Meditazione: sostenere lo stress – Intervista a Roberto Santokh

TAKEAWAY: star bene con la meditazione, in equilibrio con i mantra, ong, ek ong kar, kundalini yoga, yogi Bhajan, guru Nanak, rinforzare il sistema nervoso con la meditazione, importanza dell’insegnamento nella meditazione, intervista a Roberto Santokh, yoga kundalini Verona


Benvenuti!

Vi ho già parlato qui di meditazione, una pratica che per me ha rappresentato una vera e propria svolta.
Vi propongo oggi il contenuto dell’intervista a Roberto Santokh, realizzata per conto di RadioBase Mantova per la rubrica Naturalmente InForma e che potrete integralmente ascoltare qui.

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Ho il piacere di avere mio ospite a Naturalmente InForma, Roberto Santokh, insegnante di meditazione nella tradizione del kundalini yoga.
Roberto da oltre 10 anni opera a Verona in un rinomato centro dove si svolgono attività di yoga kundalini e meditazione.

Col suo aiuto comprenderemo meglio questa pratica utilissima di cui si parla molto ma di cui si sa veramente poco: cerchiamo di vederla con gli occhi di un esperto, nelle sue radici reali e nelle sue potenzialità.

  •  Buongiorno Roberto, benvenuto, possiamo darci del tu?

Certo assolutamente…

  • Parlaci un attimo di te, del come sei approdato all’insegnamento, qual è stato il tuo percorso, se così si può dire,  del cosa significa insegnare meditazione.

Ho cominciato nel 2000 a meditare, così, per curiosità, poi ho trovato la pratica molto interessante e quindi ho continuato. Meditare vuol dire tante cose. Esistono, come tutti sanno, moltissime scuole di meditazione e tantissime scuole di pensiero.

Io ho cominciato subito con la meditazione nella tradizione del kundalini yoga, un tipo di yoga molto attivo e molto veloce che è stato portato in occidente da Yogi Bhajan, trasferitosi negli USA dall’India alla fine degli anni ’60 per divulgarla. Poi la pratica è arrivata in Europa.

Le meditazioni del kundalini yoga presentano un menu sterminato, migliaia di esercizi che affrontano stati della mente, situazioni emotive specifiche come la rabbia, emozioni distruttive di vario tipo, ci sono meditazioni per l’elevazione, altre per la compassione, insomma … si va avanti ad imparare per tutta la vita, se si vuole, che poi è un po’ la filosofia di questo tipo di yoga.

Uno yoga dove non ci sono iniziazioni o bacchette magiche, si migliora la propria capacità contemplativa e la propria sottigliezza con la pratica. Quindi il limite non è posto dal maestro ma dall’allievo. Più uno entra nella disciplina e più rafforza il sistema nervoso. La meditazione del kundalini yoga ha un obiettivo molto adatto ai giorni nostri e alla civiltà occidentale: non si medita per eliminare lo stress o per essere felici, ma per imparare a sostenere lo stress.
Esistono tanti tipi di stress naturalmente e noi in generale siamo tutti molto stressati, quindi “un sistema nervoso più forte è in grado di farci rimanere immobili mentre tutto ci gira intorno”, dice Yogi Bhajan. Io ho trovato molto utile questa pratica

  • Ti chiedo di specificare una frase che hai detto proprio all’inizio dell’intervista, hai parlato di velocità nella meditazione nel kundalini yoga, com’è possibile? parrebbe per la mia idea di meditazione, quasi in contraddizione… cosa significa?

Yogi Bhajan ha sempre detto che rispetto all’hatha yoga e ad altre forme di yoga, il kundalini yoga ti permette di produrre modificazioni e risultati molto più veloci. Non si tratta di meditare velocemente: parlavo del conseguimento del risultato rispetto ad altre tecniche, molto più immediato.

Le meditazioni del kundalini yoga durano un certo numero di giorni che è un minimo di 40 giorni, cioè tu fai una meditazione e hai una pratica che può avere durate diverse in termini di tempo a seconda di quanto tempo puoi dedicare, quindi da 11’, 21’, 31’ o da 62’ minuti e in alcuni casi anche da due ore e mezza, però poi ti devi prendere l’impegno di continuare per 40 giorni, quindi un modo anche per evitare che una persona si butti in modo infantile su una pratica abbandonandola dopo cinque giorni.

