dal ciclo vizioso dell’esistenza, e ciò è compiuto attraverso la conoscenza appropriata e la pratica genuina del Dharma.

Uno studio approfondito dei “tre veleni” (odio, avversione e aggressione) si trova nella filosofia e psicologia buddista ed è importante notare la stretta interrelazione tra disordine mentale e fisico.

Negli insegnamenti del Buddha le malattie sono anche da sempre trattate in termini di periodi storici in cui si manifestano maggiormente. Nel terzo Tantra medico si parla proprio di alcuni tipi di patologie che sono tipiche del nostro secolo, come  il cancro, la cui causa viene indicata nella mancanza di una pratica religiosa tipica degli individui del XX e XXI secolo; ma non solo poiché le altre cause sono da ricercare nello sviluppo tecnologico, nella tecnologia bellica, nel l’inquinamento atmosferico e nella costruzione di ordigni micidiali.

Tutto questo era già stato predetto molti secoli fa dagli oracoli tibetani con le loro tecniche divinatorie e scritto sui testi di medicina che ci giungono dal tetto del mondo.

Grazie

Elisabetta Adele

elisabetta.ziliotto@yahoo.it

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Per saperne di più 

Namkai Norbu Nascere e vivere. Trattato sulla medicina tibetana, Edizioni Shang-Shung Arcidosso (Gr)

Namkai Norbu Lo specchio. Un consiglio sulla presenza e sulla consapevolezza Edizioni  Shang-Shung Arcidosso (Gr)

Il libro tibetano dei morti Newton Compton Roma 1983

Tati Rinbochay – J. Hopkins Morte, stato intermedio e rinascita nel Buddhismo tibetano Astrolabio Roma 1980

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Elisabetta Adele Ziliotto

Ode alla pioggia – Autunno, stagione (meta)fisica di Polmone e Grosso Intestino

ANTEPRIMA: autunno, polmoni, grosso intestino, aria, metallo, movimento metallo, tristezza, pianto, pulizia, purificazione


  1. Ode alla pioggia
  2. E’ importante la pioggia, anche dentro di noi.
    E’ molto più di una metafora.

  1. L’autunno è la stagione del polmone e del grosso intestino.
    Il loro elemento è l’aria.
    Una stagione di pulizia e riordino.
  2. Per mantenersi puliti, organo e viscere, necessitano di acqua, poiché l’acqua è veicolo di purificazione, di ossigenazione e di nutrimento energetico cellulare, di rigenerazione di memorie emotive e fisiologiche.
  3. L’emozione di questo momento è la tristezza, utile e non negativa, come ogni emozione primaria, utile perché asseconda il processo di pulizia interiore.
  4. Utile perché ci dona il gioco dei movimenti della vita insieme alle altre.
  5. Quando assecondi il pianto e accogli il tuo lamento di dolore, consenti al tuo corpo di ripulirsi attraverso le lacrime e la peristalsi.
    L’acqua è fondamentale in questo processo, è il veicolo che consente il lavaggio e l’irrigazione.
  6. Quando reprimi questo processo trattenendo la scarica, le secrezioni si bloccano e si sporca il corpo, che spurgherà al posto tuo. E meno male!
  7. La Creazione usa la pioggia per fare altrettanto:
    per pulire l’aria e per pulire la terra, per restituire ciò che ha accumulato durante le stagioni del piccolo e del grande yang: primavera ed estate.
    Dissipare il calore, nutrire il secco in eccesso, pulire gli umori… calmare.
    Per prepararci al riposo. (Riposo? ma quando mai)
  8. Tutto è strutturato in modo perfetto in natura.
    (e noi umani, se invece di contrastarla ci ricordassimo umilmente di farne parte come tutti gli altri esseri, risuoneremmo in armonia con essa e con le sue stagioni ed emozioni, vivendo una vita emotivamente e fisicamente più sana).
  9. Amen.

