Category Archives: Somatizzazione

Oh rana, muovi il culo!

  • Ogni tanto penso alla storia della #rana bollita, la conoscete?

    La raccontavo tempo fa ma non ricordo più a chi.
    Portate pazienza, che inizio ad essere vicina ai 50.

Probabilmente la rana quando ce l’hanno lanciata, in pentola, ci si era pure messa comoda, col suo bel materassino gonfiabile, convinta di ronfare beata al calduccio nella zona di confort, manco doveva più nuotare.
  • Senza sforzo, adattandoti sempre, non senti più la tua #forza.
Troppo difficile provare ad uscire dalla pentola, si sa mai che sia difficile, faticoso, doloroso? Meglio #dormire. Più comodo.
MA… forse la rana stava bene e punto, in quel piccolo recinto, la pentola.
Possibile? certo che sì, possibile!!!
Magari Ranocchia da piccola non aveva avuto grandi spazi per muoversi, giusto una pozzanghera, qualcuno le aveva dato #confini di movimento molto restrittivi, proiettando su di lei paure e #preoccupazioni personali eccessive:
“non stare troppo fuori dall’acqua che poi ti si secca la pelle!”,
“mi raccomando non saltare troppo che ti viene mal di schiena!”,
“non saltare con ranocchi sconosciuti e troppo agitati che poi non sai cosa ti può accadere di male”,
“non saltare troppo che sudi” e…
E lei si è abituata a star ferma, dimenticandosi il piacere dell’Essere in Sé.
Era una rana così tranquilla, la mia piccolina, diceva la mamma … fa sempre la brava, non la si sente nemmeno.
A volte è indole, l’essere tranquilli, a volte lo si confonde con l’assuefazione a uno status.
L’abitudine al limite altrui, diventa alla lunga un nostro limite:
la paura limita, la paura a lungo andare ci toglie la sensibilità al #coraggio, il nostro coraggio.
A un certo punto ti trovi anestetizzato, identificato, pensi anche di essere così come sei diventato.
La tua postura fisica sei tu ed è una postura mentale.
E forse è vero, lo sei. Ora sì. Sei veramente diventato così.
La senti ancora la #Voce?
#muovilculo, che non succede niente di grave, va…
Io per esempio vado a letto. ‘Notte! :*
SaraMaite
  1. #costellazionifamiliari
  2. immagine: http://www.curejoy.com

 

Reprimere il desiderio

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I desideri messi sistematicamente da parte e nel tempo nemmeno più riconosciuti, perché oggetto di giudizio o frenati dalla paura e dalla vergogna, fanno sì che la nostra volontà perda di chiarezza e che la nostra azione perda di forza:
la volontà viene sabotata, combattendola, e questo ci porta all’OMBRA.
Il passaggio dal plesso acqua al plesso fuoco dopo esserci radicati a terra è fondamentale per non perdere noi stessi e per espanderci nella vita in spazi ben più elevati di aria e comunicazione, visione e conoscenza.
 
(immagine da deviantart.net)

Visual world: in un attimo non esisti piu’.

In un click tutto è dimenticato. Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.


Un posto questo, dove a seguire il cuore ci si deve vergognare. 

Gli adulti sorridono ai bambini, anche se non li conoscono, osserva mia figlia.

Sorridiamo noi, a chi non conosciamo?  

Ma non scherziamo… che poi chissà cosa pensano.

Un posto dove gli altri sono stronzi e noi i santi.

Dove io so come si fa e gli altri sono deficienti.

Un posto dove solo il sesso conta. 

E alla fine… Tutti pippaioli, soli come cani. 

Eventualmente la razionalità. Utile per guadagnare. 

Poi muori… ricordatelo. 

Poi rinasci, forse in parallelo. E ci riprovi… spera di ricordarti qualcosa. 

Un mondo dove amare di vero cuore è una coglionata e ti prendono pure in giro.

Dove il confronto continuo con l’erba del vicino distrugge ogni relazione, perchè non stai mai in te stesso. 

Donne contro uomini, uomini contro donne. Peggiori, migliori, migliori, peggiori. 

Dove si uccide quotidianamente e si gira pagina in un battito di ciglia. 

Bombe, massacri, sparatorie…
In un click tutto è dimenticato. 

Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.
Un mondo dove aria, acqua e terra si comprano come fossero di proprietà di qualcuno.

Dove i rifugiati di guerra si chiamano “migranti”, come se avessero scelto di andarsene da una terra che non esiste piu’. 

Dove il dominio sulla “materia prima” vale centinaia di migliaia di vite.

Dove il contatto con Dio è annullato e ridicolizzato.

Dove la metafisica è un sogno senza speranza in mezzo a un mare di piombo. 

Dove la verità è continuamente scalzata dalle bugie. 

Vite piene di bugie “buone” che in realtà nascondono tutto il marcio di generazioni che si è accumulato dentro di noi.

Dove i genitori giocano col cellulare anzichè parlare con i figli e poi pretendono rispetto ed educazione. 

Dove mangiamo merda travestita da cose buone e ingrassiamo come porci in attesa di farci curare da medicine che ci ammalano.

Dove le mamme in giro col passeggino non guardano piu’ i volti dei loro bambini, ma le notifiche di FB. E i bambini imparano prima a farsi i selfie che a chiamare i genitori.

Dove i ragazzi hanno una canna in mano già a 10 anni, tanto hanno detto che fa bene perchè ti calma… ma che cazzo hai bisogno di calmare? Sei adolescente, hai diritto di urlare!!!

Dove i bambini si scelgono come al supermercato, delle multinazionali delle adozioni. Dove i figli si pretendono, non si accolgono se e quando arrivano… il corpo parla e non lo ascolta nessuno.

Dove il corpo è separato dall’anima e fatto oggetto di continuo mercimonio in tutti i modi.
In un click tutto è dimenticato. 

Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.

Bah.
E poi ti chiedi perchè mi rifugio nel silenzio e sto per i fatti miei? Ma chi me lo fa fare di stare in questa scatola di rumore, fatta di sangue e di merda cui TUTTI apparteniamo? Collusi tutti, volendo o meno. Tutti.
Solo nel silenzio trovo l’anima e la voce che mi dice dove voglio stare. Li’, mi piace stare. 

Dentro di me, a contatto con la Luce.

SaraMaitewww.spazioaldebaran.com

Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari

Che fai… scegli di liberarti o continui a farti male?

I nostri antenati hanno vissuto – con maggiore o minore presenza, ciascuno a modo suo – e vivendo, hanno commesso sicuramente azioni che oggi, spesso noi figli (o figli dei figli e così via…) con arroganza chiamiamo errori.
Con massima “arroganza”, sì certo, poichè mai siamo stati al loro posto, nella loro stessa situazione, tempo e spazio e nel loro vissuto personalissimo. MAI.
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 I nostri antenati erano UMANI come noi. E noi non siamo il Creatore per esprimere verdetti di giudizio, però spesso ce lo scordiamo e qui si crea l’alibi intorno cui ruota tutta la vicenda.
Anche noi figli siamo umani, fallibili ed imperfetti e spesso quando parliamo con rabbia di questi nostri avi, ce ne dimentichiamo, restando nell’infantilismo più dannoso per noi e per gli altri.
Ora i figli che – tutti – siamo stati e che tanto oggi si lamentano, potrebbero decidere di crescere e comportarsi da adulti, imparando da tali “errori”.
Potrebbero. Ma …
Cosa lasciamo e cosa teniamo se decidiamo di crescere?
Cosa ci stiamo guadagnando a restare in questa condizione così “densa”?
Crescere implica una scelta chiara e responsabile, con tanto di ringraziamento cosciente e di cuore, a chi li ha commessi prima di noi questi errori e…
Anzichè assumerci con rabbia, odio, tristezza, rancore, paura e chissà che altro! il carico, addirittura modificando la nostra postura e ammalandoci.
Anzichè portarne avanti inconsapevolemente – fedelmente al sistema – il ricordo comportandoci in modo identico, oppure per contrasto – e quindi mai liberamente ancora una volta – in modo sempre opposto…
possiamo scegliere di svestire i panni da vittima!
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Possiamo scegliere di vivere senza tutti questi pesi che diventano condizionamenti a tutti gli effetti.
Ma siamo disposti a rinunciare a tutte le nostre proiezioni e aspettative? alla fine sono diventate parti di noi. Stiamo o molliamo?
Tutto si può cambiare, tutto si trasforma: dipende solo da noi e dal lavoro che facciamo sulla nostra connessione più Alta!
Gli strumenti ci sono, basta aprire gli occhi e ci viene offerto aiuto in mille modi in ogni giorno, in ogni minuto, in ogni attimo della nostra vita.
Basta volerlo, con amore per noi stessi, prima di tutto.
Immagini da web appartenenti ai legittimi proprietari.
Rif. Lise Bourbeau – Alexander Lowen – Bert Hellinger