  • Mi hai incuriosito, mi spieghi meglio il discorso degli 11 minuti, 21 minuti… che differenza c’è?

Ci sono pratiche che derivano da studi di 2-3-4.000 anni fa, che magari provengono anche da altre tradizioni, ad esempio gli antichi Egizi meditavano, Cristo meditava (lo si intuisce anche dai mudra, le posizioni delle mani nelle immagini che lo ritraggono) e le durate sono date da quello che questi antichi maestri hanno scoperto fosse il tempo necessario per produrre una modificazione, come si sa ormai che i quaranta giorni sono un tempo minimo per produrre una modificazione… (ricordo i famosi 40 giorni del digiuno di Cristo) un numero minimo per intervenire nel subconscio e indebolire una tendenza, ulteriore obiettivo della meditazione.
La nostra mente produce delle tendenze e le tendenze producono delle malattie, quindi la meditazione lavora per eliminare la tendenza, per portare l’onda cerebrale su un’altra frequenza e farla uscire dal buco dove tutti quanti noi ci cacciamo quando ripetiamo gli stessi errori.

  • Possiamo parlare di una sorta di riprogrammazione quindi?

Sì, direi che si tratta proprio di quello; poi ci sono modalità disparate per ottenere questo effetto, meditazioni che usano i mantra, altre che usano solo il respiro, quasi tutte usano dei mudra cioè posizioni diverse sia del corpo che delle mani e delle dita delle mani, che hanno significati precisi e che vanno a stimolare il campo elettromagnetico e il sistema nervoso in modo specifico.

  • Cosa sono esattamente i “mantra”, che mi hai nominato?

Sono dei suoni sacri, sono sillabe combinate in modo da produrre un effetto specifico sulla mente o sul sistema nervoso; nella tradizione cristiana, si dice che la cosa più vicina a questo fosse il libro dei Salmi nella lingua originale, che lavorava non tanto attraverso il significato delle parole ma attraverso la combinazione dei suoni specifici. Poi con la traduzione della Bibbia tutto questo è andato perduto.

Nella tradizione del kundalini yoga si usa una lingua antica che è il gurmukhi, la “lingua del Guru”, la lingua sacra dei Sikh che è diciamo, il pensiero religioso di riferimento del kundalini yoga anche se si tratta di un pensiero, per quanto riguarda la pratica dello yoga e della meditazione, che può essere tranquillamente laico.
Non c’è un elemento devozionale, c’è se uno vuole, ma i mantra vengono fatti vibrare perchè vanno a modificare una tendenza del sistema, non perché cantano le lodi a Dio e cose del genere…

Su questo Yogi Bhajan è sempre stato molto “feroce”, quando gli chiedevano chi è Dio, diceva:

“Dio è la distanza tra l’ombelico e il cuore”

cioè la tua capacità di proiettare la realtà e la tua capacità di essere compassionevole. Lì si manifesta Dio, non all’esterno di te.
D’altra parte questo è molto vicino al pensiero del Sikhismo, il cui elemento di base consiste nel ritenere che non ci sia distanza tra il Creatore ed il creato, cosa che non appartiene invece al Cristianesimo. Nel Sikhismo poi i mantra sono molto importanti perché Dio è un suono. All’inizio, all’origine di tutto c’è un suono. Tutte le volte che si recita un mantra, che si fa vibrare il suono di un mantra, l’intento è di metterti in contatto con il Dio dentro di te, con la tua Essenza Divina. Il suono ha questo compito

  • Mi porti automaticamente a chiederti della famosa sillaba OM, riusciresti in due parole a darmi una spiegazione?

E’ una sillaba legata all’Induismo che nella tradizione del kundalini non si usa, noi usiamo ONG, che vuol dire UNO, è l’inizio, c’è tutta una conferenza di yogi Bhajan che spiega la differenza tra ONG e OM. E’ piuttosto complessa.

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Diciamo che nella Tradizione, il primo guru, Guru Nanak, compone un poema meraviglioso, il Mul Mantra, il mantra della Radice, il mantra della Creazione, il mantra dell’Inizio, che ha come prime tre parole EK ONG KAAR, dove ONG significa UNO quindi c’è un solo Dio, questo è l’inizio.
Però l’importante in questa tradizione è l’effetto che questa parola produce perché apre uno spazio meditativo.