SaraMaite

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La solitudine mi è cara …

gif animata da web

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La solitudine, per semplificare, a mio avviso deriva da due strade e porta a due orizzonti, uno meraviglioso e irreversibile che è l’amore per se stessi e di conseguenza a scegliere di vivere a pieno la vita che comunque abbiamo scelto fin dall’inizio dei tempi, prima di nascere.
Tutto sta nel volerlo ricordare.
L’altro è il dolore ma è reversibile verso l’altra direzione: sta solo a noi scegliere se mantenere la solitudine della vittima che si ripara e si lecca le ferite per tutta la vita o per il giusto tempo, per poi tornare nel mondo a prendere ciò che ci spetta, che non è ciò che vogliamo, sia chiaro che è diverso.
La solitudine per alcuni è ristoro e amore, ricostruzione e riposo, amore verso se stessi e gioia di tornare tra gli altri, da sempre la si vive così, ma si è in pochi ad avere già dentro questa qualità dell’essenza.
Per i più la solitudine è un passaggio obbligato, dettato dalle ferite interiori primarie, poi tutto ciò che accade dopo, è niente altro che ologramma di ciò che già è accaduto e non è mai stato sanato.
Quando la solitudine dolorosa ha finito il suo sporco ma utilissimo lavoro di farci capire che nasciamo e moriamo soli, nonostante possa esserci stato l’amore di qualcuno con noi, arriva la felicità di saper cogliere ciò che abbiamo a portata di mano così com’è e cogliere qualsiasi cosa accada come una vera opportunità. Ma ci vuol tempo. E il tempo ci viene donato dal silenzio e dal fare, passo dopo passo, silenziose mosse dettate dal sentire, non dall’istinto, non dalla razionalità, unicamente da ciò che emerge dal campo magnetico del cuore.

 

Alcuni Fiori di Bach che potrebbero essere adatti: Water Violet (quando è una scelta consapevole che porta all’isolamento eccessivo ma senza vittimismo), Willow (quando ci si isola entrando nella sindrome da piccola fiammiferaia), Mimolus (quando per paura che ci accadano cose che non vogliamo più affrontare, ci allontaniamo dal mondo), Clematis (quando non c’è interesse per la vita in questa dimensione, quando l’assenza di radicamento ci porta fuori dalla vita di tutti  i giorni e ci fa perdere di vista la concretezza) …

Abbracci…

SaraMaite

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Mi preoccupo per il tuo bene …

vine

 

La preoccupazione per i nostri cari o per i nostri amici (o più in generale per chi ci circonda, anche cause collettive), e il desiderio di controllo, sono due aspetti dello stesso tema, sono il lato oscuro dell’Amore.
Chiedi il permesso prima di entrare…
Ti fidi degli altri? Lasci che la vita scorra? Hai mai osservato che tutto accade perchè ci sia un’evoluzione?
Dio non lascia nulla al caso.
Quando osservi questa forza dominatrice dentro di te e la lasci andare, il cuore si apre e si respira finalmente insieme.
Principio femminile e maschile che si liberano e diventano costruttivi.
#chicory #vine #fioridibach #bachflowers #costellazionifamiliari
(immagine da web)

Hai mal di schiena? trova qual è il tuo chakra in squilibrio…

 

 

Parlare di artroreumatologia in psicosomatica richiede una brevissima premessa teorica sull’apparato locomotore e sulla sua strutturazione. All’apparato locomotore – cioè l’insieme di ossa, articolazioni e muscoli scheletrici che svolgono prima di tutto la funzione di movimento – è deputata anche la fondamentale funzione di dare forma e consistenza alle diverse regioni del corpo e proteggere organi interni di vitale importanza. Ossa e muscoli sono così a tutti gli effetti componenti fondamentali dell’organismo né più né meno di tutti gli altri organi e visceri. Le articolazioni sono dispositivi anatomici che rappresentano strutture di unione tra le ossa, attraverso muscoli, tendini e cartilagini. L’insieme di ossa e articolazioni definisce il sistema muscolo-scheletrico. La funzione locomotoria e di sostegno del corpo si realizza attraverso contrazioni ed espansioni muscolari, mediante le loro inserzioni tendinee sulle ossa e sono consentite proprio dalle articolazioni e dalla loro elasticità e stabilità.

