Category Archives: Genealogia – La Forza degli Antenati

Mater

Una Donna trova se stessa quando si interfaccia intimamente con l’intrinseca legge della “mater”, matrice, di cui è simbolo.

La comprensione è il primo passo, il sentirla vibrare dentro è il momento zero.

Così cadono i ruoli e le identificazioni, così si apre lo spazio a una nuova vita,

così si rende terra fertile alla semina della Crescita.

SaraMaite

Immagine di proprietà della scrivente

Dal mandala “la mia libertà”, 2017, tecniche miste

Sei tutto tuo padre!

“sei uguale a tuo padre”

“sei uguale a tua madre”

“sei come tuo nonno”

“sei uguale a tua zia”

Ci si tenesse la lingua in bocca ogni tanto!

I rinforzi dell’imprinting attraverso i paragoni con i membri della famiglia – in positivo o in negativo poco cambia – potrebbero essere risparmiati a un figlio/a, riconoscendogli la libertà di essere se stesso/a, osservandolo e amandolo per ciò che è, non per una somiglianza vera o presunta.

Chè spesso identificare quella somiglianza è solo una nostra necessità.

Surfare tra queste onde… è un’arte.

E oggi la si può imparare.

L’Amore è il segreto.

“Armonizzarci con le origini” significa includere in noi il potenziale transgenerazionale dei familiari che ci hanno preceduto, memorie cellulari e avvenimenti, ricordandoci di chi siamo, osservandoci come identità unica, oltre tutto questo, pronti a perderci nuovamente nel Tutto, solidi nella nostra Essenza.

#costellazionifamiliari

#costellazionimultidimensionali

#costellazionispirituali

Sara Maite

http://www.naturenatura.com

Immagine da web

Prendere la mamma, accogliere la vita.

Quando tutto il potenziale femminile della nostra famiglia si connette a noi attraverso il nostro gesto di accoglienza della mamma, la nostra vita cambia radicalmente. 

“Cara mamma, io sono la piccola e tu sei la grande, tu vieni prima e io vengo dopo”.

Il flusso di energia e di amore che dal passato arriva al presente ci porta ad un movimento di rigenerazione e gioia, a un sentimento di gratitudine verso le nostre antenate che ci aiuterà e ci sosterrà in ogni momento.

“Cara mamma… rinuncio al giudizio e accolgo la pace nel mio cuore. Io ti vedo e vedo tutte le donne della nostra famiglia che ci hanno condotte sino a qui. Grazie, grazie a tutte voi. Vi vedo e vi porto nel cuore…”

“Grazie mamma, per aver acconsentito alla mia vita, io ora con amore la prendo e la accolgo e la onoro”.

SaraMaite

Bibliografia: Bert Hellinger

Foto: SaraMaite 

Che fai… scegli di liberarti o continui a farti male?

