Sulla buona riuscita delle relazioni affettive … riflessioni.

Vi riporto lo stralcio da una mail ricevuta tempo fa da una Cliente:

“Sai, la vita è strana;

un giorno cerchiamo l’amore, sentiamo il bisogno di essere il centro per qualcuno,

di contare qualcosa

e ci sentiamo soli.

Il giorno dopo troviamo una persona

e diventiamo il suo centro

e a quel punto siamo noi a rinunciarci,

con grande sofferenza per gli altri.”

Quadro di Tomasz  Alen Kopera

Opera di Tomasz Alen Kopera

Ebbene …

Cosa emerge da questa affermazione?

Nell’affermazione di questa cliente è scritta a chiare lettere l’essenza della sua sofferenza e delle sue difficoltà e le origini stesse della sofferenza: sentire il BISOGNO di essere AL CENTRO per QUALCUNO.
Diventiamo IL CENTRO DI UN’ALTRA PERSONA e cerchiamo una persona che sia il NOSTRO CENTRO? 

Come vi suona?

Io sono il mio centro, tu sei il tuo.

Riprendiamoci noi stessi.
Accogliamoci e amiamoci nella nostra interezza: siamo tutto ciò che abbiamo!

Se non ci riprendiamo noi stessi, chiediamoci come mai non lo stiamo facendo. Perchè non mi accolgo? Per quale ragione non mi prendo cura di me e voglio che lo faccia qualcun altro al posto mio? il rischio di entrare nel vortice della dipendenza affettiva è elevatissimo. Forse sotto c’è un’antica ferita da abbandono…

Perché la mia vita ha bisogno di essere focalizzata su quella di qualcun altro al punto di mettere quella persona al centro della mia vita?

Come mai nel momento in cui accade che io incontri un compagno mi sento male ed inizio a soffrire e volermene distaccare?

Io dove sono? A cosa e a chi sto pensando? Sto pensando a vivere la mia vita con le mie forze oppure ho bisogno di una stampella?

Proviamo a creare un nuovo centro insieme: il centro della coppia!
Un centro nuovo e unico a cui entrambi contribuire, ciascuno con tutto se stesso mantenendo la centratura individuale … mantenendoci emotivamente indipendenti!

(Siamo in grado di coltivare il nuovo centro che si è venuto a creare? il progetto che si cura insieme coincide? sappiamo ciò che desideriamo l’uno dall’altro?
sappiamo VERAMENTE cosa desideriamo? spesso lo sappiamo solo in apparenza.
Spesso cerchiamo soltanto la proiezione di una mancata cura infantile.)

Quando diamo ad un’altra persona la responsabilità ed il peso della nostra felicità, quella persona prima o poi si sentirà oppressa da una responsabilità che non le compete. Cerchiamo una madre? Cerchiamo un padre? Attenzione! Stiamo attribuendo un ruolo che al nostro partner non compete!

Ciò che fa durare una relazione, una delle tante componenti, è l’incontro degli intenti:
più sono puri e profondi e simili e COINCIDENTI, più la relazione ha buone possibilità di proseguire.
Nel momento in cui l’intento – spesso non palese –  è di assorbire le energie dell’altro per riuscire a vivere la propria vita che appare vuota o insoddisfacente, la relazione si deteriorerà nel tempo.

Il partner che ama se stesso e noi, è colui o colei che ci consente di crescere interiormente senza pretese e ricatti morali e materiali. E cerchiamo di ricordare in tutto questo, l’importanza di DIVERTIRCI INSIEME!

Nessuno dice sia semplice, ma asserisco con tutta me stessa che con amorevole impegno, entusiasmo e amor proprio, sia decisamente possibile e attuabile!

Buona settimana!

by SaraMaite

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