La nostra capacità di muoverci e di mantenere una struttura fisica equilibrata(,) si attua pertanto attraverso vari sistemi di leve fisiche – e mentali – in cui il fulcro corrisponde alla zona articolare, la potenza alle inserzioni muscolari e la resistenza alla forza da vincere per realizzare l’azione locomotoria. Ossa e articolazioni rappresentano le parti passive e strutturali del movimento e del sostegno del corpo, mentre muscoli e tendini costituiscono la parte attiva, cartilagine e sinovia mantengono il tutto irrorato, nutrito e lubrificato facilitando l’azione articolare. Ricordo inoltre la fondamentale connessione tra il sistema nervoso e la contrazione muscolare, necessaria per comprendere il funzionamento del meccanismo motorio nella sua totalità.

Ciò premesso, portiamo l’attenzione su un concetto fondamentale appena esposto che invito il lettore a voler osservare al di là di un discorso puramente anatomico e meccanico: ossa, muscoli, tendini, cartilagine e sistema nervoso, nella loro organizzazione, rappresentano soprattutto la nostra struttura personale, la nostra stabilità interiore e la nostra capacità di muoverci dando seguito con l’azione alle decisioni prese.

Possiamo pensare di esprimere o reprimere una sola emozione che nasce dentro di noi, senza muovere muscoli e sistema nervoso?
Ci riflettiamo mai? O crediamo che “pensare” un’emozione ricacciandola dentro di noi, non comporti un movimento fisiologico interno?

piramide chakras e artroreumatologia

A cosa si connettono le unità neuromotorie se non alla nostra struttura ossea o ai nostri organi interni? Nel nostro perfetto sistema corporeo nulla è collocato per caso: il cuore muscolo si muove in noi attraverso una connessione elettrica, abbracciato dai polmoni che respirano ritmicamente, sostenuti da un diaframma e da una cassa toracica che li protegge; il nostro ventre è accolto e sorretto dalla struttura ischiatica e dalla colonna vertebrale che trovano struttura stabile solo grazie ai muscoli della schiena.
Ogni parte di noi è interconnessa: “mente/emozioni” e corpo. A partire da ciò che proviamo, i sistemi nervoso e ghiandolare mettono in moto tutta una serie di processi chimici e fisici che vedono coinvolto l’intero organismo. Da anni la PsicoNeuroEndocrinoImmunologia, in occidente, studia questo processo a livello scientifico con evidenze interessantissime.

Ora invece vi racconto qualche curiosità proveniente dalla medicina orientale, in particolare dall’ayurveda, che già da qualche millennio – come del resto l’energetica cinese – conosce l’inscindibile relazione corpo-mente e ci fornisce dettagli interessantissimi sulla meraviglia della macchina umana nella sua interezza. I popoli più antichi, con tradizione di medicina millenaria, lo stress lo conoscevano bene, e altrettanto bene sapevano quanta influenza avesse sul nostro stato di salute.

Secondo la medicina indiana, l’intero corpo umano è regolato da strutture energetiche fondamentali chiamate chakra, che corrispondono ai sette plessi nervosi e ghiandolari principali. Per ciascun centro energetico questa teoria plurimillenaria identifica un’area emotiva precisa e una struttura della personalità. Possiamo addirittura vedere le diverse aree psicocorporee interessate dai chakra come perfettamente intersecabili con le strutture individuate della teoria bioenergetica di A. Lowen, arrivando a connetterci alle più comuni ferite infantili come ce le insegna L. Bourbeau e alle varie connessioni psicosomatiche teorizzate da C. Rainville.

