L’essenza medico oracolare tibetana

“Non ti preoccupare se gli esseri perfetti sorgono oppure no, rimane il fatto che è una dura necessità dell’esistenza che tutta la creazione sia transitoria” Buddha

Il Tibet è sempre stato un luogo quasi mitico. I popoli non solo occidentali, ma anche più vicini hanno sempre creduto che tra le sue montagne, le più alte del mondo, si nascondessero entità soprannaturali dai grandi poteri con le quali si poteva entrare in contatto attraverso misteriose pratiche naturali.

Da tempi immemorabili il popolo tibetano possiede un “codice di presagi” con un’interpretazione dettagliata di avvenimenti comuni come i sogni, il gracchiare del corvo, il numero e la specie delle api che si posano sul tetto di una casa o le parole delle persone che si incontrano per la strada.

Allo stesso modo esistono tecniche che si basano sul lancio di dadi o punte di frecce con incisioni, lanci di ciotole colorate o monete. E i monaci spesso ricorrono, come dai tempi più remoti, alle antiche divinità guerriere che parlano per bocca di un medium.

Inoltre le predizioni astrologiche da sempre influiscono nei momenti più importanti della vita di un tibetano e ogni bambino possiede fin dalla nascita una specie di “carta d’identità astrale” in grado di condizionare le sue decisioni per il resto della sua vita.

In Tibet la tradizione medica e le arti divinatorie da sempre sono pratiche integrate, sintesi di diverse influenze culturali che considerano la malattia come parte della vita e si incentrano nel culto individuale delle forze naturali in tutte le loro manifestazioni, dal cielo alle montagne, dalle pietre alle erbe, ecc.; la cui conoscenza e pratica genuina conduce a un’unità diretta con la realtà e alla liberazione del mondo ciclico di sofferenze.

Dopo l’introduzione del buddismo nell’ VIII secolo, la psicologia e la filosofia alla base della medicina tibetana si adattò agli insegnamenti del Buddha, mentre l’aspetto pratico-curativo integrò culture mediche cinesi, indiane e greche.

Secondo questa medicina mente e corpo si condizionano reciprocamente, ma la parte trainante è la mente. E la differenza con la medicina occidentale, strettamente analitico-matematica, è che nel sistema medico orientale l’approccio nei confronti della malattia e del malato è di tipo olistico e prende in esame molte “verità “del paziente, quali il suo modo di vivere, di mangiare, di pensare e di lavorare.

Altra grande differenza tra le due medicine è che le tecniche curative tibetane sono sempre di tipo naturale e propongono cure diverse, a seconda del caso. Questo perché per la medicina orientale tutt’e le malattie sono di origine psicosomatica.

Secondo l’approccio medico tibetano, la causa fondamentale di tutte le malattie sono le attitudini mentali negative e la mente dipende dal corpo poiché “cavalca” le energie interne che agiscono come suo sostegno. Vi è quindi un rapporto di interdipendenza tra corpo e mente, ma la mente non è uguale al corpo, anzi ha una natura completamente diversa.

Al momento della morte la mente abbandona il corpo che rimane un involucro privo di coscienza, sensa alcuna sensazione. Quando una persona rinasce possiede la stessa mente e le stesse perturbazioni mentali che possedeva al momento della morte; queste perturbazioni sono le cause delle malattie che incontrerà nella nuova vita. Se una persona è morta di cancro, non è detto che nella vita successiva si ammali nuovamente di cancro dal momento che le malattie non trasmigrano insieme alla mente, ma le cause delle malattie si, dato che sono le attitudini mentali negative quelle che ci accompagnano di vita in vita. Infatti le impressioni depositate nella nostra mente vi permangono e sono le cause remote delle nostre malattie, indipendentemente dal fatto che uno se ne ricordi o no.

Secondo i medici e i monaci oracolari tibetani, vi è un particolare momento, quando giunge la morte, in cui le energie che sostengono le varie conoscenze concettuali si riassorbono perdendo la capacità di sostenerle e queste di assorbono nella coscienza estremamente sottile che in quel momento si manifesta per la prima volta nella vita. In quei momenti si possiede la capacità di ricordare le vite precedenti e si può vedere che tipo di rinascita si prenderà nel futuro. Ma successivamente, una volta rinati nel ventre della madre, incominciano a svilupparsi le diverse coscienze sensoriali e le menti più grossolane, e questa mente sottile diventa inconscia.

Anche per questo nella medicina tibetana viene utilizzata spesso la meditazione e vengono insegnate pratiche in diversi Tantra, dopo aver ricevuto iniziazioni del Mandala o del Cerchio del Buddha della medicina. La recitazione di alcuni mantra sono di grande beneficio poiché si riceve la benedizione e l’immunità dalle malattie; inoltre è molto utile se recitati vicino a persone che sono seriamente ammalate. Se poi lo si “soffia” su animali morenti, questi non rinasceranno nei reami inferiori, ma in mondi più felici.

Il Buddhismo parte dalla premessa che ogni cosa dentro l’Universo è in costante stato di flusso: tutti i fenomeni sono caratterizzati da instabilità e questa assoluta instabilità della creazione mostra come ogni essere subisce uno stadio o l’altro. La sofferenza non è accidentale, ma scaturisce da una causa specifica. L’estinzione della sofferenza significa la liberazione dal ciclo vizioso dell’esistenza, e ciò è compiuto attraverso la conoscenza appropriata e la pratica genuina del Dharma.

Uno studio approfondito dei “tre veleni” (odio, avversione e aggressione) si trova nella filosofia e psicologia buddista ed è importante notare la stretta interrelazione tra disordine mentale e fisico.

Negli insegnamenti del Buddha le malattie sono anche da sempre trattate in termini di periodi storici in cui si manifestano maggiormente. Nel terzo Tantra medico si parla proprio di alcuni tipi di patologie che sono tipiche del nostro secolo, come  il cancro, la cui causa viene indicata nella mancanza di una pratica religiosa tipica degli individui del XX e XXI secolo; ma non solo poiché le altre cause sono da ricercare nello sviluppo tecnologico, nella tecnologia bellica, nel l’inquinamento atmosferico e nella costruzione di ordigni micidiali.

Tutto questo era già stato predetto molti secoli fa dagli oracoli tibetani con le loro tecniche divinatorie e scritto sui testi di medicina che ci giungono dal tetto del mondo.

Grazie

Elisabetta Adele

elisabetta.ziliotto@yahoo.it

Immagini di proprietà del web

Per saperne di più 

Namkai Norbu Nascere e vivere. Trattato sulla medicina tibetana, Edizioni Shang-Shung Arcidosso (Gr)

Namkai Norbu Lo specchio. Un consiglio sulla presenza e sulla consapevolezza Edizioni  Shang-Shung Arcidosso (Gr)

Il libro tibetano dei morti Newton Compton Roma 1983

Tati Rinbochay – J. Hopkins Morte, stato intermedio e rinascita nel Buddhismo tibetano Astrolabio Roma 1980

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Elisabetta Adele Ziliotto

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