Chakra, emozioni e problemi all’apparato muscoloscheletrico

piramide chakras e artroreumatologia

Nulla nel nostro corpo accade per caso e se la nostra struttura parla, un motivo, c’è. Sempre.

Sarò breve.

Per ogni emozione repressa o mal gestita accade che il nostro corpo somatizzi in svariate forme. Oggi vi propongo la somatizzazione sull’apparato muscoloscheletrico per sommi capi e racchiusa in questa piramide, che ricalca a suo modo la nota piramide dei bisogni di Maslow, in attesa di proporvi un articolo più consistente.

Ho chiesto aiuto all’energetica indiana per costruire questo schema di oggi e ad alcuni autori sempre di grande aiuto nell’analisi della psicosomatica applicata: Anodea Judith, Alexander Lowen, Lise Bourbeau, Claudia Rainville… il resto ce l’ha messo l’esperienza lavorativa personale che ormai inizia ad essere parecchia e imprescindibile.

A presto e buona Vita!

SaraMaite

Immagine di proprietà dell’autrice del blog.

Sei pronto per guardare oltre la tua maschera?

Autore Tomasz Alen Kopera

Autore Tomasz Alen Kopera

Ogni volta che un corpo parla, ci racconta di noi, della maschera che abbiamo indossato per proteggerci per tanto tempo.

Il corpo lo fa fin dalla nascita, ci parla e si predispone all’avventura della vita prima ancora del nostro incarnarci attraverso il travaso di memorie cellulari.

Ogni nostra ferita arriva da lontano e la portiamo con noi per accoglierla e guarirla in questa vita: attraverso il lavoro costellativo possiamo imparare a osservare, accogliere, amare e passare oltre, liberando pezzi della nostra anima e della nostra energia annegati in questo pozzo senza fondo che tanto invece hanno da insegnarci se portati alla luce e alla vita.

Puoi farti un regalo: regalati una costellazione multidimensionale e spirituale.

SaraMaite


Un ottimo libro per prendere coscienza delle tue ferite: “Le 5 ferite e come guarirle” di Lise Bourbeau, Edizioni Amrita

Altre interessantissime indicazioni puoi trovarle tra gli scritti e i video di Alexander Lowen, il padre della bioenergetica… buon viaggio!!!

 

Emozioni negative? … finiamola di giudicare le emozioni! Ringraziamole!

Le emozioni sono segnali di allarme, pertanto utili per il nostro corpo, nè positive, nè negative.
A cosa servono se non ad avvisarci che qualcosa non va (o va!) nella nostra vita?

Vogliamo diventare maschere di noi stessi?

Bene, avanti così… giudichiamo ciò che emerge da dentro di noi e saremo sulla perfetta strada.

Lo leggiamo ovunque, è una costante: “emozioni negative”.
Quali sarebbero? rabbia? tristezza? paura?
Dove sta il negativo, se non nel giudizio pre-espressione e post espressione?

Tanto lo leggiamo, tanto sentiamo di volerci opporre a questo punto di vista che conduce al giudizio e alla repressione emozionale e alla predisposizione alla nascita, di un disturbo di tipo fisico.
Lo stress non è l’avvenimento che ci crea disagio, lo stress lo creiamo noi, con le nostre reazioni!
La negazione ed il giudizio sulle emozioni contribuiscono ad ingigantire questo benedetto stress, che ha un nome e un cognome: quello delle emozioni che non sappiamo gestire perchè ci rifiutiamo di accoglierle ed osservarle.

Ormai siamo abituati a giudicare qualsiasi cosa ci appartenga e venga dal nostro profondo, e che possa essere in qualche modo socialmente poco “conveniente”, a colpevolizzare senza approfondire, ogni evento interiore che ci riguardi.