Ciascun chakra presiede alla formazione e alla regolazione di specifici organi, visceri e tessuti del nostro corpo in collegamento diretto con caratteristiche emotive ed evolutive personali ben precise. Ogni chakra viene nutrito e formato fin dall’epoca prenatale, in utero materno, e dalla prima infanzia attraverso la relazione con i genitori e con la realtà esterna con cui il bambino si confronta una volta nato. In generale vale una relazione di base:

  • Gambe/anche/piedi = movimento verso qualcuno o qualcosa, espressione dell’istinto, stabilità, avanzare nella vita
  • Braccia/spalle/mani = area del fare, rapporto con il lavoro e il sociale, espressione emotiva alta, espressione dei sentimenti
  • Articolazioni in generale = siamo a contatto con la nostra rigidità di azione, con il giudizio e con la benevolenza che mostriamo verso di noi, la lubrificazione sinoviale in questo caso ci aiuta a vedere quanto siamo amorevoli con noi stessi.

Venendo all’argomento trattato, in particolare, la struttura ossea di base per intero, insieme alla nostra area sacro-coccigea e i piedi, vengono mantenute ben funzionanti e stabili(,) da un primo chakra in salute: il rapporto con la nostra nascita e la vita di tutti i giorni nella sua difficoltà di base, come la sopravvivenza giornaliera a situazioni limite, come addirittura il procacciamento del cibo, l’assenza di lavoro, la difficoltà di soddisfare i bisogni primari, è l’area emotiva cui guardare.

La nostra fascia lombosacrale, anche e ginocchia trova connessione col secondo chakra, l’area del movimento istintivo e della libera manifestazione fisica delle emozioni fin dalla prima infanzia. Arriviamo ad oggi, al momento che stiamo vivendo, dove il piacere sempre più spesso lascia spazio al dovere e spegne il nostro fuoco interiore con la rinuncia.

Il sistema muscolo-tendineo crea problemi in generale con crampi e dolori, insieme all’area dorsale e diaframmatica, quando la nostra volontà manca di espressione, quando non ci autorizziamo ad esercitare il nostro potere personale e non riusciamo a manifestare la nostra indipendenza. Siamo nell’area del terzo chakra, cui appartengono stomaco, milza, pancreas e fegato. La zona del coraggio di essere noi stessi. E’ interessante osservare come il terzo chakra, al contrario di tutti gli altri, sia collocato nella parte più morbida e meno protetta di tutto il corpo: l’unica forza che tiene eretto il nostro corpo, con i nostri chakra allineati l’uno sopra l’altro, è un atto di volontà da parte nostra esercitato con costanza. Quando la nostra autostima è bassa, quando la volontà è spezzata, quando siamo stanchi e privi di vitalità, quest’area del corpo tende a collassare. Il petto si infossa e riduce la quantità d’aria disponibile, la testa si disallinea rispetto al resto del corpo, le ginocchia non sono più stabili.

Siamo stati abituati a mettere da parte la nostra vita, i nostri piaceri e la volontà per sottostare ai voleri esterni? E l’educazione ricevuta? Quanto ci ha castrato nello sviluppo dei primi tre chakra, quelli che presiedono alla formazione di base del corpo fisico?

Proseguendo incontriamo il quarto chakra: soffriamo di poca elasticità toracica e di dolori alle braccia o alle mani? Siamo tra cuore e polmoni, nell’elemento aria, l’area di espressione coerente di noi stessi, dove anziché espanderci con amore e con il cuore, respirando a pieni polmoni, reprimiamo spesso per paura di non essere accettati per la nostra capacità di amare e  di aprirci.
“Non piangere, sii forte…”, “Dai non essere appiccicoso, non abbracciarmi …”, “Sei proprio una stupida, ti commuovi sempre!”, “Mamma mi prendi in braccio? No, sei grande ormai!”.
Sottolineo come, in energetica tradizionale cinese, le braccia siano anche la sede dei meridiani di cuore e polmoni.
Questa è anche l’area articolare più interessata dai problemi del “fare”, quindi l’area del lavoro, che sia esercitato in casa o fuori casa, dove soffriamo per eccessi di rigidità nei confronti di noi stessi o indotti da giudizi degli altri.