  • Tutti possono meditare?

Secondo il kundalini yoga tutti devono meditare, perché …

“lo stato naturale della mente è lo stato del silenzio”

quindi è uno stato che tutti noi abbiamo perso perché siamo distratti. La meditazione ti costringe a riconoscere che lo stato del silenzio è lo stato naturale della mente quindi ti fa tornare a casa, in un certo senso. Yogi Bhajan, quando gli chiedevano delle persone che non meditavano, diceva “poverini, sono senza speranza”. Siamo comunque senza speranza anche se meditiamo, se uno comincia a meditare con la speranza di ottenere qualcosa è già fregato in partenza.

  • Se volessi scegliere un maestro di meditazione, come faccio a riconoscerlo?

Ci sono molti ciarlatani, ci sono molte persone serie, direi che più che riconoscere un maestro bisogna riconoscere l’insegnamento. Un maestro ti deve dare un insegnamento che appartiene a una Tradizione, se tu leggendo e praticando le meditazioni di quella tradizione riconosci che ti producono una modificazione, riconosci che stimolano, hai trovato l’insegnamento giusto. Puoi sempre mettere in dubbio il maestro ma non puoi mai mettere in dubbio l’insegnamento. Il maestro è un tramite, altrimenti diventa un oggetto di culto.

Sono molti i centri di kundalini yoga dove si pratica la meditazione e si può chiedere all’insegnante una meditazione specifica per noi, ci sono diversi modi per dare delle meditazioni. Si usa la numerologia tantrica, un metodo di lettura della data di nascita che ti permette di riconoscere le tendenze della persona e darle così una meditazione che in generale la riallinea rispetto alle sue tendenze più comunemente erronee. Ciò non toglie che uno possa scegliersi le meditazioni da solo, ma se c’è un maestro molto bravo sarà in grado di trovare ciò di cui la tua mente ha bisogno.

 

Bene, eccoci giunti al termine… ricordo a tutti che la meditazione è un percorso non è un antistress, anzi è un modo, come spiegava il nostro ospite, per sostenerci lungo le avversità nella vita. Ricordandovi che la meditazione non costituisce una pratica sanitaria, invito tutti a meditare, a provare almeno per un attimo a sperimentare il silenzio interiore attraverso l’incontro con un maestro di yoga. Grazie Roberto, per averci dedicato un po’ di tempo, credo che oggi molti ascoltatori avranno fugato dubbi e avranno molti nuovi spunti di riflessione e forse anche un desiderio nuovo di approcciarsi a questa disciplina salutare per il corpo e la mente.


Da Sara per questa settimana è tutto! A risentirci su RadioBase a Naturalmente InForma, ciao! alla prossima settimana con un nuovo argomento: i FIORI DI BACH

by SaraMaite


  • Ecco qui alcuni link per approfondimenti sull’argomento affrontato nell’intervista

Libri in italiano sul kundalini yoga: http://www.yogabenessere.it/infos/singlePost/190

Sull’autostima: http://www.yogabenessere.it/infos/singlePost/347

Meditazioni varie di kundalini yoga: http://www.yoga-kundalini.it/kriya-meditazioni-kundalini-yoga-yogi-bahajan/

Il video di una sequenza (Kriya) di circa 73 minuti, che lavora sulla capacità che ognuno di noi ha di manifestarsi:

http://www.youtube.com/watch?v=tDWFrBha_sc

Sat Nam Rasayan rilassamento profondo: http://www.yogabenessere.it/infos/singleSubject/4

Meditazione per favorire l’apertura del terzo occhio: http://www.yogabenessere.it/infos/singlePost/330

Link sulla differenza tra OM e ONG: http://satnamsatnam.blogspot.it/2011/06/la-personalita-fondamentale-di-un.html

Chi è Guru Dev Singh: http://www.satnamrasayan.it/it/guru-dev-singh/

http://www.meditare.net/

http://www.lameditazionecomevia.it/

  • qualche mantra:

https://www.youtube.com/watch?v=gZpOd_dg-64

https://www.youtube.com/watch?v=FHNI79CL2Js

https://www.youtube.com/watch?v=4ZIzvI9hiS4

FONTI IMMAGINI

http://www.harisingh.com/Images/hsekongkarfloral.jpg

http://www.akalsukhsingh.com/images/EK_ONG_KAR_MANDALA.jpg

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