Le emozioni sono parte di noi, dentro di noi, nostre, fisiologiche, vengono da noi, le produciamo NOI!
Siamo noi, sono i messaggeri del nostro corpo fisico e psichico, sono il loro collegamento.

Sapete cosa c’è di negativo?
… il voler respingere un’emozione, decidere di non manifestarla, ricacciarla in gola, rispedirla in pancia… perchè così sì, che ci facciamo male!
O il volerla vivere in eccesso continuamente, senza comprenderne l’origine, e senza osservare che sta esprimendo un disagio ben più grande di quello che l’ha scatenata.

E-MOZIONE –> emovere, portare fuori, esternare
EMO-AZIONE –> sangue in movimento

Non è l’emozione a farci male, ma è la sua negazione espressiva, o il suo eccesso, che si trasforma in un piccolo danno fisiologico, goccia dopo goccia…

Dove finiscono tutti gli urli che non abbiamo espresso? Dove finiscono tutte le incazzature (francesismo ormai lecito) senza controllo che ci partono, al posto di parole di chiarimento o lacrime di dolore?
Dove si nascondono le lacrime che volevamo piangere e abbiamo ricacciato nei dotti lacrimali?
E dove si infilano, tutte le nostre voglie di scappare dalle situazioni difficili in cui ci costringiamo a restare?
Dove le mettiamo, le parole di commozione che non riusciamo a far emergere perché qualcuno potrebbe scoprirci nella nostra tenerezza?

Le emozioni nutrono il corpo e il corpo nutre le emozioni.

Cosa ci ha suscitato quell’emozione? perché?
Perché la reprimiamo? perché la viviamo in eccesso?

Quale parte del corpo sarà colpita dal difetto o dall’eccesso della nostra espressione emotiva? l’energetica cinese può venirci in aiuto … fegato/rabbia, rene/paura, stomaco/ansia, … e così via …

Pensate a quanta crescita rinunciamo giudicando un’emozione, ci precludiamo la possibilità di osservarla, di entrarci, di viverla appieno accogliendola col cuore.

Nel cuore sta l’accettazione delle nostre emozioni e la capacità di accoglierle ed amarle tutte, di ascoltarle e di viverle con amore e ringraziarle dal profondo.

Niente è negativo, niente è positivo, tutto è per noi, se vogliamo vederlo!

By SaraMaite

Fiori di Bach: la semplicità che cura gli animi – Intervista a Maurizio Candino

TAKEAWAY: la personalità delle piante in un’essenza, star bene con i fiori di Bach, chi è Edward Bach, emozioni e fiori di Bach, simplicity, nosodi, intervista a Maurizio Candino Artemedica Milano, floriterapia per il benessere, fiori di Bach per i bambini.


Benvenuti! L’argomento di oggi sono i fiori di Bach di cui tanto si sente parlare in diversi ambiti del benessere. Oggi finalmente posso portare agli ascoltatori/lettori un po’ di luce su questi misteriosi “fiori” che ormai stanno entrando nella vita degli italiani quasi abitualmente. Vi propongo il contenuto dell’intervista realizzata per conto di Radiobase Mantova e che potrete integralmente ascoltare qui. Ne parlo in particolare con il dott. Maurizio Candino, Naturopata e laureato in Farmacia, operatore DBN, esercita a Milano presso Artemedica. E’ esperto in omeopatia e fitoterapia presso il Centro Botanico di Milano e docente di discipline bionaturali. fiori-di-bach1

  • Buongiorno Maurizio e benvenuto a Naturalmente InForma, ci diamo del tu?

Certamente e un buongiorno agli ascoltatori

  • Ormai leggiamo e sentiamo parlare di fiori di Bach dappertutto, raccontaci…  cosa sono esattamente queste essenze? Sono farmaci? Di cosa si tratta?

Innanzitutto chiariamo che non sono farmaci. Secondo legge sono considerati alimenti e come tali registrati. Più che di essenze parlerei di soluzioni acquose alcoliche preparate dalle corolle dei fiori ed alberi. L’unica soluzione che non ha origine vegetale è “Rock Water”, ovvero l’acqua di roccia.

  • Quindi Rock Water è solo acqua?