Cosa raccontare a proposito di cervicale e spalle? Forse diciamo di sì quando vorremmo dire di no o viceversa? L’articolazione cervicale è proprio quella deputata per forma e struttura a questo tipo di movimento, è l’unica nel nostro corpo in grado di essere così flessibile: l’articolazione del sì e del no. Ma noi? Ci siamo concessi la gioia di parlare, di esprimere con l’energia del quinto chakra, della gola, della tiroide, delle corde vocali, ciò che sentiamo dal profondo? Abbiamo accettato situazioni che volevamo allontanare da noi senza dire una parola, o addirittura mitigando la nostra verità pur di essere considerati o amati? Che pesi portiamo sulle spalle in silenzio, tappando le orecchie e non aprendo bocca?
Il chakra della gola ci parla proprio di questo e la struttura che grida aiuto è lì per ricordarci che ci siamo rinnegati. Periartriti scapolo-omerali, spalle che saltano, cervicali “incriccate”… parliamo di ossa? Sarà che non mi sono sentito al sicuro a esprimere ciò che sentivo, parliamo di muscoli? Sarà che per rinnegare ciò che volevo dire ho dovuto reprimere una rabbia fortissima perché non mi sono rispettato?

Risalendo verso i chakra più alti incontriamo i disturbi più legati al mentale, al lavorio mentale tipico del sesto chakra con mal di testa da blocco muscolare per la difficoltà dall’uscire da schemi di pensiero ricorrenti che ci ingabbiano, e legati all’elettricità più tipica del settimo e ultimo chakra. Lavorio del sistema nervoso che vorrebbe sempre controllare ogni cosa, fino ad arrivare al corto circuito.

Insomma… noi possiamo raccontarci ciò che vogliamo, ma il nostro corpo – macchina perfetta – in ogni momento è a nostra completa disposizione per dirci la verità, se vogliamo vederla. Abbiamo in lui un alleato prezioso: trattiamolo bene, prendiamoci cura di lui attraverso una buona alimentazione, una blanda e piacevole attività fisica, il dovuto riposo, il rispetto di noi stessi e un costante esercizio di consapevolezza su chi siamo e cosa vogliamo e avremo in cambio una struttura più agile, flessibile e che risponderà alle nostre esigenze sino ad età avanzata.

SaraMaite


FONTE: SCIENZA NATURA VOL. 3 – N. 4/2016
Edizioni Mos Maiorum – Verona

scienza natura

Artroreumatologia e psicosomatica

FullSizeRender (2)Articolo di Sara Girardi,
counselor olistico FAIP, operatore DBN in riflessologia plantare e tecniche manuali, esperta in naturopatia e psicosomatica – immagine di propriet
á di Sara Girardi: http://www.naturenatura.com

 

Chakra, emozioni e problemi all’apparato muscoloscheletrico

piramide chakras e artroreumatologia

Nulla nel nostro corpo accade per caso e se la nostra struttura parla, un motivo, c’è. Sempre.

Sarò breve.

Per ogni emozione repressa o mal gestita accade che il nostro corpo somatizzi in svariate forme. Oggi vi propongo la somatizzazione sull’apparato muscoloscheletrico per sommi capi e racchiusa in questa piramide, che ricalca a suo modo la nota piramide dei bisogni di Maslow, in attesa di proporvi un articolo più consistente.

Ho chiesto aiuto all’energetica indiana per costruire questo schema di oggi e ad alcuni autori sempre di grande aiuto nell’analisi della psicosomatica applicata: Anodea Judith, Alexander Lowen, Lise Bourbeau, Claudia Rainville… il resto ce l’ha messo l’esperienza lavorativa personale che ormai inizia ad essere parecchia e imprescindibile.

A presto e buona Vita!

SaraMaite

Immagine di proprietà dell’autrice del blog.

Primavera, stagione (meta)fisica del Fegato

ANTEPRIMA: primavera, fegato, legno, Hun, Po, Shen, aspetto metafisico/spirituale movimento legno.


