Numerologia Qualitativa della Genesi

“I Numeri sono le sole reali energie viventi in questo pianeta, mentre tutto il resto non è che la loro ombra.” Pitagora

Dalla Cina al Tibet, passando per i Sumeri e l’antico Egitto, il valore simbolico dei primi numeri si ritrova nella maggior parte delle grandi tradizioni. Anche i quattro testi che compongono la Bibbia, anche se le tradizioni religiose non ne tengono conto, sono punteggiati di numeri posti simbolicamente a giocare un ruolo indispensabile alla sua comprensione più profonda. Questo appare evidente quando si inizia a leggere dei discendenti di Adamo e di Noè. Ad esempio se non si comprende cosa significhino il Sette e il Dieci, non si riuscirà ad afferrare in che modo il testo presenta la trasmissione del Soffio Divino e la teoria biblica delle trasmissioni paterne che ne consegue.
Il modo in cui il simbolismo dei primi numeri viene cancellato dalle traduzioni cristiane, cozza con quello con il quale è correlato il testo, abbellito di note aggiuntive, come se i tagli iniziali nei capitoli non soddisfacesse il punto di vista del traduttore. Queste traduzioni manomettono la coerenza numerologica con la quale il redattore, Esdra, il sacerdote discendente di Aaronne, scriba ed esperto della legge di Mosè, o uno dei suoi collaboratori, ha assemblato i quattro testi che lo compongono.

Ma chi era Esdra? Esdra era uno studioso appartenente alla linea sacerdotale ebrea, che non potendo svolgere il suo servizio dato che a Gerusalemme non vi era più il tempio e il suo popolo era in esilio a Babilonia, impiegava il suo tempo a studiare la parola di Dio e a preparare il messaggio da diffondere al suo popolo, quando questi fosse rientrato dal suo esilio. Tra tutti, egli per primo, aveva capito che i rotoli portati in esilio dal suo popolo, contenevano principi divini che spiegavano il vero senso della vita.

Le traduzioni cristiane, con i loro tagli hanno snaturato l’ordine regolato dal simbolismo dei primi numeri, che si ritrova anche nei grandi classici della biblioteca taoista, ad iniziare dal primo capitolo concernente la qualità dell’Uno, il secondo quello del Due, il terzo quello del Tre e così di seguito.

Nel loro valore simbolico, le prime cifre non sono, in effetti, considerate come delle quantità, ma come delle qualità che simboleggiano le diverse qualità dell’esistenza, quelle dei differenti livelli di organizzazione dei soffi e delle energie che la animano e le assicurano il suo rinnovarsi. Queste qualità, che sono quelle del vivente, si oppongono o si sovrappongono le une alle altre in modo complementare, ma sono insindacabilmente tutte necessarie.

La qualità dell’Uno è quella dell’unità. Questa è una qualità che è sia di Dio che dell’individuo e dipende dal rapporto che questo intrattiene con il Cielo. E’ quella che nel Tao dei taoisti, indica il cammino che mantiene la coesione dell’individuo, sia a livello della sua costituzione corporea che della sua santità mentale, e dipende esclusivamente dal suo destino. Nella Bibbia, la qualità del Primo capitolo tratta proprio di come Dio, Adamo ed Eva costituiscono lo stesso insieme, lo stesso principio, lo stesso animo o la stessa totalità.

Opponendosi all’esistenza dell’unità, la qualità del Due è quella che fa di noi degli esseri di linguaggio, degli individui che non solamente respirano e mangiano, ma che comunicano. Il Due corrisponde alla complementarità o all’avversione. La sua qualità è quella che permette di consacrarsi a quella che i Cinesi chiamano essere “yin yang”: l’amore. Nel Secondo capitolo della Genesi quando Adamo dunque inizia a nominare gli animali, incontra Eva. Il Due simbolizza in effetti una qualità vitale ed energetica particolarmente appropriata alla diade amorosa. Ma da sola, questa qualità non permette di garantire la salvezza dei bambini e quindi il riprodursi. Per questo bisogna fare appello alla qualità del Tre, che nella cultura cinese è quella dei “tre yang celesti”, nella nostra quella della Santa Trinità e nell’Egitto antico, quella delle triadi divine che patrocinano le città.