Sì, acqua di fonte prelevata da sorgenti nascoste, identificata da ricercatori che sanno dove andare a scovarla in posti incontaminati; risulta un’acqua purissima che viene utilizzata in alcune circostanze emotive specifiche. La porzione utilizzata per le soluzioni è solitamente la parte aerea delle piante, il fiore per l’appunto. La composizione standard è acqua, brandy (come conservante) e la corolla del fiore, vista come massima espressione vitale della pianta stessa.

  • Chi è il dottor Bach? Era un medico? Di cosa si occupava?

Sì era un medico inglese, vissuto a cavallo tra fine ‘800 e primi ‘900, laureato a Birmingham, medico immunologo e batteriologo. Grazie anche agli studi fatti da Bach, ai suoi test, iniziano gli studi sui vaccini: lui si occupava di approfondire e analizzare e migliorare le condizioni patologiche croniche che ai tempi si sviluppavano. Un precursore degli studi sui vaccini, in linea con l’epoca. Anche Hahnemann che è stato il precursore dell’omeopatia infatti era batteriologo. Preparavano queste soluzioni di vaccini per tamponare le malattie croniche più importanti.

  • Ricordo di aver letto per l’intervista, che il dott. Bach ha riscontrato una correlazione tra i movimenti batterici intestinali e le caratteristiche emotive e caratteriali degli esseri umani.

Ti trovo bella preparata! I nosodi in termini scientifici, sono sette ceppi batterici che lui ha identificato e correlato alle sette perturbazioni emozionali che invadono il nostro animo, la paura, la rabbia, l’incertezza, la solitudine… e così via. Da lì ha osservato una notevole corrispondenza in alcuni pazienti, di una elevata popolazione batterica specifica, a seconda di questa predominanza caratteriale.

  • Quali sono i pregi di queste essenze?

Innanzitutto, sono prive di effetti collaterali. Possono essere somministrate a tutti: adulti, donne in gravidanza, bambini, animali e alle stesse piante! Possono essere assunte anche in concomitanza con i farmaci, tanto è vero che contribuiscono a migliorare la condizione di vita anche del soggetto malato cronico che magari può andare incontro a stati di solitudine, di depressione, a stati emozionali alterati che non gli permettono di affrontare la malattia al meglio.

  • Quindi volendo, avendo bisogno di un blando sostegno in questi casi, i fiori di Bach sono adatti…

Certo assolutamente, in alcuni reparti ospedalieri nel nord Italia, anche nelle terapie oncologiche vengono utilizzati. Ad esempio, qui a Milano al San Paolo c’è un piccolo reparto dove il floriterapeuta è presente per poter dare un aiuto concreto nella gestione delle alterazioni emozionali causate dagli esiti di malattie così importanti in ambito tumorale.

  • Una delle critiche mosse dalla medicina “ufficiale” ai fiori di Bach è che si basa sulla presunta “personalità delle piante”- caratteristica interessante a mio avviso – da dove proviene questa teoria?

E’ molto semplice, ogni pianta vive e cresce in un ambiente ben preciso: vicino all’acqua, all’ombra, nel sottobosco, sulla pietra, nel deserto… e tutto questo le conferisce peculiarità dovute proprio a questi elementi di origine. Ogni pianta ha quindi un suo ambiente di appartenenza, unico e ideale per lei, che può essere invece ostile per tutte le altre piante, ma che le conferisce elementi costitutivi caratteristici cui associa principi attivi specifici che sono correlati alla sopravvivenza della pianta stessa. Posso farti un esempio: i primi due fiori che Bach scoprì nelle lunghe passeggiate attraverso le campagne gallesi sono il Mimulus, il mimolo giallo e l’Impatiens il famoso “non mi toccare”. Mimulus_guttatus_ziedas Il primo appare molto delicato, fragile, dal colore giallo intenso, il secondo è un fiore molto vivo, di un bel colore malva, i cui semi addirittura, contenuti in un baccello, vengono espulsi e lanciati lontano come proiettili. L’intuito geniale di Bach fu somministrare il primo rimedio – Mimulus – a quei pazienti la cui malattia veniva affrontata con paura e timidezza in uno stato di fragilità che ricordava il fiore; l’Impatiens invece veniva proposto a coloro che affrontavano la malattia con nervosismo, sbrigativi, avevano fretta di guarire e avevano una reattività eccessiva. impatiens4

  • Che differenza c’è tra un fiore di Bach e un’essenza che viene dalla fitoterapia? Il fiore di Bach è considerato un fitoterapico?