Eccoci finalmente giunti in primavera, stagione dello splendore, associata all’elemento LEGNO, stagione della rinascita e occasione di spinta verso mete più elevate!

Nel movimento Legno in energetica cinese, è racchiuso un aspetto spirituale difficile da esprimere nella nostra lingua: è l’abitazione degli Hun, le anime eteree, gli spiriti elementari dell’elemento legno e del fegato, che hanno la funzione di sovrintendere all’energia vitale, anima intellettiva, sensibilità…

dettaglio tratto da "principessa Mononoke" di H. Miyazaki

dettaglio tratto da “principessa Mononoke” di H. Miyazaki

L’occhio, orifizio del movimento legno, deve brillare nella percezione e il cuore, sede dello shen, essere attento e in apertura così lo spirito si dirige verso la consapevolezza.

Hun dentro di noi consente di connetterci con il Divino ed è un motore fondamentale per la crescita spirituale. L’energia del fegato, viaggia verso l’alto e rappresenta un veicolo fondamentale in questo processo. Hun regola il rapporto con la creatività, la sessualità e la fantasia.
La forza delle nostre visioni, la capacità di avere immagini relative al nostro futuro, i nostri sogni durante il sonno sono espressioni dell’aspetto Hun.

 

By SaraMaite


Testo consigliato: “I 5 elementi e i 12 meridiani – Rappenecker – ed. Mediterranee”

Da bambini sappiamo tutto di noi stessi …

diamante

… poi quasi tutti ce lo dimentichiamo, quel diamante interiore, per cause più o meno dipendenti dalla nostra volontà.
Le prime intuizioni, le prime voci interiori, sono quelle che parlano di noi e della nostra anima e della nostra missione in questa vita, e durante il nostro cammino emergono in un modo o in un altro, fino ad esplodere.

Ce le ricordiamo? Le ascoltiamo?

 

by SaraMaite


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Il riso e la maschera … (Agrimony)

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Quando si dice che Pulcinella scherzando si confessava: la maschera copre il volto, come le battute coprono l’incapacità di farci accettare per ciò che pensiamo e vorremmo dire.
Il riso usato al posto della parola ci racconta del poco coraggio di esprimerci, della nostra insicurezza e della paura della reazione del nostro interlocutore.

…ogni parola, ogni battuta, pronunciata ridendo contiene un germe di verità, su chi l’ha pronunciata e su ciò che pensa veramente (e può comunque ferire in modo più tagliente di una parola diretta).


Diverso è il sorriso di cuore, diverso è il riso insieme per sdrammatizzare una situazione e … meno male che esiste, la risata, perchè sempre, in ogni caso, ci consente di far uscire un pezzo di noi che in altro modo resterebbe soffocato…


Agrimony1Quante sfumature ha il riso? il sorriso di dolcezza, il riso amaro che contiene una delusione, una risata di cuore, un riso sforzato che nasconde la rabbia, …


Agrimony è il fiore di Bach per questa condizione.

 

 

 

 

 

 

By SaraMaite

 


Foto da web: in qualsiasi momento il legittimo proprietario può richiederne la rimozione.

Il testo è mio.

GRAZIE! THANK YOU! GRACIAS! OBRIGADO! MERCI’! DANKE! DHANYAVAAD! SHUKRAN! XIE XIE!

ortisociali

Nel giorno di Gaia vi scrivo per ringraziarvi di cuore

per avermi seguito fin qui!!!

Vorrei poterlo scrivere in tutte le lingue del mondo ma non c’è tempo!!! :)))
Sto scrivendo il prossimo post dedicato ai fiori di Bach!

Il blog ha superato le 50.000 visite ed è un risultato che mai mi sarei aspettata quando ho incominciato a scrivere… sono felicissima!!!

Amiamo la Natura, cerchiamo la Natura, dentro e fuori di noi!!!

GRAZIE!!!

SaraMaite

 


 

Fonte immagine: il web. I diritti sono dei legittimi proprietari.