I nostri antenati hanno vissuto – con maggiore o minore presenza, ciascuno a modo suo – e vivendo, hanno commesso sicuramente azioni che oggi, spesso noi figli (o figli dei figli e così via…) con arroganza chiamiamo errori.
Con massima “arroganza”, sì certo, poichè mai siamo stati al loro posto, nella loro stessa situazione, tempo e spazio e nel loro vissuto personalissimo. MAI.
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 I nostri antenati erano UMANI come noi. E noi non siamo il Creatore per esprimere verdetti di giudizio, però spesso ce lo scordiamo e qui si crea l’alibi intorno cui ruota tutta la vicenda.
Anche noi figli siamo umani, fallibili ed imperfetti e spesso quando parliamo con rabbia di questi nostri avi, ce ne dimentichiamo, restando nell’infantilismo più dannoso per noi e per gli altri.
Ora i figli che – tutti – siamo stati e che tanto oggi si lamentano, potrebbero decidere di crescere e comportarsi da adulti, imparando da tali “errori”.
Potrebbero. Ma …
Cosa lasciamo e cosa teniamo se decidiamo di crescere?
Cosa ci stiamo guadagnando a restare in questa condizione così “densa”?
Crescere implica una scelta chiara e responsabile, con tanto di ringraziamento cosciente e di cuore, a chi li ha commessi prima di noi questi errori e…
Anzichè assumerci con rabbia, odio, tristezza, rancore, paura e chissà che altro! il carico, addirittura modificando la nostra postura e ammalandoci.
Anzichè portarne avanti inconsapevolemente – fedelmente al sistema – il ricordo comportandoci in modo identico, oppure per contrasto – e quindi mai liberamente ancora una volta – in modo sempre opposto…
possiamo scegliere di svestire i panni da vittima!
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Possiamo scegliere di vivere senza tutti questi pesi che diventano condizionamenti a tutti gli effetti.
Ma siamo disposti a rinunciare a tutte le nostre proiezioni e aspettative? alla fine sono diventate parti di noi. Stiamo o molliamo?
Tutto si può cambiare, tutto si trasforma: dipende solo da noi e dal lavoro che facciamo sulla nostra connessione più Alta!
Gli strumenti ci sono, basta aprire gli occhi e ci viene offerto aiuto in mille modi in ogni giorno, in ogni minuto, in ogni attimo della nostra vita.
Basta volerlo, con amore per noi stessi, prima di tutto.
Immagini da web appartenenti ai legittimi proprietari.
Rif. Lise Bourbeau – Alexander Lowen – Bert Hellinger

Benedire i nostri figli

Sitges - Elisita, libre, en el cielo y en el mar y en el suelo ... volando y tocando los elementos con pasiòn...

Sitges – Elisita, libre, en el cielo y en el mar y en el suelo … volando y tocando los elementos con pasiòn…

 

TAKEAWAY: libertà per i nostri figli, i figli non ci appartengono, rispettare gli ordini dell’amore in famiglia, costellazioni familiari.

“Vola bambina, vola libera nel cielo della vita… tra mille benedizioni, tutto è qui, per te”.

SaraMaite

 

Siamo veramente liberi quando riconosciamo i nostri genitori e i nostri genitori riconoscono noi, quando ognuno è al suo posto.

Quando ognuno è al suo posto, nemmeno i ruoli esistono più: vanno da soli.

Come fare? guardandoli negli occhi i nostri figli… per la prima volta nella vita come mai abbiamo fatto, rendendoci conto che sono esseri umani prima di tutto e che sono qui per una Volontà superiore alla nostra.

I figli non sono nostra proprietà, i figli sono doni della Natura, aiutiamoli a liberarsi dalle catene del nostro imprinting utilizzando l’amore che scioglie ogni nodo.

Diciamo loro quanta gioia ci ha procurato la loro nascita, quanto dietro ogni sgridata, ogni difficoltà di comunicazione, ci sia stato sempre l’amore cieco per loro e la nostra difficoltà ad uscire dai nostri schemi personali. Abbandoniamo i giudizi e abbandoniamo le nostre credenze, siamo sinceri con loro come loro, fin da piccoli, sono sempre stati a nudo con noi. Inermi.

“Vai tesoro, io con la mia energia sarò sempre dietro di te, a disposizione, prendi da me quel che serve quando non sai se ce la farai… dietro te, insieme a me, c’è la forza di un esercito”

Parliamo con loro per liberarli, per dire loro che vadano sicuri nel mondo consapevoli della nostra presenza fisica per quanto possibile, energetica eternamente, sempre e comunque.

Con gratitudine, ai miei genitori,

SaraMaite

 

Recensioni: “Hammam – dialoghi sulla rigenerazione”

Discorsi tra un cliente e un massaggiatore:

“quando mondare il corpo, il cuore e la mente è una cosa sola”.

 

hammam

“Bisogna sapere da dove si viene. Sono importanti le origini, non risolvono tutti i problemi, ma sono fondamentali.

Ci insegnano a non fidarci delle persone di cui non conosciamo le origini.