Il simbolismo del Due e del Tre appare, per esempio, nella storia di Abramo, dove è spiegato molto bene il modo in cui il testo utilizza questa numerologia come chiave simbolica con lo scopo di illuminare: è il capitolo dove Dio, nello stesso momento, annuncia ad Abramo e Sara l’arrivo di Isacco e ispeziona la città di Sodoma che distruggerà. Nulla nella narrazione sembra stabilire un collegamento tra questi due eventi, se non che Dio li tratta d’intesa. La chiave permette di comprendere perché egli li associa contemporaneamente nelle sue apparizioni. Per approcciarsi ad Abramo e Sara Dio si presenta sotto la parvenza di tre uomini, mentre quando arriva a Sodoma questi non sono che due. Il che significa che con la distruzione di Sodoma si stermina coloro che vedono la sessualità solo nella qualità di Due o del piacere che procura, e che quindi non gli attribuiscono alcun posto nella riproduzione. Mentre nell’annunciare ad Abramo e Sara la fine della sterilità della loro coppia, lo farà, con la venuta di Isacco stabilendo, attraverso di loro, la riproduzione come disegno ternario, che sotto l’emblema di Tre, si forgia nell’Alleanza che Egli stabilisce con loro.

Il Tre definisce così una qualità organizzativa vitale ed energetica che, opposta al Due, alla dualità guerriera o amorosa, è quella della creatività e della riproduzione. La qualità del Terzo capitolo della Genesi si trova dove Adamo ed Eva danno vita ai loro figli.

La teoria dei Quattro elementi che costituiscono la materia terrestre e dei Quattro orienti che ne delimitano lo spazio, è formulata molto diversamente da una cultura all’altra, ma la Numerologia che vi è “attaccata” invece è sempre la stessa. Ciò fa si che il simbolismo qualitativo dei numeri primi è una teoria che, essendo loro comune, è quasi universale. Il Quattro rappresenta la qualità della base della terra, che è quella della vita collettiva e sociale. Questo nel Quarto capitolo è evidenziato nella descrizione della vita sociale dei figli adulti e dove Caino uccide suo fratello. Nell’antico Egitto dove gli Ebrei furono a lungo schiavi, il Quattro, che ” costruisce e stabilizza il tempo e lo spazio”, simbolizza il “principio dell’incarnazione dello Spirito della materia”. Ciò viene evidenziato anche dalle quattro teste del fiume dell’Eden che evocano le quattro teste del dio Khnoum, uno tra i più antichi Dei creatori dell’antico Egitto e dai “quattro xiang”, o quattro “immagini invisibili”, della cosmologia cinese, da cui sorgono spazio e tempo. Il Quattro simboleggia anche, in maniera quasi universale, i “quattro pilastri della vita terrestre”. Nel registro della materia dove sono conficcati, la sua qualità diviene quella dei quattro elementi che la costituiscono, che è quella formata in Cielo da cui discendono, ed è quella dei quattro principi dello spirito o soffio divino che irriga la vita. Il Quinto capitolo presenta il libro di famiglia di Adamo e della sua discendenza fino a Noè. La qualità del Cinque è dunque quella dell’organizzazione e dell’espansione della vita che, nel taoismo, corrisponde ai cinque movimenti della Terra che ne regolano l’equilibrio. Questo modo antico di concepire i numeri come simboli delle diverse qualità necessarie alla vita, sono raggruppati in due serie di cinque, dove la seconda serie riprende la prima: il Sei riprende l’Uno ad un livello superiore, il Sette riprende il Due e così di seguito fino al Dieci.

