Visual world: in un attimo non esisti piu’.

In un click tutto è dimenticato. Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.


Un posto questo, dove a seguire il cuore ci si deve vergognare. 

Gli adulti sorridono ai bambini, anche se non li conoscono, osserva mia figlia.

Sorridiamo noi, a chi non conosciamo?  

Ma non scherziamo… che poi chissà cosa pensano.

Un posto dove gli altri sono stronzi e noi i santi.

Dove io so come si fa e gli altri sono deficienti.

Un posto dove solo il sesso conta. 

E alla fine… Tutti pippaioli, soli come cani. 

Eventualmente la razionalità. Utile per guadagnare. 

Poi muori… ricordatelo. 

Poi rinasci, forse in parallelo. E ci riprovi… spera di ricordarti qualcosa. 

Un mondo dove amare di vero cuore è una coglionata e ti prendono pure in giro.

Dove il confronto continuo con l’erba del vicino distrugge ogni relazione, perchè non stai mai in te stesso. 

Donne contro uomini, uomini contro donne. Peggiori, migliori, migliori, peggiori. 

Dove si uccide quotidianamente e si gira pagina in un battito di ciglia. 

Bombe, massacri, sparatorie…
In un click tutto è dimenticato. 

Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.
Un mondo dove aria, acqua e terra si comprano come fossero di proprietà di qualcuno.

Dove i rifugiati di guerra si chiamano “migranti”, come se avessero scelto di andarsene da una terra che non esiste piu’. 

Dove il dominio sulla “materia prima” vale centinaia di migliaia di vite.

Dove il contatto con Dio è annullato e ridicolizzato.

Dove la metafisica è un sogno senza speranza in mezzo a un mare di piombo. 

Dove la verità è continuamente scalzata dalle bugie. 

Vite piene di bugie “buone” che in realtà nascondono tutto il marcio di generazioni che si è accumulato dentro di noi.

Dove i genitori giocano col cellulare anzichè parlare con i figli e poi pretendono rispetto ed educazione. 

Dove mangiamo merda travestita da cose buone e ingrassiamo come porci in attesa di farci curare da medicine che ci ammalano.

Dove le mamme in giro col passeggino non guardano piu’ i volti dei loro bambini, ma le notifiche di FB. E i bambini imparano prima a farsi i selfie che a chiamare i genitori.

Dove i ragazzi hanno una canna in mano già a 10 anni, tanto hanno detto che fa bene perchè ti calma… ma che cazzo hai bisogno di calmare? Sei adolescente, hai diritto di urlare!!!

Dove i bambini si scelgono come al supermercato, delle multinazionali delle adozioni. Dove i figli si pretendono, non si accolgono se e quando arrivano… il corpo parla e non lo ascolta nessuno.

Dove il corpo è separato dall’anima e fatto oggetto di continuo mercimonio in tutti i modi.
In un click tutto è dimenticato. 

Visual world: in un attimo non esisti piu’. 

Metaforico, vero? La verità in un click.

Click. Tap. Adieu.

Bah.
E poi ti chiedi perchè mi rifugio nel silenzio e sto per i fatti miei? Ma chi me lo fa fare di stare in questa scatola di rumore, fatta di sangue e di merda cui TUTTI apparteniamo? Collusi tutti, volendo o meno. Tutti.
Solo nel silenzio trovo l’anima e la voce che mi dice dove voglio stare. Li’, mi piace stare. 

Dentro di me, a contatto con la Luce.

SaraMaitewww.spazioaldebaran.com

Immagine da web appartenente ai legittimi proprietari

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