Non si tratta di instillare la diffidenza, ma quando conosciamo le nostre radici ci sentiamo meglio e siamo più disponibili a vivere con gli altri. E nota che vivere con gli altri non è semplice, è una cosa che si impara. Purtroppo è una di quelle lezioni che a scuola e all’università dimenticano di insegnare

Ah, le tue origini! I tuoi antenati devono essere dei discendenti dei Piccoli Re di Spagna. Dopo l’Inquisizione e la cacciata dall’Andalusia, alcuni arabi si sono esiliati a Fès, altri hanno cercato rifugio a Albukharra, nella catena montuosa sopra Granda. Per farli andare via, la Chiesa ha impiantato l’allevamento dei maiali e interrotto quello delle pecore e dei bovini. I musulmani, che si erano raccolti in un piccolo villaggio chiamato Bobione, non sopportarono quella dominazione porcina e se ne andarono altrove. E ora, cosa posso fare per te?”

Gli spiego il mio problema. Mi guarda e dice:

“Sei il classico ingenuo che ha frequentato individui che non hanno origini – la dine wa la mella – che significa senza religione e senza razza, cioè, per farla breve, dei mascalzoni.

Il nostro profeta ha messo sullo stesso piano la diffidenza e la fiducia. Sta a noi capire e decidere. Ti sei reso conto di aver aperto il tuo cuore a gente che, oltre a non meritare  un simile regalo, viene dalle fogne? Non ho nulla contro i miscugli, ma dobbiamo sapere chi frequentiamo e a chi diamo fiducia.

Oggi Fès non è più Fès, tutto si è mescolato e viviamo in un grande caos. Per questo è giunto il momento di tornare alle origini, al pensiero e alla saggezza degli antichi.
I mascalzoni hanno indossato i panni dei gentiluomini, questo te lo concedo. Difficile distinguere gli uni dagli altri.

Lo so, i tempi sono favorevoli a questa gente. Ti propongo un esorcismo, non si tratta di stregoneria o di magia.
Siamo musulmani, non ciarlatani.

Io ti do questa piastra d’acciaio e questo ago. Tu ti ritiri nella stanza accanto e incidi i nomi e i cognomi di quelli che ti hanno tradito o danneggiato. Poi mi riporti la piastra e io, dopo averla bruciata, ti dirò cosa rivela. La piastra è piccola, spero che tu non abbia molti nemici, altrimenti dovrò utilizzare la marmitta grande!”

 

tratto da: “L’Hammam”, di Tahar Ben Jelloun, Einaudi, Torino, 2002


SaraMaite

Ritroviamoci, specchiamoci, chi siamo? Ovvero “luce ed ombra nella nostra esistenza”.

Vi trascrivo con tutto il cuore uno splendido pezzo tratto da “Il piccolo libro dell’ombra” di Robert Bly, che citando la splendida Alice Miller, riporta a proposito della difficoltà di esser bambini e di mantenerci integri nel corso della nostra esistenza.

“Il dramma è questo.
Siamo entrati in questo mondo portandoci dietro nuvole di gloria provenienti dalle profondità dell’Universo;
portando con noi appetiti ben conservati della nostra eredità di mammiferi,
la spontaneità meravigliosamente conservata di 150.000 di vita arborea e le ben conservate ire funeste di 5000 anni di vita tribale.

In breve siamo arrivati con tutta la nostra radiosità a 360 gradi;
e abbiamo porto questo dono ai nostri genitori.
Loro non l’hanno voluto. Loro volevano una brava bambina o un bravo bambino.

Questo è il primo atto del dramma.
Non significa che i nostri genitori fossero cattivi: solo che avevano bisogno di noi per qualche loro scopo.

Mia madre, immigrata di seconda generazione, aveva bisogno di mio fratello e di me per dare alla famiglia un’immagine di classe superiore.
Anche noi facciamo lo stesso con i nostri figli: fa parte della vita su questo pianeta.
I nostri genitori hanno rifiutato il nostro essere prima ancora che fossimo in grado di parlare;
perciò il dolore di quel rifiuto è probabilmente registrato in qualche angolo preverbale della nostra psiche.