Ecco quindi cosa si nasconde nel testo ebraico della Genesi. Riprendendo le parole di Stan Tenen: «La topologia di base di tutta la creazione è fondata sull’autoriferimento. Ciò si applica all’embrionologia, alla cosmologia e alla coscienza. E’ un principio organizzatore universale. La Genesi non tratta della creazione fisica. La disposizione dei numeri e delle lettere dell’alfabeto nella Genesi spiega tutta la creazione – la mente, la fisica, l’embrionologia – con lo stesso principio matematico di base – l’Unicità di Dio (espressa logicamente). Da quando abbiamo scoperto che le lettere sono basate su gesti della mano, e che i gesti della mano provengono da emozioni, la mia ipotesi è che la Genesi conservi la meditazione (esercizio mentale) chiamata “Il Viaggio dell’Eroe” , applicabile in linea generale alle“ricerche degli eroi” di tutte le tradizioni – compresa la vita di Mosé, Buddha, Gesù, Akiba, Maometto, e così via. La mitologia, la storia della vita di questi eroi, è la personificazione esterna nella vita reale dell’esercizio mentale che conferma la realtà delle tradizioni abramiche. 

Grazie

Elisabetta Adele 

Immagini di proprietà del web

 

Per saperne di più

 

tratto dal libro di Elisabetta Adele Maria Ziliotto

La Medicina dimenticata del Soffio Divino. 

Verità celate nella Numerologia biblica e password dell’Anima   

Ani 7778 Padova 2018

 

per chi fosse interessato all’acquisto del libro

 

Elisabetta Ziliotto

cell. 347 5545941

mail: elisabetta.ziliotto@yahoo.it

 

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Elisabetta Adele Ziliotto 

Commenti

  1. È di sicuro interesse e complessivamente giusto, ma va ricordato che Gesù stesso ammoni gli scribi, che come mestiere scrivono o riscrivono, per cui la numerologia può in questo caso aiutare a verificare incongruità, come nel caso della trinità, che è un concetto posteriore, venuto fuori da uno dei concili di nicea, non di certo dalle pagine bibliche. Per cui è bene non aggiustare i numeri alla propria comprensione o credo, ma analizzarli per quel che sono.

    Ma ci sono altri concetti interessanti che non per forza seguono la numerologia, ed anche in questo caso sono stati coperti da un errata traduzione o riformulazione espressiva (basti vedere quante versioni della Bibbia il Vaticano ha dato modo di sussitere) : ad esempio il passo citato nell’articolo di Eva che compare quando Adamo da nome agli animali, è un passo fondamentale per la comprensione di come l’uomo sia fatto.
    Eva non è la costola di Adamo, ma la sua anima, la sua parte interiore che consente a lui stesso di tornare ad essere immortale, essa è il paradiso o la chiave per il ritorno. La serenissima!
    Ma siccome è anima è anche potenzialmente malvagia, ovvero ha in se la parte istintiva, animalesca, di fatto ogni essere umano (uomo o donna) è rappresentato dalle caratteristiche specifiche di un animale, ed oggi giorno sono pochi gli uomini che combattono le proprie debolezze tramite gli insegnamenti religiosi (non bisogna stupirsi che oggi giorno ci siano tanti cartoon che vedono animali come protagonisti, animali parlanti, è il segno dei tempi).
    Inoltre questo ci da modo di capire i perché Dio (sia nella Bibbia che nel Corano) chieda il sacrificio animale, simbologicamente rappresenta il sacrificio della parte bassa dell’anima, ovvero dell’ego.
    Questo da modo di capire anche altre cose, la simbologia dell’arca di Noe, il tentativo di taglio della gola di Ismaele e invece quello di Gesù… pardon Giovanni.

    Poi, 4 sono anche fuoco, aria, acqua e terra, mentre il quinto elemento (riguardatevi il film) è la Luce ed il sesto il pensiero, l’intuizione la meditazione (il vero atto creativo) e numero d’uomo non a caso, 7 è il ciclo continuo nell’ambito della creazione, la perfezione terrena, 8 invece è un ciclo infinito come un loop o un ciclo di eterna crescita, 9 è il massimo, ciò che contiene tutti gli altri numeri, e dopo di esso vi è solo 1, 9 è la perfetta perfezione… 3->6->9

    Grazie, l’articolo mi ha ispirato.

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