Sono due cose diverse. Le essenze in fitoterapia sono considerati gli olii essenziali, quelle parti eteree della pianta estratte per distillazione in correnti vapore, dove sono contenute le sostanze più  importanti della pianta. Non approfondisco l’aspetto chimico, ma cito i fenoli, alcoli, sostanze molto potenti, dove basta una goccia per ottenere l’effetto. Le essenze floreali meglio conosciute come fiori di Bach, sono invece soluzioni molto diluite: derivano dall’estrazione della corolla dei fiori con metodi particolari cui viene aggiunta una soluzione di acqua e brandy (come conservante).

  • So che ci sono altre tipologie di essenze floreali che sono nate successivamente, puoi farci un breve elenco?

Dalla scuola di Bach sono partiti i principi che in altre regioni e culture del mondo sono stati successivamente applicati per creare altre essenze da parte di erboristi e medici. Faccio un breve elenco:

  • I fiori californiani, studiati da un erborista, Richard Katz, da cui sono nati circa 200 tipi di essenze
  • I fiori australiani, scoperti dalla coppia Barnao-Kadambii, che ha visto pubblicato nel 1991 uno studio sulla terapia del dolore
  • I fiori francesi, Philippe Deroide e Dominique Guillet
  • I fiori alaskani,di Steve Johnson, che pur non essendo un medico né un terapeuta, era un profondo conoscitore della natura
  • I fiori indiani e hymalaiani, studiati dai coniugi Shah – Atul e Rupa – medici indiani che hanno applicato queste essenze ai loro protocolli in India. Addirittura per questi fiori si utilizza l’acqua del Gange, naturalmente prelevata alla fonte.

Paese che vai, fiori che trovi!

 


Bene, siamo giunti alla conclusione della nostra intervista… ringrazio il dott. Maurizio Candino per la disponibilità e le spiegazioni. Vi ricordo che  Il floriterapeuta non si propone come alternativa al medico o allo psicologo, non si occupa di diagnosi o di patologie mediche né di curare dei sintomi, ma di riequilibrare tutti quegli atteggiamenti emozionali negativi che possono, alla lunga, favorirli. A risentirci su RadioBase a Naturalmente InForma, alla prossima settimana con un nuovo argomento: l’ayurveda! by SaraMaite 


FONTI E RIFERIMENTI: Chi è e dove lavora il Dott. Maurizio Candino http://www.artemedica.it/specialita-benessere/dott-maurizio-candino/ http://naturopatiaitalia.blogspot.it/ http://www.centrobotanico.it/ Le immagini sono tratte dal web e appartengono ai loro legittimi proprietari. Libera Università Italiana di Naturopatia Istituto Rudy Lanza di Torino – http://www.naturopatia.it/ Scuola di Iridologia e Naturopatia “Luigi Costacurta” dell’Accademia Galileo Galilei di Trento – http://www.scuolanaturopatia.org http://www.floriterapia.org/ http://www.floriterapia-psicodinamica.com/ http://www.cure-naturali.it/professione-floriterapeuta/1752 http://www.bachflower.com/ http://www.bachcentre.com/centre/remedies.htm http://www.bach-flowers.it/ http://www.greenremedies.it/ http://www.natur.it/linea-prodotto/essenze-himalaya-himalayan-flower-enhancers/1602

Riflessologia plantare e prestazioni fisiche – Intervista a Sara

TAKEAWAY: riflessologia plantare, benessere in punta di piedi, il nostro corpo sul piede, la nostra psiche sulla pianta del piede, il piede e la nostra personalità, energia del corpo e digitopressione, intervista RadioBase

Ascolta qui l’intervista su RadioBase Mantova per la rubrica Naturalmente InForma


I piedi… questi sconosciuti!

(i piedi di mamma Sara e bimba Elisa :* Corsica, Nonza, 2004)

  • Vi siete mai massaggiati i piedi al di là del normale momento – sempre troppo poco – che dedicate alla pedicure periodica? Avete mai provato ad ascoltare quali sensazioni vi dà il tocco più o meno deciso di una mano sul vostro piede?
  • Vi siete mai chiesti perché un piede “parla” più di un altro? E perché mai le stesse scarpe che fino a ieri vi facevano camminare tanto bene, oggi vi procurano fastidiosi dolori? Sono cambiate le scarpe o sono i vostri piedi a protestare per qualcosa?
  • Avete mai pensato che senza piedi sareste completamente fermi?