Quando ho letto il libro di Alice Miller sono caduto in depressione per tre settimane.
Avendo perduto una parte tanto grande di noi stessi, che cosa possiamo fare?
Possiamo costruirci una personalità più accettabile per i nostri genitori.

Alice Miller dice che è vero che abbiamo tradito noi stessi, ma aggiunge:
“non biasimarti per questo. Non c’era altro che tu potessi fare”. ”


Eccomi.

Oggi, dopo tanta vita e tanti percorsi mi sono chiesta: davvero tutto ciò cui abbiamo rinunziato è perduto?
La mia risposta è stata NO. NO!!!

Ogni dolore, ogni rinuncia, ogni pezzo di cui mi sono privata o di cui mi hanno privato, mi è stato restituito triplicato.
Quando riusciamo finalmente a specchiarci, ciò che abbiamo messo nello zaino dell’ombra, riemerge e riprende vita, danzando meravigliosamente… certo non è semplice, non è facile, nessuno lo mette in dubbio… ma si rinasce, e voltandosi a guardare indietro, arriva il sorriso ed arriva il ringraziamento.

Le difficoltà che la vita ci ha posto innanzi anche grazie a quegli strumenti – più o meno inconsapevoli – che sono stati i nostri genitori, ci hanno reso persone con potenzialità davvero senza eguali… specchiamoci e le troveremo!

(In copertina Mary Pickford allo specchio, di proprietà del web)

Grazie e un abbraccio!
SaraMaite

Recensione: “Il Ruolo Femminile”

Caterina disse alla vedova, moglie di Ortensio:
“Su, su, vergogna! spiana quella fronte truce e minacciosa, non dardeggiare sprezzante da quegli occhi per ferire il tuo Signore, tuo re, tuo governatore.
Sfigura la tua bellezza come il gelo sconcia i prati; distrugge la tua reputazione come il turbine scuote i bei boccioli, e in nessun senso è amabile od acconcia.
Una donna irosa è come una fontana intorbidita, fangosa, brutta a vedersi, opaca, priva di bellezza e finché è così, nessuno per quanto a gola secca o assetato, si degna di sorbirne o toccarne una goccia. 
the-angelus-1859
Tuo marito è il tuo Signore, la tua vita, il tuo custode, il tuo capo, il tuo sovrano;
uno che ha cura di te e del tuo mantenimento, che si sottopone a laboriose fatiche  per mare e per terra, a vegliare di notte, durante le tempeste, di giorno al freddo, mentre tu stai calda e al sicuro in casa, e non brama da te altro tributo che amore, affabilità e sincera obbedienza; ben piccol pagamento per sì grande debito.
Il dovere che lega il suddito al suo principe lega ugualmente una moglie a suo marito.
E quand’è riottosa, petulante, imbronciata, acida e disobbediente al suo onesto volere, non è forse una trista ribelle contenziosa, una sgraziata traditrice del suo signore?
Mi vergogno che le donne siano così sciocche da far guerra invece di pregare per la pace, o cerchino autorità, supremazia, dominio, mentre dovrebbero servire, amare, obbedire.
Non abbiamo il corpo debole, liscio e tenero, inadatto alla fatica e alle cure del mondo, perchè le nostre qualità e i nostri cuori ben si adattino alle nostre doti esteriori?
Su, su, riottosi impotenti serpentelli, il mio animo è stato altero come il vostro,
così il mio cuore e forse più la mia ragione, tanto da ribattere parola per parola, e cipiglio a cipiglio.
Ora capisco però che le nostre lance non sono che pagliuzze, debole la nostra forza, senza confronto le nostre debolezze, tanto più deboli là dove vogliono apparire più forti.
Abbassate allora la cresta, non c’è scopo, e mettete le mani sotto il piede dello sposo.
In segno di tal dovere se così gli aggrada,
la mia è pronta ad alleviargli la strada”.
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Un Ringraziamento ai Nonni ed agli Antenati

Mio nonno materno, i miei bisnonni ed il mio trisavolo …

Quando tutto sembra crollare, penso ai miei nonni, che sono degnamente sopravvissuti alla prima e pure alla seconda GM, fascismo, campi di concentramento, fame, stenti, vita di campagna in momenti di carestia e mille problemi … di cosa ci lamentiamo??? tutto passa…

“altri tempi, altra fibra spesso si dice…”

No ragazzi… non penso, loro sono dentro di me!!!