Amati, detestati, oggetto di feticismo, ignorati e nascosti per vergogna, esaltati da splendide unghie e scarpe provocanti per vanità, tatuati, adornati da anelli e cavigliere, decorati con l’hennè… i piedi sono speciali ed al contempo quasi imbarazzanti.

La Riflessologia Plantare è una disciplina bioenergetica naturale plurimillenaria, riscoperta e sperimentata nel XX secolo negli Stati Uniti e di seguito, nel resto del mondo, da molteplici operatori – riconosciuti in modi diversi nelle diverse nazioni – che attraverso la pratica ne hanno comprovato la validità ed efficacia permettendole di diffondersi sempre di più anche in Occidente nonostante gli ostacoli normativi e burocratici*.

Praticata fin dai tempi più antichi e conosciuta dalle diverse popolazioni che hanno abitato il nostro pianeta nel divenire dei millenni – egiziani, indiani d’America, popolazioni delle Ande, cinesi, indiani, … – nella prima metà del Novecento, questa pratica fu presa in considerazione e formalizzata come vera e propria tecnica dal medico statunitense dott. William H. Fitzgerald e dalla massaggiatrice Eunice D. Ingham.

Il metodo da essi sviluppato è quello attualmente più diffuso con le inevitabili varianti dovute ai differenti influssi dettati dalle scuole di provenienza.

Per la riflessologia plantare l’essere umano è connesso dalla testa ai piedi. Ma ce ne siamo mai accorti?

Dalla notte dei tempi, la filosofia che sta alla base di questo massaggio è l'”Unità del corpo umano”: intesa come collegamento tra tutte le parti del corpo e collegamento corpo/mente. Il nostro corpo può essere visto come un sistema di circuiti interconnessi e interdipendenti.

L’uomo moderno purtroppo considera i piedi come una mera estremità, dimenticandosi della loro importanza nella vita di ogni giorno. Anche nell’economia della pura meccanica del movimento. I piedi sono dati per scontati… diciamocelo! I nostri piedi sono uno specchio: riflettono tutte le zone del corpo, secondo corrispondenze reali e specifiche, grazie alle quali si può intervenire per azione riflessa.

Osservando i piedi, possiamo risalire allo stato energetico della persona nella sua interezza e nel particolare, nonché alleviare numerosi disturbi, attraverso il loro trattamento manuale periodico. Il piede è tra le aree del corpo una delle più ricche e concentrate di zone definite “riflesse” e connesse direttamente con il nostro cervello.

Questa affermazione è riscontrabile prendendo visione della mappa del cervello umano e del suo collegamento con le varie parti del nostro corpo. Agendo manualmente su di una piccola parte anatomica, un punto od un’area di pochi centimetri, la Riflessologia Plantare si prende cura dell’energia dell’intero organismo in modo estremamente preciso.

In Riflessologia Plantare così come nelle Discipline BioNaturali in genere, la persona è considerata un sistema nel suo insieme “Corpo – Mente – Io” esistendo anche scuole di Riflessologia che forniscono una lettura del corpo in chiave psicosomatica mutuando le interpretazioni da altre discipline naturali.

La Riflessologia da sola e/o in abbinamento a massaggi specifici – possibilmente effettuati da operatori qualificati – consente nel tempo di ottenere ottimi risultati in termini di riequilibrio energetico psicofisico del sistema corporeo, grazie all’azione espletata dai trattamenti costanti di stimolazione, sedazione, attivazione, drenaggio e pulizia delle aree che risultano più “segnalate” dalla mappa del piede. Sono vere e proprie operazioni mirate alla prevenzione ed al mantenimento del benessere energetico del soggetto.

Per l’atleta, per la persona che vuol tornare in forma fisica, per chi è in convalescenza, per prevenzione, per coloro che assumono forti dosi di alimenti a base proteica per potenziare la massa magra, la riflessologia plantare può dare un supporto specifico e costante che non richiede eccessivi investimenti in termini di tempo e denaro.