I nostri avi, con tutta la loro esperienza, la loro forza, le loro lotte… la loro vita!!!

Sono dentro di noi!!!

Le nostre radici ci fortificano se ce le vogliamo ricordare!!!

Ed una volta conosciute e riconosciute, siamo pronti a lasciarle andare…

 

By SaraMaite

Mente Estesa ed esperienza personale – Rupert Sheldrake

Il famosissimo biologo Rupert Sheldrake avanza da anni l’ipotesi che la nostra mente si estenda oltre il cervello. E’ un pioniere di fama mondiale aspramente criticato da quando ha cominciato a sviluppare i suoi studi sul cervello e sulla psiche umana e i loro reali confini.

golconde magritte

Incensato a livello mondiale come biologo per le sue teorie sui campi morfogenetici, è diventato ancor più famoso quanto bersagliato dai colleghi per aver azzardato teorie scientifiche su questioni intangibili come la mente umana.

Secondo S. la mente si estende oltre il cervello e lo fa anche negli atti più semplici della percezione.Le immagini sono dove sembrano essere.Soggetto e oggetto non sono radicamente separati, con il soggetto dentro la testa e l’oggetto nel mondo esterno. Essi sono interconnessi.

La Mente Estesa

Tramite la vista, il mondo esterno viene portato nella mente attraverso gli occhi, e il mondo soggettivo dell’esperienza viene proiettato fuori nel mondo esterno attraverso in campi della percezione e dell’intenzione.

Le nostre intenzioni si estendono nel mondo intorno a noi, e anche nel futuro. Siamo collegati al nostro ambiente e gli uni con gli altri. Allo stesso modo, la nostra mente pervade il corpo, e le nostre immagini mentali sono dove facciamo esperienza che esse siano, nel corpo e non soltanto nella testa.

Sulle prime potrebbe sembrare scioccante prendere sul serio le nostre esperienze più dirette ed immediate. Siamo abituati alla teoria secondo cui tutti i nostri pensieri, immagini e sensazioni sono dentro il cervello, e non dove sembrano essere. La maggior parte di noi ha cominciato a pensare in questo modo all’età di 10 o 11 anni.

Nonostante sia stata definita “ipotesi sconcertante”, solitamente essa non viene trattata come un’ipotesi scientifica da dimostrare. Nel contesto della scienza e della medicina istituzionali, essa è data generalmente per scontata, e la maggior parte della gente istruita l’accetta come punto di vista “scientificamente corretto”.

Eppure è dimostrato che la teoria “mente=cervello” ha ben poche prove a suo favore! Essa contraddice l’esperienza diretta. Ed esclude la possibilità del settimo senso, costringendo chi crede nella teoria del cervello a negare o ad ignorare tutte le prove contrarie.

L’idea della mente estesa ci consente di prendere seriamente le prove del settimo senso negli esseri umani e negli animali. Ci aiuta a riconoscere che il settimo senso fa parte della nostra natura biologica. E apre nuove vaste aree del mondo naturale alla ricerca ed all’esplorazione (…).

Soprattutto riconoscere che la nostra mente si estende ben oltre il cervello è liberatorio. Non siamo più imprigionati nel cerchio ristretto del nostro cranio, le nostre menti separate e isolate le une dalle altre. Non siamo più alienati dai nostri corpi, alienati dal nostro ambiente e alienati dalle altre specie. Siamo interconnessi.

Grazie per la lettura, ci ritroveremo presto con un articolo sui campi morfogenetici e sui campi mentali,

SaraMaite

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Liberamente tratto da La mente estesa, Rupert Sheldrake – Milano, 2006, Urrà Apogeo Srl