Il servizio reso dalla tecnica riflessologica in questo caso può essere a favore di un migliore funzionamento del drenaggio linfatico responsabile del ben conosciuto “edema”. O di un aiuto energetico al sistema “rene/apparato urinario” che spesso si trova affaticato dagli eccessi di acido urico provocati dall’alimentazione base del culturista e può contribuire a procurare disturbi quali l’infiltrazione e l’acidosi tissutale. Si possono stimolare l’intestino tenue per una migliore assimilazione dei nutrienti, e l’intestino crasso per una più regolare eliminazione delle scorie metaboliche. Si può lavorare sul fegato per un miglior metabolismo proteico e dei grassi… o sul pancreas per una migliore gestione dell’insulina e degli enzimi pancreatici – strumento essenziale per il processo di digestione ed assimilazione degli amidi. Per non parlare dell’intero sistema ghiandolare – ipofisi, tiroide, surreni … – e dell’azione calmante sull’asse dello stress.

Le tecniche corporee antiche hanno questo sconfinato vantaggio: sono dentro di noi dalla notte dei tempi, nascono dall’ascolto di ciò che da sempre ci è stato donato per vivere…noi stessi! Basterebbe soltanto ricordarsi di avere un corpo e di quanto è meraviglioso occuparsi di lui perché lui abbia cura di noi, visto che è la nostra culla e la nostra casa! Con la sola stimolazione manuale dell’energia del nostro corpo attraverso il piede, possiamo imparare a rilassarci e a conoscerci meglio.

Anche in coppia. Con il semplice aiuto di un operatore qualificato che ha la funzione di tramite, di attivatore, ci si aprirà un mondo nuovo…e nulla vieta di imparare a praticare l’automassaggio ed alcuni movimenti di base, o di farsi aiutare dal partner in un’abitudine che trasformata in quotidiana, nel tempo darà ottimi frutti in ambito energetico ed in termini di prevenzione dei disturbi.

(Articolo di Sara Girardi pubblicato su Cultura Fisica n.4/2008)


Link di riferimento:

http://www.riflessologiaplantare.org/chisiamo.html

http://www.naturopatia.it/

http://www.firp.it/index.php/Chi-siamo/

http://www.riflessologiazu.it/zucenter.html

https://naturenatura.files.wordpress.com/2014/11/81b36-chart.jpg

http://www.dietaenutrizione.it/immagini/riflessologia_mappa_piede_g.jpg

http://www.riflessologiazu.it/album/chartReflex/riflessologia%20plantare%20corsi%20mappa%20punti%2036.jpg


  • Si ricorda ai lettori che la riflessologia non è un metodo di cura.
  • Si ringrazia “Cultura fisica” e www.vaniavilla.it
  • Si ricorda ai lettori che dallo scorso luglio 2007 la Regione Lombardia, dando voce all’art.1 secondo comma della Legge dello Stato n. 43 del 01/02/2006 “disposizioni in materia di professioni sanitarie infermieristiche, ostetriche, riabilitative, tecnico sanitarie e della prevenzione”, ha riconosciuto l’interesse sanitario della figura dell’operatore in riflessologia plantare. Nel 2012 la Regione Lombardia ha istituito il registro per le Discipline Bionaturali e la Riflessologia rientra tra queste.

 

L’importanza del Riposo – Benessere Interiore

I miei auguri per il nuovo nato 2013 sono volti come sempre alla ricerca del benessere interore.

Il consiglio è molto semplice: fermiamoci ogni tanto, diamo al nostro corpo ed alla nostra mente la possibilità di riposare. Riposare è un bene, mettiamo da parte i sensi di colpa… riuniamoci con noi stessi e sciogliamo ogni tensione.

La cultura cui apparteniamo non ci invita al riposo, ci vuole produttivi in ogni momento della nostra esistenza, l’ozio è visto come un vizio … se adottato a piccole e sane dosi è una salvezza per il corpo e per la mente!

Viviamo e RIPOSIAMOCI!!! La Vita avrà un colore diverso ❤

Buon Anno a Tutti!!!

(SaraMaite)

Prendiamo esempio dal mio micione!! è un vero maestro di vita!! ;)

Prendiamo esempio dal mio micione!! è un vero maestro di vita!! 😉